sarebbe bello

“Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l’utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza”. Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte. [1]

Dalla descrizione che ne fa Repubblica, un laboratorio angusto e privo del ricambio d’aria che – in un locale dove si usano solventi volatili e tossici – è assolutamente necessario.

Sarebbe bello se un giorno ci rifiutassimo tutti quanti di andare a lavorare in ambienti insalubri o insicuri. Altro che uno sciopero ne verrebbe fuori.
Sarebbe bello se un giorno denunciassimo tutti i baroni e i padroni che “risparmiano” sulla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro. E la giustizia avesse tempo e risorse per occuparsene seriamente.

Sarebbe bello se un giorno il lavoro non fosse più oggetto di ricatto, con la vita nel ruolo dell’ostaggio.
Ma domani è solo un altro lunedì.

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