l’altra notte

L’altra notte gli dèi mi stavano dando ascolto. Ma io non me ne sono reso conto.

Avrei dovuto già immaginarlo verso le due, mentre guidavo verso casa con l’autoradio che stava suonando il CD pescando i brani a caso.
So che è una coincidenza, ma ho chiesto all’autoradio di pescare un ben preciso brano dopo quello che stava andando, ed il brano successivo è stato proprio quello che volevo.

Alle quattro e mezza venivo svegliato dal vento, che faceva cigolare un’imposta della casa e che portava con sé quella prima neve con cui ci saremmo svegliati l’indomani.
So che non ha senso, ma mentre chiudevo l’imposta, col pensiero ho chiesto al vento di portarsi via l’anima di mio padre e, per favore, di farlo con dolcezza.

Tre ore dopo venivo svegliato da una telefonata di mia madre. Mio padre era uscito dalla vita passando per il sonno indotto dai farmaci in un’ora imprecisata della notte.
So che non ha senso, ma ho ringraziato il vento. Soprattutto per la dolcezza.

12 commenti su “l’altra notte”

  1. Caro Gianluigi, un comune amico mi ha comunicato la triste notizia. Le parole servono a poco, non conosco le circostanze che hanno portato a questa perdita, perciò non faccio commenti. Ti invio solo un caloroso, sincero abbraccio. So come ci si sente: cerca di star bene in fretta 🙂
    Paolo (Kal-El su wikipedia)

  2. Voglio scrivere due parole su mio cognato Gianni.
    Forse sento quest’esigenza perchè lui, di parole, ne ha sempre dette poche. Non aveva la prontezza nella risposta, Gianni aveva la prontezza nell’azione.
    Per tutto il tempo che noi l’abbiamo conosciuto, lui è stato il punto di riferimento (e di soluzione!) per ogni nostro problema “operativo”. Non c’è stato trasloco, spostamento, emergenza, vacanza, rimaneggiamento, senza Gianni. È stato il falegname, l’elettricista, l’idraulico, il muratore, il carpentiere, il giardiniere, e chissà quant’altro, con la disponibilità e la discrezione che ha fatto sì che quasi non ci rendessimo conto, in tutti questi anni, di quanto ha fatto per noi.
    Questo per ricordare quanto bene ci abbia voluto, quanto ha fatto per noi, con una totale riservatezza, senza pompa magna, senza vantarsene…
    Il nostro “gigante buono” ha dato spazio a tutti quanti lui riteneva fossero meglio di lui, è stato in disparte quando ci si accapigliava nelle discussioni per non imporre il suo punto di vista, ha consentito a quanti gli erano vicini di crescere, sempre restando in disparte, ma pronto a sostenere quando ce n’era bisogno.
    Lui era un uomo riservato che non voleva creare imbarazzo con la sua presenza, che era cosciente dei suoi limiti e ha dato il meglio di sè sempre, pensando che fosse poco, mentre è stato tanto e prezioso.
    Con la stessa discrezione se n’è andato.
    Ci manca molto, ma lo ricordiamo con tantissimo affetto.

    Carla

  3. Il vento ha casualmente portato me su queste pagine.
    Sicuramente l’hai reso felice ed è l’unica cosa che conta. 🙂
    Sinceramente
    Scriban

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