Giovedì 4 Dicembre 2008, 10:12 | dischi, luoghi | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Arsenal - Arsenal 5 / Arsenal 6
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Negli scaffali del negozio di dischi di stato “Melodija“, gli album degli Arsenal erano classificati sotto l’etichetta “jazz”, ma nei loro solchi gli stilemi del rock sono tutt’altro che infrequenti. Al sassofono non di rado subentra una chitarra elettrica distorta strascicata per minuti interi.
Probabilmente Kolzov e compagni usarono l’etichetta “jazz” per far entrare sotto mentite spoglie nelle orecchie dei cittadini sovietici un po’ di suoni tipici dell’altrimenti impresentabile rock capitalista.
Sotto mentite spoglie mi ritrovai a passare una notte di capodanno come cameriere in un improvvisato ristorante posto in una traversa della via Tverskaja (forse allora ancora via Gor’kij). I miei amici erano di turno quella sera; dopo essermi fatto il viaggio a Mosca per stare in loro compagnia, potevo abbandonarli la notte di capodanno? Ecco quindi che con un adatto grembiule e senza alcuna specifica esperienza divenni uno dei camerieri della sala (”è uno studente straniero, ha bisogno di lavorare”), con tanto di mancia (diecimila nuovi rubli dell’epoca) a fine serata.
Con molta democrazia fummo anche coinvolti nelle danze e nei brindisi di mezzanotte. Il lavoro vero cominciò quando la compagnia festeggiante tolse le tende e cominciammo a rassettare e pulire.
Uscimmo dal ristorante alle prime luci dell’alba e il metrò ci riportò a casa, dove dormii fino a sera.
Tags: album, Arsenal, bisogno, brindisi, cittadini, compagnia, democrazia, dieci, fine, jazz, lavoro, mezzanotte, Mosca, ristorante, sassofono, sogno, soviet, straniero, studente, torta, viaggio
Mercoledì 3 Dicembre 2008, 14:12 | inclassificabile, notizie | :: G. :: | 2 commenti
“Ma io ti conosco, ci siamo visti nel tal posto, il tal giorno…”, “Eri nella tal città la scorsa settimana, vero?” - impossibile, penso, ero a migliaia di chilometri da lì.
“Somigli molto a tizio…”, “Sei parente di caio, ci scommetto” - davvero? Più che occhiali e pizzetto…
Si potrebbe pensare che occhiali, capelli lunghi e pizzetto siano dettagli che tendono a imporsi all’attenzione e a far passare meno osservati gli altri tratti del viso. Ma non è vero.
In realtà avete ragione: siamo uguali. Tutti noi siamo cloni di una razza aliena. La miopia è dovuta alla diversa luce del vostro sole, capelli lunghi e pizzetto ad una diversa distribuzione dei fluidi corporei sotto pelle.
Ovviamente siamo qui per una missione segretissima… che stava sulla mia chiavetta usb perduta.
Noi non siamo i soli cloni alieni presenti sul pianeta: un’altra specie, molto più malvagia, s’è infiltrata nei gangli del potere planetario.
Vi avverto adesso prima che sia troppo tardi [1].
Tags: attenzione, capelli lunghi, chiavetta, chilometri, città, dettagli, miopia, occhiali, pianeta, pizzetto, settimana, temperatura, usb
Martedì 2 Dicembre 2008, 18:07 | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Oltre alla neve, sul condominio si sta abbattendo anche un’ondata di grafomane coprolalia.
Stasera, appesa (come ormai di consueto) al cancello in una bella bustina protettiva trasparente, è comparsa una nuova lettera aperta da vicino/a anonimo/a incazzato/a a vicino/a anonimo/a spregevole avente per oggetto il trafugamento di una piantina (morta, peraltro, ci informa lo/la scrivente).

Curioso come in questi tempi di instant messaging e volatilizzazione delle comunicazioni il livore condominiale torni a scoprire la democratica e rivoluzionaria forma del tazebao.
Siamo però ancora ad un livello embrionale: il foglio di carta è in formato A4, stampato dal computer con un carattere piuttosto piccolo e scarsamente d’impatto.
Un tazebao come si deve è grande, scritto a mano e a prova della mia miopia.
