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Chemtura annuncia una ristrutturazione: 165 posti di lavoro eliminati in Italia

L’atmosfera ha un che di surreale. Le bandiere colorate all’esterno danno un’immagine di festa e invece, per te che sai cosa significano quei colori, scatenano solo delusione e incazzatura.
Lavoriamo apparentemente come nulla fosse, fino a che le materie prime non si esauriranno. Ho appena avviato le analisi del controllo di routine sulle acque di scarico, perché è ancora giusto e doveroso vedere cosa buttiamo in fognatura. I colleghi fanno ciò che devono, perché le spedizioni in programma devono essere rispettate. Ma il sapere che c’è una scadenza oltre la quale tutto questo diventerà inutile getta una luce diversa su tutti questi strani giorni.
Oltre al danno, la beffa: ieri mi chiama un cliente per chiedermi informazioni su un nostro prodotto. Gli rispondo che non ho problemi a dargliele, ma avranno una validità limitata, dato che tra pochi giorni smetteremo di produrlo e quello che la nostra casa madre gli venderà non sarà proveniente dal nostro impianto. Lo invito a rivolgersi all’ufficio centrale negli Stati Uniti, e quello mi risponde che è proprio l’ufficio centrale ad avergli dato il mio nome…
Che fossero cialtroni, ce n’eravamo accorti sin dall’inizio. Il mio augurio è che le loro azioni diventino carta manco buona per incartarci il pesce al mercato.

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