:: Archivio della categoria: lavoro :::::::

rank/rant

14 gennaio 2010 (17:02) | café, lavoro | :: G. :: | 4 commenti

Nella classifica delle bugie più frequenti espresse in lingua italiana, “te lo mando subito per mail” si piazza al terzo posto assoluto.

ondate (surfin’ on the road)

12 giugno 2009 (07:58) | lavoro, varie ed eventuali | :: G. :: | Un commento

La prima ondata esce alle 7. È meglio arrivare prima di allora al rondò.
La seconda ondata esce alle 7.30. È meglio uscire prima di allora dall’autostrada.

…There is a deeper wave than this rising in the land
There is a deeper wave than this nothing will withstand…

dev’essere così

17 aprile 2009 (21:49) | lavoro, varie ed eventuali | :: G. :: | 6 commenti

Più ci penso e più me ne convinco: dev’esserci un filtro sul mio server di posta in uscita che ferma tutta la posta elettronica che contiene le parole “curriculum” o “vitæ” diretta a reti italiane.

Quando mando messaggi del genere a indirizzi svizzeri ottengo sempre una cortese risposta nell’arco di tre giorni lavorativi al massimo. Invece nessuno dei destinatari italiani risponde. 

Chissà, forse è la “æ” di “vitæ” che impalla tutto…

Nerviano Medical Sciences

3 aprile 2009 (11:45) | lavoro | :: G. :: | Un commento

Un amico mi segnala una petizione on-line per il Nerviano Medical Sciences, l’unico centro specializzato per la ricerca farmaceutica oncologica in Italia, oggi proprietà della “Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione“, a rischio di chiusura. Vi lavorano circa mille persone.

http://www.lascienzainrete.it/node/303 – qui l’appello, con il link alla lettera aperta dei ricercatori di Nerviano alla CFIC e al governo italiano e il link alla petizione on-line.

outsourcing

23 marzo 2009 (10:59) | lavoro | :: G. :: | 6 commenti

Ho perso il conto delle diverse banche dati – e dei diversi format che queste utilizzano – su cui ho inserito il mio CV opportunamente parcellizzato, sminuzzato, interpretato e digerito. Spesso trovandomi perplesso davanti a lunghissimi menù a tendina a scelta obbligatoria che non riportano comunque qualcosa che definisca esattamente quali siano stati i miei lavori.
I dati anagrafici sembrano essere l’unico terreno solido, poi ci si avventura spesso in schermate poco usabili, a volte elefantiache, spesso prive della casella “giusta” da selezionare e tu sai che la banca dati – impietosa – potrebbe filtrar via il tuo curriculum solo per una minima incongruenza. Allora cerchi di essere il più generico possibile, quando possibile.
Cara agenzia, per favore, let’s KISS. Serve anche a te.

Senza contare quelle volte che, dopo venti minuti di digitazioni varie clicchi su “invia CV” e ti torna in risposta una schermata di errori che scatena improperi assortiti e che ti riporta al form vuoto di partenza.

La ricerca di lavoro tramite i portali internet specializzati somiglia molto alle casse self-checkout dei supermercati [1]. La filosofia di fondo è la stessa: “lascia che sia il tuo cliente a lavorare gratis per te”.
Tu risparmi sui costi del personale e, qualora poi il cliente in tutto quel ripetitivo e ridondante labirinto si smarrisse, puoi anche dirgli che è colpa sua se il sistema non funziona.

are you experienced?

9 marzo 2009 (15:36) | lavoro | :: G. :: | 6 commenti

Quando non hai esperienza, te la chiedono.
Quando sei riuscito a fartela, scopri che è troppa.

Mah…

un, due, tre, libero per me

26 febbraio 2009 (23:10) | lavoro | :: G. :: | 6 commenti

Stamani la lettera di dimissioni è stata datata, stampata, firmata, consegnata e controfirmata.