Per non costringere nessuno a darsi ad affissioni autoprodotte e scritte con la pennellessa, penso che alla prossima riunione di condominio proporrò l’installazione a fianco del cancello di una bella lavagna magnetica king-size con le sue brave letterine dell’alfabeto.
In questo modo il regresso all’infanzia potrà anche rischiare di essere divertente.
Almeno finché non si fregheranno tutte le letterine.
Tags: a4, affissioni, alfabeto, anonimo, comparsa, condominio, coprolalia, dominio, fuga, installazione, king size, lavagna, letterina, nessuno, neve, prova, tazebao
Lunedì 1 Dicembre 2008, 00:01 | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Elaborazione grafica delle informazioni tratte da [1].
Tags: codice genetico, grafica, labirinto
Venerdì 28 Novembre 2008, 19:16 | dischi | :: G. :: | 5 commenti
Peter Gabriel - So
Comprare le musicassette originali era poco meno che una truffa: dopo una dozzina di ascolti il nastro “grippava” e veniva irrimediabilmente attorcigliato attorno a qualche pernetto del mangianastri (”mangia” nastri, appunto).
Ma quell’estate ero fuori casa - stavo facendo il servizio militare - e una cassetta aveva due indubbi vantaggi su un long-playing: l’ingombro ridotto e la possibilità di ascolto immediato, dato che avevo con me un walkman. La prima volta che “Red Rain” mi entrò nelle orecchie ero seduto ai bordi del piazzale di una caserma nella luce calante di un tramonto estivo.
Finita poi sullo scaffaletto di casa, la cassetta grippò come previsto. Tentai un trapianto del nastro dentro lo chassis di una cassetta vergine (che a differenza di quella originale era chiusa con delle viti e poteva essere aperta in maniera reversibile) ma dovetti amputare un pezzo di nastro e perdere qualche secondo di “Mercy Street”.
Mi decisi quindi a compare il disco, ma nella versione su vinile c’era un brano in meno (all’epoca era un modo per incentivare la vendita del cd): “This Is The Picture”, un duetto con Laurie Anderson. A caccia del duetto perduto, quando in un negozio di dischi mi imbattei in due album della Anderson non ci pensai due volte e li comprai entrambi.
Sull’album della Anderson “Mister Heartbreak” è incluso quel duetto con Peter Gabriel, ma il titolo è diverso (”Excellent Birds”) e lo è anche l’arrangiamento, meno “asciutto” e più in linea con il resto dell’album.
Poco tempo dopo comprai un lettore di cd e ricomprai questo disco in versione cd. Con il duetto che c’era anche sulla cassetta, finalmente.
Insomma, Peter, quel disco te l’ho pagato tre volte. Però mi hai fatto scoprire Laurie Anderson. Direi che con un paio di dischi masterizzati a scrocco siamo pari.
Tags: album, arrangiamento, ascolto, caccia, cassetta, chassis, differenza, Laurie Anderson, lettore, mangianastri, musica, Peter Gabriel, piazza, possibilità, presente, punto, tempo, vizio
Giovedì 27 Novembre 2008, 14:28 | notizie, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
“Wikipedia loves art” http://www.flickr.com/groups/wikipedia_loves_art/ è un’iniziativa promossa da musei statunitensi e britannici, che sponsorizzano un concorso in cui fotografare le loro opere e licenziare le foto con licenza libera.
In Italia le sovrintendenze si appellano ogni tre per due alla legge Urbani per ostacolare la diffusione su Wikipedia delle immagini che riproducono le opere d’arte da loro custodite.
Meno male che il resto il mondo la pensa diversamente.
Noi invece il nostro partimonio artistico facciamo di tutto per non valorizzarlo.
Grazie al Cruccone per la segnalazione.
Tags: Flickr, grazie, iniziativa, licenza, licenza libera, mondo, musei, opere d'arte, sovrintendenza, Wikimedia
Mercoledì 26 Novembre 2008, 14:17 | tecnologie | :: G. :: | 6 commenti
Da un po’ di tempo sto usando Google Reader per seguire i vari feed dei blog e dei siti che seguo.
Mi ci trovo bene, ma capita abbastanza spesso che un feed venga “digerito” e visualizzato anche ore dopo la sua pubblicazione.
