pogrom

L’incendio dei campi rom a Napoli [1] (ma anche l’incendio dell’insediando campo di Opera circa un anno e mezzo fa [2]) è un pogrom.

Resto basito nel vedere come la popolazione di un quartiere sia giunta a sentirsi in diritto e in dovere di agire in questo modo.
Se queste azioni sono una punizione per il tentato sequestro di un neonato, come ci viene raccontato, sono azioni ingiuste perché generalizzate e rappresentano il fallimento dello stato, che tramite le sue autorità dovrebbe garantire un sufficiente livello di giustizia, proprio per impedire che si ricorra alla giustizia fai-da-te. Ma su questo lo stato è carente da tempo.

Se n’è parlato tra colleghi in questi giorni; una collega vive vicino ad un campo e racconta di quanto la convivenza risulti difficile sulle cose più banali: l’igiene, il rispetto degli spazi e delle regole comuni.
E se la colpa peggiore dei rom fosse “solo” quella di abbassare il valore degli immobili accanto ai loro campi?

Un commento su “pogrom”

  1. Che comunque non è poco. Per molte coppie il valore dell’immobile di proprietà (di solito il bilocale comprato da neo-coppia) è la base per cambiare casa quando si ingrandisce la famiglia, per cui vedersi svalutare l’appartamento può far incazzare.
    E’ una fottuta guerra tra poveri, questo è l’aspetto davvero triste della vicenda.

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