trasloco

Spostare 3 quintali di libri assortiti ti fa pensare a quel bellissimo giorno in cui hai comprato un lettore di e-book. Gettare nel cassonetto della carta 12 annate di “Le Scienze” mette tristezza, anche lì ormai il supporto elettronico è meglio. Le scatole dei cd sono più leggere, ma anche quelle sono una mezza dozzina … Continua a leggere trasloco

piccolo uomo smemorato che impazzisci pensando a tutto questo

Troppa tolleranza, sì, ma verso i criminali a cui fa comodo avere manodopera a costo quasi zero. [1] [2] …e poi tornare a casa in trecento / dentro uno schifo di stabilimento… { Üstmamò – Tannomai – Üstmamò (2), 1993 }

exposure

La quotidiana esposizione all’A4 mi provoca occasionali eruzioni di aggressività. Soprattutto quando una giovane guidatrice di SUV nero carrofunebre pensa di fottersene del codice della strada (paragrafo: diritto di precedenza) e della coda in cui noialtri presumibilmente godiamo a stare. Chissà se le farebbe più male il ritiro della patente o della carta di credito. … Continua a leggere exposure

one cool million for one cool caress

ABC – Beauty Stab Eravamo più o meno a metà degli anni ’80. Si vendevano tonnellate di gel per capello “effetto bagnato”, la musica pop era esclusivamente british, il linguaggio (mistificato ad arte) del corpo si prendeva una schiacciante e duratura rivincita su tutte le parole spese nel decennio precedente, non era vietato trasmettere in … Continua a leggere one cool million for one cool caress

un biglietto per tre

Ryuichi Sakamoto – BTTB BTTB, ovvero “back to the basics”. Un ritorno al solo pianoforte, dopo l’incursione nel world-pop (da “Beauty” a “Smoochy”) degli anni precedenti, condotta con la consueta maestrìa. Un album spogliato di ogni orpello, malinconico e intimista, che evoca immagini di una Parigi autunnale (a me, che finora a Parigi ci sono … Continua a leggere un biglietto per tre

sotto mentite spoglie

Arsenal – Arsenal 5 / Arsenal 6 [ru:wp] Negli scaffali del negozio di dischi di stato “Melodija“, gli album degli Arsenal erano classificati sotto l’etichetta “jazz”, ma nei loro solchi gli stilemi del rock sono tutt’altro che infrequenti. Al sassofono non di rado subentra una chitarra elettrica distorta strascicata per minuti interi. Probabilmente Kolzov e … Continua a leggere sotto mentite spoglie

don’t leave me this way

Sarah Jane Morris – August Una raccolta di cover reinterpretate con arrangiamenti minimi, dove risalta solo la “bella e dannata” voce della Morris. Persino “Don’t Leave Me This Way“, spogliata di tutte le paillettes, riesce incredibilmente a diventare una ballata struggente. Qui il ricordo è piuttosto personale. Questo disco mi ha carezzato le orecchie mentre … Continua a leggere don’t leave me this way

un mondo artificiale, cavo e alieno

Future Sound of London – the Lifeforms EP [en:wp] Come scrive Snowdog, a cui ho copiato (con permesso) l’idea, non si tratta di scrivere recensioni – non ne sarei all’altezza – ma di pescare dallo scaffale un disco e vedere quali scampoli di memoria si porta dietro. I Future Sound of London hanno prodotto nel … Continua a leggere un mondo artificiale, cavo e alieno

me ne vojo anna’, me ne vojo anna’, me ne vojo anna’, me ne vojo anna’…

“Me ne vojo anna’, me ne vojo anna’ Me ne vojo anna’, me ne vojo anna’ Non ce la faccio più… Me ne vojo anna’, me ne vojo anna’ Me ne vojo anna’, me ne vojo anna’ Non ce la faccio più…” Testo – Audio { Tribù Acustica – Menevojoanna’ – 1997 }