restore hope

Baghdad è sotto le bombe liberatrici. Che bello potersi schierare per la pace da qui, al caldo, al sicuro.

Osservo i megaliti celtici, le piramidi, le rovine di Delo, il Colosseo, Ek-Balam, le foto di Berlino bombardata nel 1945. Nessuna cività finora, per quanto ferrea e sicura di sé, ha vinto la sfida dell’eternità.

Quando qualcuno prima o poi verrà a farsi giustizia, non avrò tempo, non avrò modo, non saprò la lingua giusta per spiegare chi sono, che ho fatto, come la penso. Non avrò il tempo e il modo di spiegare che ho vissuto in una società del cui benessere ho sempre goduto sentendomi impotente davanti alla complessità dei suoi meccanismi e provando, solo ogni tanto, un po’ di colpa. La mia pelle parlerà per me e dirà poco, ma quel poco sarà sufficiente per chi vorrà trarre le proprie conclusioni. Complici vigliacchi degli ex padroni del mondo, allora pagheremo caro e pagheremo tutto.
Ho la pelle bianca ed ho avuto un’educazione cattolica, sono schierato anche non volendolo, il mondo in cui vivo si è schierato da sé.
Mi verrà data la stessa pietà che oggi le mie bombe concedono a chi se le becca in testa. Se non io, chi verrà dopo di me.

Siamo ancora a tempo, noi che viviamo nella parte ricca di questo mondo, a cambiare ? O tutti i cicli della storia sono un’ineluttabile legge fisica ?
C’è chi sta combattendo per difendere il proprio diritto a sfuttare la maggior parte delle risorse del pianeta, pur rappresentando meno di un decimo dell’umanità – e che gli altri si fottano. Come ogni volta, tra le vittime di questa guerra c’è anche la capacità dell’uomo di dimostrarsi qualcosa di più di un animale predatore.

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