quello che i padani non dicono

A voler essere demagogici, ci si potrebbe chiedere cos’ha portato a casa la Lega in vent’anni di frequentazioni del potere, oltre a qualche fetta del bottino di sprechi di “Roma ladrona” e qualche sinecura per i suoi esponenti.

A voler essere un poco più pragmatici, ci si potrebbe chiedere invece come si intende farlo questo sbandierato federalismo, dato che il risultato di vent’anni di elaborazione politica e programmatica sembra non vada molto più in là di “lo decide Bossi”.
Quali poteri e quali competenze si intendono concretamente devolvere a livello regionale o padano?

La pubblica istruzione in “Padania” sarà ancora gratuita? E nelle scuole si punterà più all’inglese o al dialetto?
Lo stato padano sarà laico o confessionale? La pubblica amministrazione padana riconoscerà le unioni civili o il matrimonio gay?
La sanità sarà ancora pubblica, o semi-pubblica? O sarà all’americana, con obbligo di stipula di un’assicurazione privata? E gli ospedali distribuiranno la RU486 a chi ne dovesse aver bisogno? E i farmaci salvavita saranno ancora gratuiti?
Lo stato sociale, la previdenza e il sistema pensionistico saranno simili a quanto esiste nell’Italia di oggi, o saranno privatizzati? E saranno accessibili a tutti, o verranno disciplinati su base etnica? Ci saranno quote di immigrazione prestabilite?
La “Padania” costruirà centrali nucleari? Più ferrovie o più autostrade? La banda larga sarà un diritto riconosciuto, come in Finlandia?
Ci sarà un esercito padano? Ci sarà una leva obbligatoria? O un richiamo periodico “alla svizzera”? Come si porrà la “Padania” in politica estera? Con chi intende dialogare e in che termini? Invierà mai truppe su fronti internazionali?

Considerate le esternazioni dei leader leghisti e la storia politica del movimento, di molte domande si può intuire la risposta (ed è quella sbagliata), ma vorrei tanto che la cagnara politica sui simboli cedesse il posto ad una discussione sui contenuti. Perché non vorrei ritrovarmi a vivere in uno stato che sia poco più di una brutta copia dell’italietta peggiore.
Che poi magari ci teniamo i contenuti e la “Padania” non serve più. Pensa che bello.

(ultimamente c’ho il pippone facile, ma sto cercando di smettere.)

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