Avevo bisogno di una spinta per decidermi. Speravo in una spinta migliore – un altro lavoro – invece sono state le parole di un (ormai ex) collega a farmi decidere.

Sentendomi dire “mi sono rotto i coglioni di quest’azienda che non dà ascolto a chi ha anni di esperienza per favorire l’ultimo arrivato con un pezzo di carta e, non prendertela, ma da mesi vedo cose che non mi piacciono in come lavori” la mia pazienza si è esaurita.

1) il culo che io mi sono fatto per quello che tu chiami un “pezzo di carta” non è né migliore né peggiore di quello che tu ti sei fatto nei tuoi anni di esperienza.
2) nell’affermare che lavoro male puoi aver ragione o torto.
Se hai ragione, dato che sono qui da oltre un anno significa che sono uno zuccone che non imparerà mai. Meglio che io cambi mestiere.
Se hai torto – come mi piace tutto sommato pensare, per varie ragioni con cui non tedierò oltre – allora non starò qui a farmi prendere oltre a pesci in faccia da quello che sull’organigramma dovrebbe essere un mio sottoposto.

Ne ho abbastanza di sopportare quotidianamente le regine del “tua culpa” (cit) e di combattere una battaglia che non è mai stata mia.

Ho trovato questo lavoro, ne troverò un altro.
Probabilmente con gente migliore con cui dover condividere le mie giornate.

ehi! qui! da questa parte!

19 febbraio 2009 (21:39) | lavoro, notizie | :: G. :: | 6 commenti

Secondo il TG regionale RAI della Lombardia [1] di stasera, sembra che il mercato cerchi affannosamente chimici laureati e diplomati.

Nella mia recente esperienza personale, tutto quest’affanno non l’ho notato, comunque… ehi! Mercatoooo! Yuuuu-huuu! Da questa parte! Sono qui!
(non si vede, ma sto anche sventolando un camice macchiato)

il tecno-eremita

16 febbraio 2009 (21:22) | lavoro, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti

Vorrei imbattermi in un’offerta di lavoro in cui qualcuno cerca un tecnico da chiudere in un laboratorio con qualche apparecchiatura astrusa, a cui il lavoro verrà passato da sotto la porta o da qualche feritoia ad hoc e che avrà la necessità di scambiare con altri esseri umani non più di una mezza dozzina di monosillabi al giorno.

Non è necessario che il laboratorio sia ricavato in uno scantinato umido di un castello infestato da pipistrelli.

giusto in caso che (2)

30 gennaio 2009 (18:31) | lavoro | :: G. :: | 4 commenti

La mia richiesta di una semplice informazione – ovvero quanto devo dare di preavviso in caso di dimissioni, dato che il testo del contratto si presta a diverse interpretazioni – è stata interpretata dall’azienda come se già avessi le valigie in mano e un piede fuori dalla porta. E senza neanche troppa sorpresa.
Quasi come se se l’attendessero.

Mi è stato fatto notare che con questa mia uscita divento una risorsa su cui non si può fare troppo affidamento per il futuro. Che rappresento per certi versi una delusione e che vengono meno tutte le prospettive di carriera futura. Al che m’è venuto da pensare che 

  1. “risorsa” sarà lei,
  2. una componente di delusione è senz’altro reciproca,
  3. di quale carriera parlate?
  4. e quand’anche ce ne fosse una che poteste offrirmi, siamo poi sicuri che mi interessi? Mica siete la Celera Genomics (giusto per fare un esempio).

A questo punto dovrei davvero dimettermi. Non fosse che ogni giorno leggo e sento notizie catastrofiste sul fronte dell’occupazione, stamperei la lettera (già pronta da tempo, con la data in bianco) stasera stessa.
Ma ho paura.

Vi serve un chimico versatile? Come chimico, come divulgatore, come traduttore, come insegnante, come non-so-bene-ancora-cosa-ma-parliamone…