quattro milioni (ma di yen)

Nel locale dove pranzo c’è una serie di televisori accesi e sintonizzati su una rete Mediaset che all’ora in cui mi ci trovo abitualmente manda un notiziario sportivo.

Oggi c’era un servizio di colore dedicato agli effetti collaterali di un incontro di calcio che il Milan disputerà in Giappone; il giornalista racconta quanto la quadra sia amata dal pubblico giapponese e ci racconta che finora sono stati venduti ogni giorno gadgets per quattro milioni di yen.

Non ricordando il cambio esatto dello yen mi aspetto che il giornalista completi l’informazione dicendo grossomodo a quanti euri la cifra corrisponde, e invece no, passa ad altro e il servizio si conclude poco dopo.
Eppure ricordo bene che nelle tabelle di conversione delle valute l’euro viene paragonato ad una base di cento yen, quindi vuol dire che almeno due dei sei zeri di quei quattro altisonanti milioni sono puramente cosmetici.

“Quattro milioni” è una bella cifra tonda, che con tutti i suoi zeri fa effetto e viene ricordata.
Dire che corrisponde a circa 24.000 euro [1] (cifra in ogni caso non disprezzabile a casa mia, ma probabilmente briciole per una società calcistica di serie A) avrebbe senz’altro rovinato l’effetto e dato una misura un pochino più realistica e tiepida dell’amore del pubblico nipponico verso la squadra di calcio dell’editore…

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