il giocoliere maldestro

Ci sono giorni in cui arrivi a sera e ti rendi conto di non aver fatto altro che correre per non fare neanche un passo avanti. Come un maldestro giocoliere nel tentativo vano di tenere in volo troppe palle colorate. E nemmeno ti sei avvicinato ad una menzione sul “Guinness dei Primati”.
Tempo, attenzione ed energie si sono dispersi in mille rivoli scoordinati e scombinati, lasciandoti la sensazione di averli spesi in cambio di niente. E niente riesce a toglierti dalla testa la brutta sensazione che domani, dopodomani, etc, etc, saranno altri giorni così.

Devo cambiare posto di lavoro. Devo cambiare mestiere. Rivoglio lo sguardo sul mondo che ricordo bene che avevo. Devo anche pulire il bagno, non c’entra molto con quanto scritto fin qui, ma versa in condizioni deplorevoli.

6 commenti su “il giocoliere maldestro”

  1. Io 3 anni fa ho fatto il “grande passo”. Ero stufo di un lavoro che non mi dava nulla, anzi mi toglieva gioia ed energie. E ora dopo 3 anni non mi pento della scelta fatta.

  2. La voglia di fare un “grande passo” non la si sente mai per caso.

    Mi sono ritrovato a fare un “grande passo” già quando mollai il mio primo lavoro dopo la laurea. Si trattò più di di un “salto”, dato che diedi le dimissioni senza un altro lavoro già in mano.
    Trovai un buon posto dopo circa due mesi, dove rimasi per oltre dieci anni, fino a quando la proprietà decise una drastica ristrutturazione, che ho raccontato anche su questo blog.
    Saltato fuori in fretta questo terzo lavoro, mi ritenni fortunato: non pensavo di restare disoccupato per una sola settimana. Ma probabilmente la paura mi ha reso troppo precipitoso nell’accettarlo. Spero di imbattermi nell’occasione di fare un altro “grande passo”.

    Conosci qualcuno a cui può servire un chimico abbastanza versatile?
    ;o)

  3. Arrivata qui per caso (bè, insomma, capita sempre così…), leggendo le tue poche righe mi è venuta in mente la “Canzone per l’estate” di De Gregori…conosci? “Com’è che non riesci più a volare?”, ripete il ritornello…
    Sarei proprio sgarbata se ora non ti augurassi di riprendere quota al più presto (ma, soprattutto, di riuscire a risollevare le sorti del tuo bagno! ;-p )

    Un saluto,
    Sere

  4. Ti capisco benissimo, non sono una patita delle catene pure io – ma questa volta ho fatto un’eccezione, il mio ego gongola 😛 – e il “se ti va” sottintendeva “nessun obbligo in merito” 🙂
    Sul bannerino concordo, magari è la volta buona che imparo a usare inkscape 😉
    Bacix

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