auto-treni

http://www.federmanager.it/upload/varie/297_Wiki_Conference_Federmanager.pdf

Su gentile invito degli organizzatori, che ringrazio, sono stato uno dei tre oratori che sono intervenuti ieri in una conferenza che s’è tenuta a Torino.
Avendo inizio alle 18 e preventivando di arrivare quella mezz’oretta in anticipo, la prima cosa da fare è prendersi il pomeriggio libero dal lavoro, questo per me significa essere libero dalle 13 in poi.

La scelta più naturale del mezzo è il treno, ma Bergamo dal punto di vista ferroviario è un mezzo disastro. Se all’andata il primo treno utile per arrivare a Torino in tempo sarebbe alle 13:15, ecco che mi si pone il problema di arrivare alla stazione di Bergamo in 15 minuti (e parcheggiare e raggiungere la stazione). Il treno successivo parte un’ora dopo e, attraverso una coincidenza simile, si arriva a Torino un’ora dopo, ovvero con dieci minuti di ritardo sul mio programma, a cui aggiungere i minuti di cammino che separano la stazione dalla sede della conferenza. Vero che la conferenza inzia comunque con un minimo di “ritardo accademico”, potrei anche correre il rischio, ovviamente avvertendo gli organizzatori.
Ora calcoliamo il viaggio di ritorno: la conferenza dura un paio d’ore (in realtà poi si protrae a oltre le 21), siamo in parola per cenare insieme, ecco che corro il rischio di dover trascorrere la notte alla stazione Centrale di Milano in attesa del primo treno utile per Bergamo, verso le 5 del mattino successivo.

Decido di prendere l’auto, ma i camionisti sono in sciopero e il mio serbatoio non è pieno. Mi basterà la benzina che ho per andare e tornare da Torino e tirare fino a lunedì nell’ipotesi che il blocco duri quanto le organizzazioni sindacali degli autotrasportatori hanno promesso?
Lasciare l’auto a Milano e prendere il treno da lì? I collegamenti sono più frequenti e non dovrei avere il problema della coincidenza. Ma per raggiungere la stazione Centrale, parcheggiare e prendere l’Eurostar il tempo risulta ancora tirato, anche alla luce dell’incognita che si pone nel raggiungere l’autostrada. La radio racconta di blocchi e traffico difficile.

E auto sia, dunque. Riesco anche a rabboccare il serbatoio, facendo una coda relativamente breve. Peccato che non abbia con me una tanica vuota, che avrebbe funzionato da “coperta di Linus”.
All’andata, pattuglie di carabinieri garantiscono uno stretto accesso all’ingresso dell’autostrada, ingorgata dai camion fermi. Una volta in autostrada però il traffico è praticamente inesistente. Mi devo sforzare di non accelerare, per mantenere basso il consumo di carburante, in previsione di dover andare e tornare con il pieno che ho e far durare gli avanzi fino a lunedì.
Tra Milano e Torino leggo solo di due aree di servizio che segnalano esaurito il gasolio (ma non dicono nulla della benzina, che quindi immagino ci sia ancora), raggiungo comunque il centro di Torino e la serata si svolge come da programma.

Durante il ritorno la radio mi informa di quanto avevo intuito notando carovane di camion sulla corsia di destra dell’autostrada: il blocco è finito. Nonostante due aree di servizio segnalino tutti i carburanti esauriti, riesco comunque a trovarne una che ha ancora disponibilità di benzina e rabbocco nuovamente il serbatoio, just in case

Sì, il treno dovrebbe proprio essere la scelta più naturale.

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