l’iperspazio è una trappola mortale

Ipotizziamo che esista un “iperspazio” con quattro dimensioni spaziali anziché le tre del nostro spazio ordinario e ipotizziamo di riuscire ad entravici.
Le mie scarse nozioni di fisica mi impediscono di immaginare cosa succeda ai nuclei atomici, ma gli elettroni in orbita attorno ad un nucleo atomico in uno spazio quadridimensionale hanno a disposizione un corredo di orbitali diversi per energia, numero e geometria rispetto a quanto accade nel nostro spazio tridimensionale.

In uno spazio quadridimensionale le strutture elettroniche degli atomi vengono modificate, scombinando completamente le reattività e le proprietà chimiche degli atomi. Immagino che la chimica del mondo quadridimensionale sia assolutamente incompatibile con la nostra.
L’ossigeno del mondo quadridimensionale potrebbe anche non rivelarsi un veleno mortale, ma sarebbe comunque irrespirabile perché incapace di interagire con la nostra emoglobina.
Potrebbe persino essere un solido cristallino dall’apparenza di un diamante quadridimensionale.

Inoltre non è detto che i nostri atomi immersi in uno spazio quadridimensionale se ne stiano buoni buoni nella loro nuova condizione metastabile. Chissà, noi e la nostra tuta spaziale potremmo esplodere nell’arco di pochi millisecondi, oppure “consumarci” più o meno lentamente emettendo variopinti lampi di luce, a mano a mano che gli atomi che ci compongono subiscono i riarrangiamenti elettronici consentiti dall’avere a disposizione una dimensione spaziale in più.

L’unica possibilità è che questa condizione metastabile duri abbastanza a lungo per entrare e uscire dall’iperspazio. Altrimenti dovremo trovare un altro modo per coprire le distanze in gioco nei viaggi interstellari.

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