Non che sia una cosa grave, ma potete consigliarmi qualche alternativa?
Preferirei non dovermi installare un client locale, trovo più comoda un’applicazione interamente basata sul web.
Grazie.
Tags: alternativa, blog, Google, grazie, tempo
Martedì 25 Novembre 2008, 20:19 | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
“…e lo tollererai solo in quanto eccezione
e lo tollererai solo in televisione,
lo chiamano gay e tu pensi ricchione…”
Sette milioni di persone hanno tele-votato Luxuria vincitrice dell’”Isola dei Famosi”.
Vorrei vederle sfilare al prossimo gay pride.
Vorrei vederle votare alle prossime elezioni un partito che abbia il matrimonio omosessuale o una legge sulle unioni civili tra le sue priorità.
Vorrei vederle offrire un tè caldo a tutte le trans che battono sui viali in queste notti d’inverno.
Vorrei vederle prendere le difese di ogni adolescente gay o lesbica vittima del bullismo omofobo.
Forse sbaglierò, sette milioni di persone hanno votato Luxuria, ma non credo che vorrebbero averla come vicina di pianerottolo.
Tags: adolescente, eccezione, elezioni, gay pride, inverno, Luxuria, matrimonio, priorità, televisione, unioni civili, visione
Martedì 25 Novembre 2008, 12:59 | dischi | :: G. :: | Un commento
Sarah Jane Morris - August
Una raccolta di cover reinterpretate con arrangiamenti minimi, dove risalta solo la “bella e dannata” voce della Morris. Persino “Don’t Leave Me This Way“, spogliata di tutte le paillettes, riesce incredibilmente a diventare una ballata struggente.
Qui il ricordo è piuttosto personale.
Questo disco mi ha carezzato le orecchie mentre uscivo da qualcosa che credevo potesse essere l’inizio di una relazione. In realtà sbagliavo, sovraccaricando di aspettative quella che altro non era che una semplice conoscenza, forse un poco più “intima” del solito.
Avevo perso il senso della misura, come attenutante invoco il fatto che stavo imparando ad usare un metro nuovo di zecca.
Tra le cover, anche “Piece Of My Heart” della Joplin. Dannazione inclusa.
…have another little piece of my heart now, baby,
you know you got it, if it makes you feel good
Tags: August, conoscenza, Joplin, raccolta, relazione, Sarah Jane Morris, semplice, senso, specie, tristezza, voce
Venerdì 21 Novembre 2008, 16:54 | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti
Rientrando a casa stasera ho trovato appesa sul cancello una lettera aperta.
Una condòmina trasferitasi qui di recente si lamenta di aver trovato la carrozzeria dell’auto rigata profondamente da mano anonima.
La sua colpa pare essere stata l’aver parcheggiato l’auto in una delle poche piazzole scoperte comuni, soffiandola a qualcun altro che evidentemente vuole appropriarsene per usucapione.
Fa il paio con la lettera aperta di insulti tra condòmini che trovai appesa nei garage mesi fa rientrando a tarda notte e che -istintivamente, contravvenendo alla saggia usanza di farsi i cazzi propri- strappai dal muro, pensando che di merda all’epoca ne stava già girando abbastanza (tant’è che uno dei due litiganti finì con l’andarsene).
Trovo infine nella cassetta della posta un avviso dell’ammisitratore, che ricorda che cani e gatti devono essere tenuti al guinzaglio e che i proprietari devono farsi carico di rimuovere le loro deiezioni e assicurarsi che non disturbino gli altri condòmini.
Cari vicini, per le deiezioni sono d’accordo. Dove la gatta sporcherà, avvertitemi e sarò felice di pulire.
Per il disturbo, la cosa più semplice che dovete fare è farla scappare: a differenza di molti altri esseri umani i gatti sono animali intelligenti, imparano a stare alla larga dai guai.
Il guinzaglio ve lo potete scordare.
E temo che prima o poi a qualcuno salterà di nuovo in mente di spargere esche avvelenate come è successo cinque anni fa, quando nell’arco di pochi giorni morirono tre gatti (tra cui il mio) e un cane.
Tags: carrozzeria, cassetta, differenza, fine, gara, gatta, lettera aperta, merda, qualcuno, semplice, successo, usucapione, zeri
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