quel disco te l’ho pagato tre volte

Peter Gabriel – So

Comprare le musicassette originali era poco meno che una truffa: dopo una dozzina di ascolti il nastro “grippava” e veniva irrimediabilmente attorcigliato attorno a qualche pernetto del mangianastri (“mangia” nastri, appunto).
Ma quell’estate ero fuori casa – stavo facendo il servizio militare – e una cassetta aveva due indubbi vantaggi su un long-playing: l’ingombro ridotto e la possibilità di ascolto immediato, dato che avevo con me un walkman. La prima volta che “Red Rain” mi entrò nelle orecchie ero seduto ai bordi del piazzale di una caserma nella luce calante di un tramonto estivo.

Finita poi sullo scaffaletto di casa, la cassetta grippò come previsto. Tentai un trapianto del nastro dentro lo chassis di una cassetta vergine (che a differenza di quella originale era chiusa con delle viti e poteva essere aperta in maniera reversibile) ma dovetti amputare un pezzo di nastro e perdere qualche secondo di “Mercy Street”.

Mi decisi quindi a compare il disco, ma nella versione su vinile c’era un brano in meno  (all’epoca era un modo per incentivare la vendita del cd): “This Is The Picture”, un duetto con Laurie Anderson. A caccia del duetto perduto, quando in un negozio di dischi mi imbattei in due album della Anderson non ci pensai due volte e li comprai entrambi.
Sull’album della Anderson “Mister Heartbreak” è incluso quel duetto con Peter Gabriel, ma il titolo è diverso (“Excellent Birds”) e lo è anche l’arrangiamento, meno “asciutto” e più in linea con il resto dell’album.

Poco tempo dopo comprai un lettore di cd e ricomprai questo disco in versione cd. Con il duetto che c’era anche sulla cassetta, finalmente.

Insomma, Peter, quel disco te l’ho pagato tre volte. Però mi hai fatto scoprire Laurie Anderson. Direi che con un paio di dischi masterizzati a scrocco siamo pari.

5 commenti su “quel disco te l’ho pagato tre volte”

  1. non ti dirò che ho ancora la cassetta originale (anche il vinile, ma lo custodisco come una reliquia) perché se mi dessi deL stronSo c’avresti anche i tuoi bei motivi 😉

    ricordo però lo stupore che provatt… provebb… provai, nell’ascoltarlo la prima volta, quel miracolo. Era l’86, avevo 14 anni. Oggi di anni ne ho 19… occhei… 36, e “So” l’ho ascoltato mille mila volte. E ogni volta c’è un suono, un accordo, una pettinatura, che non avevo sentito mai in precedenza.

    Un abbraccio e buon fine settimana.

  2. Il vinile l’ho ancora anch’io, benché il giradischi sia chiuso da anni in un armadio…
    “Stupore” al primo ascolto è la parola giusta.
    😉

  3. tra i commenti all’ultimo post di sunofyork mi ha colpito il tuo. e il tuo blog non tradisce l’intuizione, mi piace quello che scrivi. ti linko, ma non sentirti obbligato a ricambiare. a presto

  4. Io e il mio “diario per forza” ti siamo grati dell’attenzione e delle parole di apprezzamento.
    Ho aggiunto il tuo blog a quelli che seguo via feed. A rileggerci e grazie.

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