e poi la scienza è il male…

Succede ieri sera: cammino tra gli scaffali di una libreria di una nota catena nazionale e nel reparto dedicato a salute e diete trovo una serie di libri dedicati al cosiddetto metodo “zona”. La copertina di un volume ne elenca i benefici effetti.

E mi cade l’occhio su questa assoluta castroneria.

Capisco che la pubblicità sia l’anima del commercio e che sia un’anima da tempo venduta ai demoni di questo mondo per farci serenamente vivere nel peccato, ma qui si è abusato platealmente della “licenza di uccidere” la verità.

Il codice genetico è qualcosa di ben preciso, che accomuna tutte le forme di vita di questo pianeta e non può (per fortuna di tutti) essere alterato dall’alimentazione. E nemmeno può essere alterato dall’alimentazione il genoma di una persona, a meno che questa persona non ingerisca sostanze teratogene. Immagino che il metodo proposto non consigli l’ingestione di tali sostanze, dato che la “riprogrammazione del codice genetico” che ne conseguirebbe andrebbe ad inficiare tutti gli altri sbandierati risultati in termini di salute, benessere ed efficienza psicofisica.

Ancora una volta si usano a sproposito parole di scienza. E poi ci stupiamo se qualcuno chiede quanto sia serio il rischio di venire infettati dai virus del proprio computer.

2 commenti su “e poi la scienza è il male…”

  1. Il DNA di ogni essere vivente subisce continuamente mutazioni casuali a opera dell’ambiente e la quasi totalità di esse consiste in mutazioni dannose che fanno morire la cellula o che vengono eliminate dai suoi sistemi di controllo.
    A volte alcune cellule mutate sfuggono a questo controllo e “impazziscono”, diventando cancerose.

    Su quell’infinitesima frazione di mutazioni casualmente utili invece progredisce l’evoluzione delle specie, ad un ritmo inaccessibile alla breve vita di una singola persona.

    Riprogettare a piacimento il DNA di un organismo è qualcosa che l’umanità sta imparando a fare con investimenti enormi e ricadute ancora difficilmente prevedibili.
    Per quanto ne sappiamo oggi, “riprogrammare il codice genetico” di una persona le fa molto, molto, molto più male che bene.

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