sapori liberi

Ieri sera F. si fa trovare al casello autostradale. “Per la cena pensiamo a qualcosa di hard-core tradizionale reggiano. Non hai problemi di digestione, vero?”

Tre ore dopo, microfono in mano, durante la chiacchierata su Wiki[p|m]edia, probabilmente ancora sotto l’influsso del suddetto hard-core tradizionale reggiano me ne esco con qualcosa come “l’enciclopedia come mezzo per la liberazione dei sapori” anziché dei saperi.

Anche quest’anno Telecitofono ha incluso Wikimedia Italia – da me rappresentata per l’occasione – nel calendario degli incontri della Scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi” (sulla loro home non ci siamo, ma sui programmi stampati sì). 
Stamattina invece un’altra chiacchierata sul medesimo argomento con gli studenti di tre classi di informatica del BUS Pascal. Sono gli studenti di questa scuola quelli che insegnano ai nonni [1] a usare il PC e internet, come m’era stato raccontato la scorsa primavera [2].
Internet che il comune di Reggio Emilia mette a disposizione gratuitamente (a chi ne fa richiesta e si registra sulla rete) attraverso l’installazione di 26 hot spot wireless in tutta la città.
Così si fa.

Lascia un commento