volendo cercare a tutti i costi un senso

Dunque da oggi l’immigrazione clandestina è reato con tutto ciò che ne consegue, che altri hanno descritto meglio di quanto possa fare io.
Ci saranno probabilmente più aborti clandestini e più morti di parto tra le donne immigrate e una maggiore diffusione di malattie infettive per tutti, dato che gli immigrati clandestini si terranno alla larga dagli ospedali per non essere denunciati. Vero che molti medici annunciano obiezione di coscienza (per fortuna), ma se l’infermiere/a in accettazione o l’impiegato/a dello sportello ticket (nemmeno vincolati dal giuramento di Ippocrate) sono delle teste di cazzo?
Ci saranno probabilmente più feriti e morti quando le ronde di turno – più o meno fasciste, più o meno civiche, più o meno fanatiche – si incontreranno col gruppo di latin kings di turno. A differenza di quanto avviene nella fisica delle particelle elementari, purtroppo non si annulleranno a vicenda.
Ci saranno più bambini per strada, dato che i loro genitori non vorranno correre rischi iscrivendoli alla scuola.
Eccetera eccetera eccetera.

A questo punto, se davvero è così necessario scoraggiare in questo modo l’immigrazione clandestina, allora è intelligente e utile rendere più facile l’immigrazione regolare.
Occorre stabilire quote di ingresso per paesi di provenienza e professioni, e sgombrare la strada da tutta la burocrazia del caso affinché le quote vengano rispettate e le persone possano arrivare in Italia senza rischiare la vita su una carretta in mezzo al Mediterraneo o in mezzo al Sahara.

Poi penso alla mezza odissea che dovettero fare i miei amici moscoviti per entrare qui con un visto turistico, invitati da me. E che un lunedì mattina trovarono l’ambasciata italiana di Mosca chiusa perché la domenica precedente la nazionale di calcio aveva perso una partita.

Teniamoci la vergogna. Ci resta solo quella.

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