:: Archivio della categoria: luoghi :::::::

dislocazioni

23 agosto 2010 (15:46) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 7 commenti

Novi Ligure non è in Liguria.
Guardia Piemontese non è in Piemonte.
Tuscania non è in Toscana.
Massa Lombarda non è in Lombardia.
La Foresta Umbra non è in Umbria.

Ne conoscete altre?

piccole tracce per riportarmi a casa

7 agosto 2010 (00:19) | luoghi | :: G. :: | 3 commenti

Tra una decina di giorni, più o meno. A rileggervi.

pubblico denaro, pubblico dominio

31 marzo 2010 (17:07) | luoghi, wikiverso | :: G. :: | 2 commenti

Il governo olandese pubblica il proprio sito web ufficiale con licenza Creative Commons Zero. [1]
Grazie a Lodewijk per la segnalazione.

ancora, ancora, ancora!

25 gennaio 2010 (08:20) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 3 commenti

Forse avete presente quell’esperimento dove c’è una cavia con un elettrodo collegato ai centri del piacere del cervello e ad un pulsante: ogni volta che la cavia lo preme viene gratificata da un’ondata di piacere che dura qualche minuto. La cavia impara in fretta il collegamento causa-effetto tra il premere il pulsante ed il piacere e comincia a premerlo compulsivamente ogni volta che l’effetto si esaurisce, fino allo sfinimento.

Disumano, vero?

Ecco, ora sapete in che condizioni ero sabato mattina nella vasca dell’idromassaggio caldo.

cucina casalinga (2)

24 agosto 2009 (21:32) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti

Per un’abbondante settimana sono stato farcito, impastato, unto, impanato, dorato e sbollentato.
Il portatile è rimasto a casa.

Domattina si ricomincia a pendolare, sperando nella benevolenza degli dèi dell’A4.

reperto #2

20 maggio 2009 (09:20) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | Lascia un tuo commento

reperto_2Questo è stato acquistato per un marco a Greifswald, città universitaria sul Mar Baltico in una Germania orientale fresca di riunificazione.
Non è che volessimo arrivare lì di proposito: lasciammo Praga con l’intenzione di visitare Berlino e a Dresda raccogliemmo due ragazze che facevano l’autostop per raggiungere Greifswald.

“Fino a Berlino non è difficile trovare un passaggio, ci sono molte auto che ci vanno. È dopo, che è più complicato.”
Noi non avevamo programmi ben precisi, non ci mettemmo molto a cambiarli: “se ci aiutate a trovare un posto dove dormire, vi portiamo fino a destinazione”.

Seguimmo quindi i lastroni di cemento delle autostrade dell’ex-DDR fino al Baltico. Dormimmo nella loro stanza del wohnheim universitario, loro si trasferirono per una notte nella stanza dell’amica accanto.

“Für ein selbstbestimmtes, menschenwürdiges Leben!”

reperto #1

19 maggio 2009 (15:52) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | Lascia un tuo commento

reperto_1Questo lo trafugammo io e S. una sera in centro a Manchester, mentre eravamo lassù per lavoro.
Tempo dopo ho fatto una donazione al Socialist Worker a mo’ di compensazione per il danno materiale e morale causato dal nostro estemporaneo “vandalismo”.
La Rover poi non fu rinazionalizzata, ma acquistata dai cinesi [1] [2].

Sono state invece le banche inglesi ad essere quasi rinazionalizzate de facto [3], dopo lo scoppio della bolla dei sub-prime.
Imprese private finché producevano profitto, pubbliche dopo esser diventate un pozzo di debiti, in nome della pace sociale e del mantenimento dei posti di lavoro – comunque precarizzati, ridimensionati, meno remunerati.

il posto delle fragole

5 maggio 2009 (21:45) | luoghi | :: G. :: | Un commento

fragoleUna giornata a zonzo sui Castelli romani guidati da Lady M e dalla serendipità.

Ci siamo imbattuti – in ordine sparso – in un palazzo Chigi che non è palazzo Chigi, nel barocco del Bernini, nella bufala (mozzarella di), nelle coppiette (quelle che si mangiano), nella porchetta, nel vino de li Castelli (che è notoriamente meglio di questa zozza società), nei paragoni tra XXI secolo d.C. e III secolo d.C., nelle vigilesse che sbuffano davanti all’ingorgo Genzanese (chissà, se per indolentia simplex o se per incurabile demoralizzazione), nelle fragole, nel posto delle fragole, nell’inventiva robinsoniana, nel papero solitario in mezzo al lago, nel traffico dell’Urbe.

