lisbona da profano

Premessa: sono un profano che ha letto le pagine informative dell’UE senza alcuna specifica preparazione tecnica in merito.

Il Trattato di Lisbona [1] è la nuova carta costituzionale dell’Unione Europea, emendata dopo le bocciature referendarie di francesi e olandesi nel 2005. Alla sua definitiva approvazione manca ancora una firma, quella del presidente ceco Klaus, in attesa di un parere della sua corte costituzionale [2]. L’altra firma mancante, quella dell’Irlanda, è stata recuperata facendo fare un secondo referendum dopo che il primo aveva visto una risicata ma sufficiente maggioranza di irlandesi contrari – viene da chiedersi se in caso di seconda bocciatura si sarebbe mai indetto un terzo referendum, un grottesco omaggio a vecchie battute satiriche  in cui quando è il volere del popolo a non coincidere più con quello del governo, è ora di cambiare il popolo. Gli altri 25 paesi hanno scelto la meno “democratica” ma più liscia via dell’approvazione parlamentare; rimarchevole il voto in Italia, uno dei rarissimi casi di voto favorevole unanime (nessun contrario, nessuna astensione) in entrambe le camere.

Nella sintesi del Trattato [3] viene presentata anche una modifica procedurale molto importante: l’introduzione del voto a maggioranza qualificata su molti temi dove finora è richiesta l’unanimità, requisito messo alle corde dall’allargamento agli attuali 27 stati:

Un processo decisionale efficace ed efficiente: il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione, in modo da rappresentare la doppia legittimità dell’Unione. La doppia maggioranza è raggiunta quando una decisione è approvata da almeno il 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione.

Questo significa che sarà sufficiente per uno stato o un gruppo di stati raccogliere attorno a sé una cordata di voti sufficiente per far passare normative valide per l’Unione intera.

Ed è qui che sono perplesso. La credibilità dell’Italia in Europa è ai suoi minimi storici e la sua politica estera guarda più alla Russia e alla Libia che non al resto del continente. Non ce la vedo, oggi, a tessere alleanze con gli altri paesi europei per promuovere politiche di ampio respiro. Ci sarà quasi certamente una corazzata franco-tedesca pigliatutto, nel bene e nel male.

Comunque il Trattato prevede anche l’uscita dall’Unione, finora non prevista. Chissà quale nazione se ne avvarrà per prima.

Se mai leggerete il testo [4] non fatevi mancare una chicca: la dichiarazione della Polonia a pagina 358. Farebbe la gioia anche di un Borghezio.

Un commento su “lisbona da profano”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.