trasloco

Spostare 3 quintali di libri assortiti ti fa pensare a quel bellissimo giorno in cui hai comprato un lettore di e-book. Gettare nel cassonetto della carta 12 annate di “Le Scienze” mette tristezza, anche lì ormai il supporto elettronico è meglio. Le scatole dei cd sono più leggere, ma anche quelle sono una mezza dozzina da portar giù e su per le scale.

Si potrebbero fare lunghe pensate su come modernità liquida, virtualizzazione della produzione culturale (e non) e mobilità si alimentino a vicenda in un circolo, virtuoso e vizioso. Ma ora ho davvero bisogno di una doccia.

 { Depeche Mode – HomeUltra, 1997 }

la panacea

In Italia gli oneri fiscali sul lavoro sono tali che gli imprenditori nazionali se ne vanno e quelli stranieri se ne stanno tranquillamente alla larga.

In Italia un processo arriva a durare decenni e quando finalmente ti viene riconosciuto lo straccio di ragione che avevi, spesso non serve più a nessuno.

In Italia la convivenza civile non è riconosciuta come invece avviene da anni nell’Europa civile. Hai giusto un’elemosina di diritti se stai con un onorevole o un giornalista.

Ma vedrete come tutto si sistemerà quando potremo sceglierci direttamente il presidente della repubblica. [1]

tastiera italiana estesa (š, č, ë, etc…)

Tempo fa ho curato alcune voci dedicate a Mosca sulla wikipedia in italiano. Trovando piuttosto scomodo digitare le varie š, č, ž, ë delle parole traslitterate, mi sono scaricato Microsoft Keyboard Layout Creator e ho modificato il layout della normale tastiera italiana per aggiungervi un po’ di caratteri con segni diacritici. Nello specifico,

alt-gr + s > š
alt-gr + c > č
alt-gr + z > ž
alt-gr + w > ë (alt-gr + e è già assegnato a €)
alt-gr + a > ä
alt-gr + o > ö
alt-gr + u > ü
alt-gr + i > ï

Le stesse combinazioni insieme allo shift producono le corrispondenti maiuscole.

Se usate Windows e pensate che possa esservi utile, trovate qui il file .klc.

ma quanto sono buono e caro

Dopo diciotto mesi, grazie, ma “non possiamo permetterci di assumerla”. Con tanto di abbozzo di spiegazione tecnico-economica a cui poco ho prestato attenzione, dato che era abbastanza ininfluente ai fini della decisione presa.

Ciò che mi ha fatto più incazzare è stato il bloccarmi la postazione di lavoro mentre ero nell’altro ufficio a farmi dare la notizia. Come se avessi potuto fare chissà quali danni o carpire chissà quali segreti e – soprattutto – come se me ne fosse vagamente importato qualcosa di farlo. Il fatto che l’abbiano immaginata come una possibilità tradisce una meschinità di fondo che è loro, e non mia.

Ciò che mi pesa è ricominciare a compilare di nuovo quegli interminabili moduli on-line e poi scoprire che su quel portale m’ero già registrato e chissà ora quale era la password. E compilare, digitare, cliccare, inviare con la consapevolezza dettata dall’esperienza fin qui fatta che tutto ciò sarà utile come l’avere un kleenex per ripararsi da un temporale.