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Da un punto di vista meramente chimico, bruciare il petrolio per ricavarne energia è l’utilizzo meno nobile che se ne possa fare; il petrolio è una miscela complessa di numerosi composti chimici di enorme utilità e di difficile ottenimento attraverso altre fonti. Materie plastiche, gomme, tessuti, vernici, pellicole, detergenti, farmaci, la maggior parte di ciò che avete attorno (e magari anche addosso) a voi in questo momento, è composta da materiali che cento anni fa non esistevano e non sarebbe mai stata possibile senza il petrolio e le trasformazioni chimiche che questi subisce nei suoi vari passaggi industriali.

L’abbandono del petrolio avrà effetti enormi e probabilmente oggi ancora imprevisti sulla vita quotidiana delle persone e sulla geografia politica del pianeta, per questo (in maniera non disinteressata da parte delle nazioni più forti) c’è inerzia nello sviluppare nuove tecnologie alternative e nell’abbandonare il modello economico a cui siamo abituati.

Convertire per combustione carbonio organico e ossigeno in andiride carbonica, acqua, lavoro e calore significa restituire all’ecosistema quel carbonio che gli venne sottratto dalla crescita e poi dalla sepoltura e fossilizzazione delle foreste preistoriche e dei suoi abitanti.
È questo carbonio, rientrato nei cicli della biosfera, che attraverso la meccanizzazione dell’agricoltura e le migliorate condizioni di vita ha portato il pianeta a sostenere – più o meno bene ma ancora in maniera molto squilibrata – la vita di 7 miliardi di persone.
Su questa indiretta “riesumazione dei dinosauri” paghiamo il dazio che la natura impone a ogni trasformazione di energia: l’entropia, ovvero la crescita del “disordine” del pianeta, che in questo caso va a manifestarsi principalmente come effetto serra.

C’è modo di invertire l’entropia? No. Però possiamo cercare di far pagare il dazio ad altri. La Terra non è un sistema isolato, riceve energia dal Sole e le piante la utilizzano da milioni di anni per compiere il processo inverso alla combustione, producendo carbonio organico e ossigeno a partire da anidride carbonica, acqua e luce. Questo processo sulla Terra porta ad un abbassamento dell’entropia che viene compensato dall’aumento ben più consistente di entropia all’interno del Sole. È come se il Sole ci offrisse un pasto gratis, pagando lui il conto della trattoria. È l’unico pasto gratis che la natura ci offre.

L’entopia porterà il Sole a morire e a uccidere ogni forma di vita sulla Terra con lui, ma questo accadrà tra circa 4 miliardi di anni. Chissà se e come arriveremo a porci il problema di doverci mettere in salvo su un altro pianeta.

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