folgorata

Ho visto sulle pagine di una rivista dedicate ai programmi televisi una recente fotografia dell’ex presidente della Camera dei Deputati, ora conduttrice di un programma televisivo di cui ho letto sui giornali, che non ho visto e che non ho bisogno di vedere per pensare che si tratti solamente di un’enorme grancassa pubblicitaria per interventi di chirurgia plastica che sfrutta territori ancora inesplorati del voyeurismo televisivo nazionale.

Che contrasto tra l’immagine attuale, sorridente e aggressiva, e quella che mostrava in Camera dei Deputati, fredda e severa. Ma è giusto, un’aula di Parlamento è qualcosa di diverso da un salotto TV, anche se da vent’anni a questa parte gli onorevoli presenziano più in questi ultimi che nelle aule cui sarebbero tenuti a (e pagati per) farlo.

Mi sorprende vedere come il suo rigore cattolico di sedicente vandeana possa mai conciliarsi con una trasmissione che inneggia alla manomissione di un presunto dono divino (così la pensano i credenti, se non vado errato) con l’aggravante dei futili motivi (sempre secondo la religione cristiana) della bellezza esteriore, bellezza i cui canoni sono inoltre talmente volatili da cambiare nell’arco di una o due generazioni.

Ma il trasformismo è la norma in questo paese, specie se fatto per osannare i vincitori di turno, guarda caso ospiti di cliniche di chirurgia plastica a loro volta nell’inutile tentativo di tenere testa al tempo, le cui cambiali possono essere prorogate, ma che prima o poi comunque scadono e vanno pagate. Tutte insieme.

L’unica conclusione logica cui giungo è che la nostra ex presidente della Camera dei Deputati è rimasta solidamente fedele e coerente ai suoi principi.
Il motivo di questa sua metamorfosi è che finalmente ha scoperto il suo vero dio.

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