però
Non è che non stia seguendo quanto avviene a Gaza. Non è che quanto avviene mi lasci indifferente, anzi.
Ma non ce la faccio a raccogliere le idee in una forma accettabile; tutto quanto scrivo (e poi cancello) mi sembra una grossolana semplificazione. “Dire la mia” mi sembra un gesto presuntuoso.
Però non vorrei mai vedermi cadere un razzo sul tetto di casa. Né vedere bambini morire sotto le macerie di un attentato.
Quando da bambino litigavo con mio fratello minore, mio padre sgridava comunque me, a prescidere dalle mie vere o presunte infantili “ragioni”. L’essere il fratello maggiore, secondo lui, mi rendeva comunque il più responsabile dei due.
Chiedo scusa per il paragone improprio, ma non riesco a non pensarlo.
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