mi ricordo

Questo post è un esercizio ispirato dall’omonimo libro di Matteo B. Bianchi (Fernandel, 2004).

  • l’automobile a pedali, rossa, col numero 33
  • mia nonna che prepara il croccante con le nocciole che abbiamo raccolto nel bosco
  • del balcone di casa di B., al piano sotto il nostro
  • l’Automat di Praga, prima che venisse riconvertito in un McDonald’s e il McDonald’s di piazza Pontida, che oggi è una libreria
  • di una volta che tremavo, e il bicchiere che avevo in mano lo rendeva molto evidente
  • una lunga notte in treno tra Barcellona e Cadice, accampato nel corridoio del vagone
  • mio padre in strada sulla soglia di casa ad aspettarmi, quando rientro dopo le 22.30
  • i “mercoledì letterari” a casa di R., che finivano puntualmente a Risiko e panna cotta
  • di quando la 126 ha preso l’iniziativa ed è partita da sola lungo la discesa
  • del mio ciclomotore Ciao di seconda mano e di quando l’ho ridipinto di 5 colori (rosso, arancione, giallo, verde chiaro e verde scuro)
  • la motonave Atlantis: Siros – Paros – Mikonos – Tinos – Siros, e meno male che C. aveva portato i chewing-gum per il mal di mare
  • del lavoro temporaneo nel negozio di giocattoli sotto Natale
  • la prima e ultima cena dei coscritti a cui ho partecipato
  • del mare di Elafonissi
  • un viaggio in Fiat 500 lungo la costa dalmata fino a Dubrovnik, e ritorno
  • di T. che dopo aver sparecchiato getta le briciole nel prato urlando “uccello! uccello!” senza rendersi conto (non è italiana) del perché tutti quanti stiamo ridendo
  • la prima volta che ho ascoltato “New Gold Dream” dei Simple Minds
  • della pozza d’acqua calda di Landmannalaugar
  • tanta neve, che arrivava a ottobre con l’inizio della scuola e se ne andava a marzo
  • del concerto di Sakamoto all’Alcatraz e dell’esposizione di Laurie Anderson al PAC
  • il mucchio di sabbia in cortile, che tutti i gatti del vicinato usavano come toilette
  • A. e la sua macchina per scrivere in Braille
  • un flash di una notte di un lungo viaggio in una rumorosa Fiat 500 verso la Puglia
  • il mucchio di trucioli su cui pisciavo, con legittima incazzatura del nonno
  • di quando trovammo il cadavere del gatto
  • il Pinot Noir alsaziano e la tarte flambée
  • di quando andavamo a correre sui colli e di una memorabile grandinata sotto la quale riuscii per l’unica volta a fare tutta d’un fiato di corsa la salita di San Vigilio
  • del giorno in cui è nata mia nipote
  • la stufa di casa
  • di quanto faceva freddo in Alto Adige durante naja e della costellazione di Orione, visibile la sera, bella stampata nel cielo di fronte allo spaccio-pizzeria della caserma
  • di una notte mezzi sbronzi a guardare la cometa Yakutake da una roccia sopra il lago di Como
  • di una giornata a cavallo tra i boschi innevati sotto un cielo di una limpidezza mai vista
  • l’alluvione del ’72, e C. che mi canta “la canzone di Marinella” durante il nubifragio
  • il pullman delle 6.50 e il treno delle 7.55
  • di Sergej, che allora c’era e che oggi non c’è più
  • mio padre che entra alle 7.45 di ogni domenica mattina con l’aspirapolvere nella mia camera, urtando il letto (probabilmente di proposito)
  • della musica di “Blue Lines” che mi riaccompagnava a casa
  • un’adesivo del sole che ride, rosso su fondo giallo, contro l’apertura della miniera di uranio
  • la cunetta dalla cui sommità lasciavamo andare il passeggino con dentro P.
  • di molte belle serate passate a giocare a briscola chiamata mangiando, bevendo, ridendo e parlando
  • il mio primo raduno di Wikipediani, a novembre a Bolzano e la “torpedonata” a Viterbo
  • di quando ho conosciuto D., rivolgendogli la parola con assoluta disinvoltura, avendolo scambiato per un’altra persona che conoscevo già
  • mio fratello che fa l’inventario di tutte le cose che deve portarsi nel letto con sé prima di andare a dormire
  • di quando ho mostrato ad un ultracinquantenne statunitense come va usato il bidet
  • di una mattinata passata a fare sci di fondo senza alcun allenamento e della mattinata successiva: mi facevano male muscoli di cui fino ad allora ignoravo l’esistenza
  • una bottiglia di Martini bianco, confiscata ai miei alunni durante la gita a Strasburgo, dopo aver ripulito la camera di tre di loro che – era evidente – avevano bevuto abbastanza e la sera in cui ci scolammo quella bottiglia di Martini bianco giocando a Monopoli
  • di quando l’auto di G. ne affiancò un’altra – da quell’incontro nasceranno due famiglie
  • della Gasthof Bad Verdins
  • un’antenna rotonda per TV portatile usata come aureola da santo
  • una colossale sbronza durante un capodanno moscovita in cui il nastro della mia memoria presenta un buco di diverse ore, al termine del quale mi sveglio sotto le coperte del mio letto con un impacco freddo in fronte e tre ragazze che mi schiaffeggiano
  • i cubi con le lettere, le lettere magnetiche, il Lego e i chiodini
  • di una notte mezzi fumati a guardare il mare dalle colline sopra La Spezia
  • di quando ho aggiornato il mio curriculum l’ultima volta
  • le fragole dell’orto, che poi mio nonno strappò via, senza mai dirci perché
  • di aver fatto lo scout, e di essermi sempre sentito fuori squadra
  • il primo giorno in prima elementare, la mia maestra, il banco separato accanto alla lavagna
  • il giorno in cui misi piede per la prima volta in quella che sarebbe diventata casa mia
  • della prima volta che ho visto il mare dalle mura di Saint-Malo e della marea che saliva a vista d’occhio
  • la prima puntata di Goldrake in TV, vista a colori a casa di un compagno di scuola
  • la falegnameria di famiglia, che occupava tutto il primo piano
  • il negozio di scarpe, e quanto lo detestavo
  • la mia ex e il mio ex che si cacciano la lingua in bocca l’un l’altra
  • tanta neve, che prendevamo la slitta e si andava nei prati dietro la tribulina
  • il giorno in cui misi il piede nell’intercapedine tra il marciapiede ed il vagone della metropolitana
  • dell’unico esame che ho ripetuto tre volte prima di passarlo