A nome anche di R., grazie a Lady M e Draco per la compagnia.

necessaria e insufficiente

20 marzo 2009 (15:31) | luoghi, notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Il 24 aprile prossimo si inaugura il servizio della linea T1 della TEB, la tramvia che collegherà Bergamo alla bassa Valle Seriana per un totale di 12,5 Km. Il servizio prenderà avvio tra Bergamo (non è chiaro dalla cartella stampa se dalla stazione FS o dalla fermata di Borgo Palazzo) e Alzano Lombardo. La linea prosegue fino ad Albino, che verrà raggiunta in un secondo tempo. Si prevede di entrare a pieno servizio su tutta la linea con l’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre.

La Valle Seriana oggi è una sorta di “città lineare”, soprattutto nelle sue parti media e bassa, dove l’espansione urbana ha saldato i paesi gli uni agli altri, creando una “striscia di urbanesimo” che occupa il fondovalle lasciando poco spazio per ulteriori opere e infrastrutture.

In valle è esistita una linea ferroviaria, aperta nel 1884-85, che giungeva fino a Ponte Selva (34 Km) e che cessò il servizio nel 1967. Allora la strada provinciale era più che sufficiente a reggere il carico del traffico locale. Da bambini s’andava a giocare sui binari lasciati vuoti, finché non vennero rimossi, lasciando il sedime libero, sul quale però quarant’anni di attività umana hanno lasciato il segno, rendendone complicato e oneroso il recupero.

In attesa dell’apertura del servizio, non mancano le discussioni nel prevedere che impatto e che efficienza avrà la tramvia. Gli attraversamenti stradali a raso vengono visti come pericolosi da molti e vi sono anche critiche sulla locazione di alcune stazioni lungo il tracciato, troppo decentrate rispetto ai centri urbani che servono. Per alcuni il servizio è destinato all’insuccesso economico e a non scalfire in maniera apprezzabile il traffico urbano.

Vent’anni fa prendevo la metrò a Bonn per andare a vedere il duomo di Colonia. Che sarebbe un po’ come prendere la T1 alla Martinella per andare in centro a Milano.

Qui ancora non ci siamo e  - vista la sensibilità italiana sul tema – non c’è da essere troppo ottimisti, ma questo è un primo passo.

pensavi di cavartela, eh?

10 febbraio 2009 (23:09) | luoghi, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Allo scorso chapters meeting europeo di Nimega io e F. ci andammo con la mia auto. Non che non ci fossero treni o aerei in alternativa, ma avevo voglia di fare una “cavalcata autostradale” come non me ne capitavano da tempo.

Lanciammo dunque i cavalli-vapore dell’auto al galoppo e in una bella galleria della rete autostradale svizzera ebbi la netta sensazione che un autovelox elvetico ci avesse immortalato col suo flash.

Passarono i mesi e immaginai che la targa straniera mi ponesse in una felice condizione di immunità diplomatica.
Avevo un precedente confortante: quando anni fa parcheggiai una sera a Bonn in palese (e in malafede) divieto di sosta trovai sul parabrezza al posto della multa un gentile avviso (a forma di multa) del tipo “la tua targa è straniera, pensiamo che tu non abbia capito che qui era divieto di sosta, per favore non farlo più”.

Ma se la Germania (allora Ovest) fu comprensiva con l’incauto ausländer posteggiatore, la Svizzera non perdona l’ausländer colpevole di eccesso di velocità: dopo 8 mesi e 5 giorni mi viene recapitato un gentile avviso della polizia stradale del cantone di Basel-Landschaft che mi notifica la contravvenzione (9 km/h oltre la tolleranza consentita). 60 franchi.

Fossero organizzati come gli italiani, avrei dovuto probabilmente andare a pagarla oltre confine. Invece, molto gentilmente, la polizia stradale del cantone di Basel-Landschaft mi mette perfino a disposizione un conto corrente presso una banca di Sondrio su cui eseguire il bonifico.

A questo punto mi chiedo perché 8 mesi e passa di attesa. Probabilmente sono i tempi di risposta del PRA alla richiesta dei miei estremi anagrafici…