quasi un salto su una linea temporale alternativa

Il mondo della pubblicità mi ha sempre incuriosito; la vita m’ha portato ad occuparmi di tutt’altro, ma un po’ di fascinazione continuo a subirla. E così la giornata di ieri a Roma è stata una specie di incursione in una linea temporale parallela: se avessi fatto scelte differenti, mi piace pensare che sarei potuto benissimo rientrare in quella categoria di “servi della gleba della modernità”, etichetta di cui gli operatori di pubblicità e comunicazione sono stati omaggiati – non senza qualche fondamento di verità, anche se secondo me la “gleba” continua ad essere altra – durante i lavori del Forum della Comunicazione Responsabile, a cui siamo stati invitati come Wikimedia Italia per ritirare il premio Aretê 2007 per la sezione “internet”.

“Comunicazione responsabile? Si vede che non hanno mai letto il nostro bar!” (Snowdog)

Come mi sono ritrovato a dire durante i due minuti successivi alla consegna del premio, credo che nel nostro caso la responsabilità non stia tanto nei contenuti (che cerchiamo di creare e mantenere neutrali per quanto possibile) ma nel mezzo stesso: Wikipedia e gli altri progetti rappresentano un esempio di comunicazione il cui valore è proporzionale alla consapevolezza e alla responsabilità di chi contribuisce al loro sviluppo.
Wikipedia chiede un approccio responsabile al lettore, che deve prenderne i contenuti offerti senza lasciar assopire il proprio senso critico e chiede un approccio responsabile all’autore/revisore/correttore, che è invitato ad anteporre il bene dell’intero progetto alla propria (peraltro legittima) visione del mondo.

Qualche annotazione sparsa:

Dobbiamo cominciare a produrre anche i nostri materiali informativi con carta riciclata, canapa o altro materiale che (si presume) non comporti l’abbattimento di alberi. Non è una pruderie ecologista, ma solo un gesto minimo, considerato lo scopo e la vita media dei nostri stampati. E magari ci mette più a nostro agio in manifestazioni come “Fa’ la cosa giusta!”, a cui partecipiamo.

L’intervento in mattinata del prof. Morcellini è valso il viaggio. Venire a sapere (fonte ISTAT) che la TV – per quanto ancora mastodontica – sta cedendo qualche passo a musei, cinema e teatri ha l’effetto di una boccata d’aria fresca. E la disgregazione dei media generalisti sembra essere un fenomeno già in atto e ancora solo all’inizio.

L’impresa può essere parte della soluzione al problema della sostenibilità quando a parole ancora crede all’ossimoro della “crescita sostenibile”?
L’impresa non ha lungimiranza, punta al suo profitto nel più breve termine possibile, e anche la comunicazione responsabile e sociale (spesso confusa con singoli atti di filantropia) rischia solo di essere una foglia di fico (da coltivazione biologica).
L’impresa risponde al riscaldamento globale producendo e vendendo più condizionatori d’aria.
Il problema dell’impresa è come gettare il gatto morto nel cortile del vicino, non nel garantire al gatto lunga vita e dargli adeguata sepoltura.

Serberò il ricordo del buffet in piazza Colonna, per il cibo e per lo stabile in cui l’abbiamo consumato. Perdonate l’ingenuità, sono un (ex) ragazzo di provincia figlio di operai, poco avvezzo a certi ambienti.
Offerto da Autogrill SpA, ma non erano le rustichelle che trovi in autostrada.

Inutile chiedere a Frieda fotografie del sottoscritto in giacca, cravatta e spilline. Se ne riparla alla prossima eclisse totale di Sole (su Mercurio).
M’hanno beccato… [1]

2 pensieri su “quasi un salto su una linea temporale alternativa”

  1. Mi autocito, con piccola revisione: mondo, hai solo la mia testimonianza per sapere che il presidente era bellissimo e durante il discorso era anche rilassato 🙂

  2. Lo stesso non si può dire dei minuti immediatamente precedenti l’intervento: stavo friggendo sulla sedia pensando che se il tutto si fosse protratto troppo, avrei perso l’aereo di ritorno…

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