smoke gets in your eyes

Non c’è distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti.
È questo, in sintesi, il messaggio che il governo sta lanciando ultimamente, preparando la sua nuova legge atta a contrastare il consumo di droghe.
Dunque il ‘fumo’ sarà considerato paragonabile all’eroina ed il possesso di pochi grammi porterà a conseguenze prima amministrative e poi penali ben più gravi di quanto accada oggi. La scelta che dovrà fare chi verrà preso con del ‘fumo’ sarà tra la galera e la comunità di recupero, ovviamente gestita da enti religiosi caratterizzati da una visione manichea del mondo non a caso molto vicina a quella dei fondamentalisti cattolici e dei fustigatori dei pubblici costumi che si sono dati convegno sotto il tetto della sedicente ‘casa delle libertà’.

E’ un po’ come dire che non c’è distinzione tra vino e whisky, che un bicchiere di birra in compagnia di amici ha le stesse conseguenze personali e sociali del ridursi ubriachi ogni sera.
Uno scenario già visto negli Stati Uniti degli anni ’20, il cui parlamento, col proibizionismo, ha trasformato bande mafiose in veri e propri imperi economici criminali.
Certamente il dibattito sulle droghe è ampio e articolato ma, proprio per questo, una semplificazione di questo genere rischia di amplificare i danni senza portare ad alcun beneficio.

Mi risulta che in Ticino i prodotti derivati da cannabis sono in libera vendita. Che il mestiere di contrabbandiere possa tornare in auge ? Un altro felice passo verso l’agognato milione di posti di lavoro

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