repubblica 1.1

Re Sole ostenta serenità e indifferenza verso tutto ciò che non influisce sui sondaggi che misurano il Suo gradimento. Votare avete votato, scegliere avete scelto, grazie della fiducia, ora zitti e lasciateci fare, che stiamo lavorando per voi. Davvero. E vedete di non fare troppo baccano in piazza, che turbate il decoro e danneggiate l’immagine del nostro paese.

A meno di accadimenti straordinari, quando andremo a votare tra quattro anni e mezzo le proteste degli studenti di ogni ordine e grado di questi giorni saranno un ricordo relativamente lontano. Nei prossimi anni ci saranno nuove sparate, nuove minacce, nuove rifritture d’aria elettorale.

Dato che in questo sistema di democrazia agonizzante l’unico momento in cui riusciamo ad avere una minima influenza sulle scelte politiche del paese (a meno di porcellum, porcate bis e brogli veri o presunti) è quello del voto, vediamo di non scordarci una cosa: per Re Sole vincere le elezioni significa ricevere una delega in bianco per fare i propri comodi in barba a qualsiasi legge e regola (che può comunque essere cambiata). L’état c’est lui, per diritto divino sancito dalla volontà popolare.

M’illudevo che con la fuga dell’altro Re Sole in Tunisia si fosse chiusa un’epoca. Prima i loro comodi in barba alla legge se li faceva un folto gruppo di leader di partiti, partitini e correnti. Oggi il gruppo è solo meno folto, ma lo schifo è rimasto lo stesso.

Hanno il coraggio di chiamarla “seconda repubblica”. Direi che è più una “repubblica 1.1”.

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