chi mi rappresenta?

La grande maggioranza del parlamento nazionale applaude il dimissionario guardasigilli quando questi attacca la magistratura accusandola di non adempiere onestamente ai propri compiti.

La grande maggioranza del parlamento manifesta la propria solidarietà al pontefice, dipinto dai media come vittima della censura operata da pochi fanatici anticlericali.

La grande maggioranza del parlamento, discutendo di riforme elettorali, non ci pensa proprio a cancellare lo schifo delle liste bloccate dalle segreterie dei partiti.

La grande maggioranza del parlamento tace davanti allo sciogliersi nell’acido delle proposte di legge sulle unioni civili sempre più annacquate.

Mi chiedo chi oggi dentro il parlamento nazionale mi rappresenti.

Più il dissenso civile risulta inutile ed il suo esercizio frustrante, più si corre il rischio che qualcuno voglia esplorare soluzioni meno civili.

6 commenti su “chi mi rappresenta?”

  1. Più il dissenso civile risulta inutile ed il suo esercizio frustrante, più si corre il rischio che qualcuno voglia esplorare soluzioni meno civili.

    Ipocrisia al cubo, ci si riesce a contraddire a distanza di secondi.

  2. Caro GN, quella frase non è riferita a me. Si tratta di una constatazione generale in cui mi imbatto sempre più spesso ultimamente parlando con colleghi, amici, parenti, conoscenti.

    Io non credo di avere né l’età, né le competenze tecniche, né la voglia di mettermi a sperimentare forme di “dissenso poco civile”.

    Senza contare che l’esperienza mi insegna che tali forme di dissenso raramente raggiungono un risultato e, quando questo avviene, spesso è un risultato di segno opposto a quanto sperato. E questo lo vedo non solo nella storia recente della nostra repubblica, ma anche nelle piccole storie quotidiane di persone che conosco.

  3. Il discorso, caro G., è molto più complesso.
    Non si può pretendere ascolto al dissenso civile, né “scandalizzarsi” di fronte a tale ignoranza, quando non lo si promuove in prima persona ma al contrario si porta avanti una politica (o etica individuale) fatta di neutralizzazione violenta del pensiero e della dignità altrui.

    E diventa facile poi puntare il dito contro i “risultati di segno opposto” fatti da chi si esaspera e da chi capisce che la civiltà non viene premiata. Diventa ancora più facile accollare la colpa solo a chi non ce la fa più.
    Siamo tutti corresponsabili. Anzi, sono più responsabili forse gli ignavi, o quelli che fanno buon viso a cattivo gioco, o quelli che sprecano parole di protesta al vento, agendo appunto al contrario.

    E questo lo vedo non solo nella storia recente della nostra repubblica, ma anche nelle piccole storie quotidiane di persone che conosco.

    Si chiama ipocrisia.

  4. Nessuno.
    Dopo le immagini assai edificanti di ieri in senato, sono anche felice che sia così.
    Anni fa, mentre sembrava che tutto stesse andando “troppo a destra”, pensai fosse opportuno votare più a sinistra possibile. Sbagliai, sprecando il voto. Non lo diedi al centro sinistra e vinse il cavaliere.
    Già allora era difficile trovare qualcuno di cui sposare le idee e princìpi. Dopo il porcellum, direi che è addirittura impossibile. Penso che ormai in parlamento si trovino solo figure che rappresentino loro stesse.
    Ieri è caduto il governo Prodi.
    Pazienza.

  5. Devo ammettere di aver accolto la notizia del naufragio del governo con sostanziale indifferenza.
    Questo governo è stato inferiore al “minimo sindacale” che mi attendevo e non credo che nei prossimi mesi mi avrebbe sorpreso in positivo.
    Gli va riconosciuta una fragilità intrinseca, dovuta al suo voler e dover essere “il meno peggio” a ogni costo.

    Purtroppo l’alternativa di destra mi piace ancora meno. Liberalizzazioni e controllo della spesa pubblica dovrebbero essere tradizione dei partiti conservatori, invece in Italia è stato il centro-sinistra a cercare di incarnarli, invece di un centro-destra che non si fa scrupolo di coltivare il proprio consenso ricorrendo all’assistenzialismo statalista e alla “finanza creativa”. Senza contare l’uso e del potere a fini personali, in spregio a qualsiasi regola e in nome di un’investitura popolare che – soprattutto in democrazia – non autorizza nessuno a sottrarsi alla legge.
    E per quanto riguarda la neutralizzazione violenta del pensiero e della dignità altrui i fatti del G8 di Genova sono un esempio di dove hanno saputo arrivare in quella direzione.

  6. Devo dire che anche io ho accolto la notizia con un indifferenza che non mi è propria. Per altro, unioni civili a parte (il centro sinistra è composto per metà la vecchia DC e non mi aspettavo miracoli) né il conflitto di interessi né la legge elettorale sono stati affrontati

    Io proporrei di mettere tutto in mano a Napo orso capo.(cit.)

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