happy new fear

http://news.google.it/?ncl=1103648269&hl=it&topic=n

Dire che il 75% degli arresti dello scorso anno a Roma ha riguardato cittadini romeni [1] significa che i romeni effettivamente commettono il 75% dei crimini scoperti o che i romeni raccolgono il 75% dell’attenzione e del lavoro delle forze dell’ordine?
E “romeni”, sui giornali di questi giorni, è solo un eufemismo per “rom con passaporto romeno”?

Il problema è il fatto che una donna sia stata picchiata, violentata e uccisa, non la nazionalità dell’assassino.

Il presunto assassino ha 24 anni, classe 1983, aveva 6 anni quando Ceauşescu è stato giustiziato.
Dopo quasi vent’anni di post-comunismo ci sono cittadini romeni che continuano a emigrare e a vivere in baracche alle periferie delle città degli altri stati d’Europa.
L’avvento dell’economia di mercato non doveva portare benessere?

4 commenti su “happy new fear”

  1. La strategia del terrore è una tecnica ormai utilizzata da tempo. Uno specchio per le allodole utilizzato negli Stati Uniti (da secoli, credo) per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle porcate commesse dall’amministrazione. In Italia mi sembra che sia stata mutuata per coprire le inefficienze e l’incapacità di gestire e risolvere i problemi. Le porcate qui non ci si preoccupa neppure di nasconderle, ormai.

  2. Fare un dibattito politico non è mia intenzione…. ma… siamo sicuri che sotto Ceauşescu la situazione fosse migliore ? E che la situazione di oggi non derivi anche dalle colpe del passato ?

  3. Non ho mai incensato il regime di Ceauşescu. Il padre di un mio amico ha lavorato in Romania in quegli anni e i suoi racconti non hanno mai lasciato spazio al dubbio.

    Ceauşescu è stato giustiziato anche per aver mandato a catafascio l’economia del uso paese.

    Però dopo quasi vent’anni di economia di mercato non sembra che abbiamo risolto molto. O forse sono i Rom che rifiutano di integrarvisi (e qui si apre un altro fronte di discussione che ci porterebbe molto, molto, lontano…)

  4. Basterebbe perseguire i criminali indipendentemente dal crimine commesso e dalla nazionalità, con una pena certa.
    Ma a giornalisti e politici piace di più il sensazionalismo.
    Meno di due settimane fa in francia è stato arrestato il colpevole di un caso di violenza contro una donna compiuto 3 anni fa qui in Italia. Se uno può commettere un crimine, andarsene in giro ed essere arrestato solo quando commette un reato minore in un altro paese, non importa se è di Kiev, della Transilvania o di Limbadi: c’è sempre un criminale in giro e nessuno se ne cura.

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