{ Simple Minds – New Gold Dream (81, 82, 83, 84)New Gold Dream (81, 82, 83, 84), 1982 }

9 commenti su “mi ricordo”

  1. Da questo elenco di ricordi, buttati giù alla rinfusa, ho l’impressione che tu abbia avuto fino ad oggi una vita intensa e piena di esperienze, belle e brutte, ma in ogni caso mai da buttare, perché ti sono servite a crescere… Girando il discorso dal mio punto di vista, qualcuno di questi ricordi lascia al lettore la voglia di saperne un po’ di più… 😉

  2. :O
    che bella cosa mi hai fatto scoprire…pensa che il mese scorso abbiamo trascorso una serata a “ricordi”, i miei amici ed io. Il bello è che da piccoli non ci conoscevamo, ma avevamo un sacco di ricordi comuni!

    OT: mi piacciono molto le tag lì di fianco, mi sono iscritta al sito ZoomClouds ma non riesco a farlo funzionare. Tu come hai fatto?
    Buona giornata!

  3. Il gioco consiste nell’innescare in chi legge un’analoga cascata di “mi ricordo”, magari partendo da un ricordo simile.
    Eventuali dettagli saranno eventualmente disponibli per quando ci si incontrerà di persona :o)

    @Pithya: sul sito ci sono le istruzioni che ti guidano in tre passi: dai al server l’indirizzo del feed RSS del tuo blog (non del blog) e lui ti restuisce del codice HTML da inserire nella tua pagina. Hope this helps.

  4. P0, sei sempre gentilissimo! 🙂
    Ma non ho capito che roba è “l’indirizzo del feed RSS del tuo blog” : dove lo trovo?
    Grazie1 Prometto che poi non rompo più con gli OT 😉

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.