0,000002%

Salvo mutamenti imprevisti, è notizia di questi giorni che si tornerà a votare a metà aprile e ancora il voto si presenta accompagnato dalle stesse condizioni al contorno di due anni fa: conflitto di interessi, concentrazione del potere massmediatico, coriandolizzazione del quadro politico.

In un paese normale è giusto fare riforme cercando un accordo ampio tra maggioranza e opposizione. Ma il nostro non è un paese normale, è un paese la cui economia è per un terzo sommersa [1] e legata a clan criminali che influenzano pesantemente le imprese e le istituzioni repubblicane.

Per la seconda volta si sono tenute in sospeso riforme essenziali per rendere il nostro paese un pochino più normale in nome di una larga intesa che l’opposizione non aveva e non ha intenzione di trovare. Opposizione che quand’era al governo non ha usato la stessa cortesia alla controparte di allora per tentare di sabotare la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Va però detto che stavolta la ricerca di una larga intesa era una scelta obbligata, necessaria per neutralizzare il potere ricattatorio di quei piccoli partiti non intenzionati ad onorare pienamente gli impegni previsti nel programma elettorale sottoscritto anche da loro.

Istintivamente condivido lo scazzo e il pressoché nullo desiderio di scegliere un mio rappresentante tra quelli che le liste mi metteranno (bontà loro) a disposizione, ma la ragione mi dice che schifare il diritto di voto astenendomi non è né giusto né utile.

Spero di poter mettere il mio 0,000002% di peso elettorale in buone mani. O perlomeno in mani non troppo cattive. Peccato che non possa sceglierle io esprimendo una semplice preferenza.

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