radiofonie ruspanti

Miles Davis – Doo-Bop
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C’è stato un periodo in cui l’etere radiofonico nazionale ribolliva di esperimenti più o meno pirata, più o meno organizzati, più o meno azzeccati. C’erano piccole radio locali di provincia spesso gestite da pochissime persone, con un bacino d’ascolto di pochi chilometri e con gli studi ricavati in solai o locali vuoti di cascine familiari ormai inghiottite dall’espandersi dei centri urbani e private della loro vocazione contadina.

È in una radio del genere che per un inverno ho curato un paio d’ore di programma musicale al mercoledì sera. In un paio di occasioni insieme a me dietro il microfono c’era anche D., un po’ più esperto del sottoscritto in questo genere di cose.

“Mystery”, il brano che apre questo disco, era la sigla del programma; si partiva dal jazz per poi ibridarlo con musiche di provenienza sudamericana, lappone, araba – siamo stati certamente tra i primi a passare Khaled in radio da queste parti, quando ancora s’appellava “Cheb” (il giovane) e prima che con “Aïcha” ci sfracellasse i marroni a tutti quanti.

Non so se quell’emittente esiste ancora. In quel periodo venivano varate leggi che avrebbero reso la vita sempre più impossibile a tutte le realtà non organizzate che non fossero una emanazione più o meno diretta di qualche potentato economico.
Con la radio ci sono riusciti. Ora pare che sia il turno dei blog.

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