giusto in caso che (2)

La mia richiesta di una semplice informazione – ovvero quanto devo dare di preavviso in caso di dimissioni, dato che il testo del contratto si presta a diverse interpretazioni – è stata interpretata dall’azienda come se già avessi le valigie in mano e un piede fuori dalla porta. E senza neanche troppa sorpresa.
Quasi come se se l’attendessero.

Mi è stato fatto notare che con questa mia uscita divento una risorsa su cui non si può fare troppo affidamento per il futuro. Che rappresento per certi versi una delusione e che vengono meno tutte le prospettive di carriera futura. Al che m’è venuto da pensare che 

  1. “risorsa” sarà lei,
  2. una componente di delusione è senz’altro reciproca,
  3. di quale carriera parlate?
  4. e quand’anche ce ne fosse una che poteste offrirmi, siamo poi sicuri che mi interessi? Mica siete la Celera Genomics (giusto per fare un esempio).

A questo punto dovrei davvero dimettermi. Non fosse che ogni giorno leggo e sento notizie catastrofiste sul fronte dell’occupazione, stamperei la lettera (già pronta da tempo, con la data in bianco) stasera stessa.
Ma ho paura.

Vi serve un chimico versatile? Come chimico, come divulgatore, come traduttore, come insegnante, come non-so-bene-ancora-cosa-ma-parliamone…

4 commenti su “giusto in caso che (2)”

  1. Mi servirebbe un chimico come ricercatore disposto a studiare come ottimizzare la polimerizzazione a due fotoni.
    Ma con l’aria che tira proprio non te lo consiglio di buttarti nel mondo della ricerca universitaria…

  2. azz. Ho evitato di scriverlo nel precedente post, visto l’entusiasmo positivo che c’era nel “mandare un messaggio all’azienda”… Ma francamente la risposta me l’aspettavo.
    Ora i casi sono 2
    – rischi il tutto x tutto e metti in pratica, e vedi se stanno bluffando (in parole povere ti screditano come tattica x farti restare, e se li minacci davvero ti chiedono scusa e si prostrano)
    – lasci perdere, forse sei davvero sostituibile.
    Arduo mettersi in gioco e giudicarsi freddamente a tal punto.
    Buona decisione 🙂

  3. Mi auguro di essere sostituibile, e di poter essere sostituito quanto prima.
    Come ho già avuto modo di spiegare all’azienda, non è una mera questione di denaro.

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