anch’io sciopero

Perché da queste parti l’intero comparto del tessile è all’asfissia: per centinaia di famiglie il regalo di natale sarà il licenziamento o la cassa integrazione. Amen.
Perché se si vogliono dare 40 euri al mese ai pensionati basta diminuir loro le trattenute, e non produrre delle “social card” a nostre spese.
Perché la flessibilità del mercato del lavoro è buona cosa, ma solo finché non diventa un precariato infinito.
Perché il Protocollo di Kyoto è un’occasione di ripresa, non un ostacolo o un pretesto per costruire centrali nucleari.
Perché scuola e sanità pubbliche vengono sistematicamente bastonate per fare spazio ai privati (leggasi: chiesa cattolica).
Perché oggi il TG1 lamentava il fatto che “le nostre università non attirano gli stranieri, né studenti, né docenti”. Oh, bella! Dite davvero?
Perché di unioni civili nessuno parla, e intanto “ci fottono i preti, i pope, i mullah” (cit.).
Perché la Costituzione non è scritta sulla carta igienica.
Perché un anno e mezzo fa m’hanno “ristrutturato” e l’incazzatura non m’è ancora passata.

So bene che le mie motivazioni non coincidono esattamente con la piattaforma degli organizzatori, ma non si può avere tutto. Questo sciopero è tardivo e insufficiente, ma è meglio del silenzio che c’è stato fin qui, rotto solo dagli studenti – e meno male che ci sono.

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