la lobby gay

Un amico mi segnala questo link definendolo “interessante”: http://www.genitoricattolici.org/lobby%20gay.htm

Delirio. Incazzatura e tristezza.

L’autore scrive

[…] C’è un paradosso che molti ignorano: il primo passo per aiutare gli omosessuali è riconoscere serenamente che in quella condizione essi vivono male. Anche quando sia apparentemente accettata con serenità, l’omosessualità non sarà mai compatibile con i livelli più profondi della persona. […]

Che l’omosessualità non sia una malattia non lo dico io, lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovviamente prima vittima della Potentissima Lobby Gay™ che governa il mondo.

Che un omosessuale viva male la propria condizione è un postulato dell’autore, privo di fondamento.
Certo, se fin da quando sei un ragazzino la tua comunità continua – ogni fottuto giorno – ad emarginarti e a dirti che non sei normale e non sarai mai felice, può darsi che alla lunga te ne convinci pure tu [1].
Nei casi più felici si manda l’amorevole comunità a farsi fottere e ci si costruisce una vita finalmente liberi e sereni, debitamente lontani da tutti quei bigotti che t’hanno avvelenato l’esistenza. I casi meno felici finiscono documentati nel link citato in chiusura al paragrafo precedente.

È proprio quel presentare il gay nella cultura contemporanea in una luce normale, che l’autore tanto depreca, che aiuta milioni di persone nel mondo a star meglio con sé stesse e con gli altri, soprattutto durante gli anni critici dell’adolescenza.

[…] Sappiamo, ad esempio, che nel vissuto di moltissimi omosessuali maschi adulti c’è un padre evanescente; e spessissimo c’è una famiglia sfasciata, un divorzio. Non a caso, anche qui il miglior modo per prevenire è difendere la famiglia, recuperando in particolare la figura di un padre affettuoso ma autorevole, capace di dettare delle regole e dei divieti. In questo senso, i movimenti di liberazione omosessuale sono degli acerrimi nemici della famiglia. […]

Che tradotto in buon italiano, significa “dove stanno quei padri che raddrizzavano i figli debosciati con una giusta dose di scapaccioni?”
Io conosco esempi di figli “raddrizzati” a dovere che scoprono poi la loro inclinazione magari dopo un matrimonio, o persino dopo essere diventati genitori.

Queste tesi sono una ribollita di quelle propugnate dal movimento dei cosiddetti “ex-gay”; Wikipedia ha un’interessante pagina in proposito: http://it.wikipedia.org/wiki/Ex-gay

Va detto che la pagina linkatami è piuttosto datata, risulta pubblicata dal giugno 2003.
Viene da sperare che questi cinque anni non siano passati invano.

4 commenti su “la lobby gay”

  1. Temo che il suo auspicio sia andato largamente disatteso. Ricordo ancora una inchiesta (che probabilmente già conosci anche tu) di alcuni mesi fa dai contenuti lucidamente allucinanti in cui un giornalista -fingendosi gay- si era infiltrato in una di queste strutture (finanziate da chissà chi) la cui missione è “curare” l’omosessualità (i dettagli qui).Possibile che nessuno abbia ancora pensato a cercare una cura per l’omofobia, invece?In ogni caso una valida alternativa (praticabile a costo zero) è farsi una gran manciata di ç@%%! propri.

  2. queste cose sono essenziali. i pensieri stupidi e poveri, danno il “la” a pensate degne di essere ritenute tali. per quanto banale sia, c’è più bisogno di idioti che di gran geni.

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