rush finale

Ancora un mese e questa lenta agonia avrà – sperabilmente – una fine.

Domani riprendono le trattative tra l’azienda e le RSU. A questo punto, l’unico oggetto del contendere è valutare se l’azienda ha intenzione di darci soldi (e quanti) che vadano ad integrare la cassa integrazione straordinaria che chiederà al ministero, oltre all’iscrizione nelle liste di mobilità.

E intanto spero che passato agosto le cose si muovano e portino a qualche proposta di lavoro concreta (lavoro vero, non fuffa da legge 30).

Finora non sono andato oltre qualche cordiale colloquio (qualcuno più promettente di altri) e un paio di test psicologici del “questionario crudele di tipo A/B”, ovvero rispondere a 80-90 domande scegliendo tra due situazioni estreme quando tu, persona che pensa di essere ragionevolmente sensata, ti troveresti a scegliere quella via di mezzo tra le due alternative date che invece non è contemplata.

Intanto, in mezzo a questa generale demotivazione (leggi “scazzo profondo”), qualcuno già è riuscito a trovare un altro posto e se n’è andato incassando l'”incentivo all’esodo”.
Ancora una volta fair is foul and foul is fair: Chemtura ci paga per farci smettere di lavorare. Strani effetti della post-industrializzazione.

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