:: Archivio per il tag: a4 :::::::

dimmi quando, quando, quando (2)

18 giugno 2010 (10:28) | a4ventures | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Che senso ha mettere una pagina intitolata “contattaci” e dare la possibilità di inviare una mail se poi non fai nemmeno finta di rispondere? Mah…

In ogni caso, il tratto è stato riasfaltato e la corsia riaperta. Si torna a pendolare con letizia, fino al prossimo cantiere.

dimmi quando, quando, quando

14 giugno 2010 (17:05) | a4ventures | :: G. :: | 2 commenti

Da oltre una settimana la corsia destra dello svincolo che dalla A4, proveniendo da est, consente di immettersi sulla tangenziale est di Milano è chiusa. Questa strozzatura rende meno scorrevole il traffico in uscita e in orario di punta provoca code a tratti che risalgono la A4 anche fino a Dalmine.

Non sarebbe in sé un grandissimo disagio – ok, per me sono circa 20 minuti in più sulla strada ogni mattina, ma per qualche giorno si può anche portare pazienza – ciò che mi disturba è che, nonostante il passare dei giorni, non vedo nessun cantiere, nessuna apparente attività, nulla che mi faccia pensare che l’impasse sia in corso di risoluzione.

Oggi ho scritto alla Milanoserravalle-Milanotangenziali SpA chiedendo loro le ragioni della chiusura e una stima dei tempi di riapertura. Vediamo se rispondono.

statistica

6 novembre 2009 (09:58) | a4ventures | :: G. :: | 6 commenti

Che dite, in cinque mesi di quotidiano avant-indré sulla A4 ci può stare un occasionale incontro ravvicinato del tipo sbagliato con un camion?

Niente di serio, la carrozzeria s’è ammaccata molto meno del mio orgoglio.

ride

1 ottobre 2009 (21:51) | a4ventures, playlist | :: G. :: | 3 commenti

Nel buio della sera, ci sono musiche capaci di rendere poetica persino una A4 trafficata.

cucina casalinga (2)

24 agosto 2009 (21:32) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti

Per un’abbondante settimana sono stato farcito, impastato, unto, impanato, dorato e sbollentato.
Il portatile è rimasto a casa.

Domattina si ricomincia a pendolare, sperando nella benevolenza degli dèi dell’A4.

exposure (3)

9 luglio 2009 (21:07) | a4ventures | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Ero convinto di aver commesso un’infrazione stamattina, e invece

In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo. [1]

l’unico rischio nello spostarsi a destra è essere falciati da quegli automobilisti e motociclisti che stanno già impegnando la corsia a velocità apprezzabile perché hanno interpretato quei “cinquecento metri” in maniera un po’ meno rigorosa e magari nemmeno escono alla tua uscita.

exposure

1 luglio 2009 (20:44) | a4ventures, playlist | :: G. :: | Un commento

La quotidiana esposizione all’A4 mi provoca occasionali eruzioni di aggressività.

Soprattutto quando una giovane guidatrice di SUV nero carrofunebre pensa di fottersene del codice della strada (paragrafo: diritto di precedenza) e della coda in cui noialtri presumibilmente godiamo a stare.
Chissà se le farebbe più male il ritiro della patente o della carta di credito.

…space is what I need
it’s what I feed on…

reperto #1

19 maggio 2009 (15:52) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | Lascia un tuo commento

reperto_1Questo lo trafugammo io e S. una sera in centro a Manchester, mentre eravamo lassù per lavoro.
Tempo dopo ho fatto una donazione al Socialist Worker a mo’ di compensazione per il danno materiale e morale causato dal nostro estemporaneo “vandalismo”.
La Rover poi non fu rinazionalizzata, ma acquistata dai cinesi [1] [2].

Sono state invece le banche inglesi ad essere quasi rinazionalizzate de facto [3], dopo lo scoppio della bolla dei sub-prime.
Imprese private finché producevano profitto, pubbliche dopo esser diventate un pozzo di debiti, in nome della pace sociale e del mantenimento dei posti di lavoro – comunque precarizzati, ridimensionati, meno remunerati.

V-2

15 gennaio 2009 (16:53) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Mio bisnonno morì di tifo sul fronte della prima guerra mondiale. Sulle trincee venivano lanciati liquami infetti in quella che era una rudimentale azione di guerra biochimica.
Indossando più o meno volentieri una divisa militare, l’individuo diventa soldato: una persona maggiormente sacrificabile alla ragion di Stato. Il suo conteggio tra le vittime è parte dei preventivi più o meno azzeccati che si fanno alla vigilia di una guerra.
La morte di un militare in guerra è “normale”, non c’è bisogno di giustificarla, nemmeno quando un generale incapace manda al macello migliaia di soldati per conquistare un fazzoletto di terra insignificante per chiunque, tranne che per il suo ego ipertrofico.

Meno “normale” è la morte dei civili, che va immediatamente giustificata: “danno collaterale”, “errore”, “scudi umani vigliaccamente impiegati dal nemico”. Ci viene raccontato di guerre chirurgiche e precise al laser, le cui vittime indesiderate sono solo causate dall’azione di disturbo del nemico, quel bastardo, che non ha rispetto nemmeno della sua stessa popolazione civile.

Balle.

Se non con la prima guerra mondiale, certamente con la seconda si rompe il tabù delle vittime civili. Anzi, i civili diventano il bersaglio. Le V-2 tedesche erano puntate su Londra o su Anversa, ma senza preoccuparsi del dettaglio esatto di dove sarebbero cadute. E quando gli alleati rasero al suolo Dresda in una tempesta di fuoco dei civili non importava poi granché.
Nemmeno Hiroshima e Nagasaki erano enormi caserme.
Shock and awe Baghdad.

Anche il presunto “disarmo di Hamas”, tutto sommato, è solo un effetto collaterale.

Aggiornamento - ho scordato di menzionare gli assedi di Leningrado e Sarajevo.
Stanotte ho sognato il bombardamento dell’A4 e un collega che mi dà qualche dritta su come arrivare a casa evitando i cecchini.
Meglio che mi sforzi di pensare ad altro per  un po’.

bella gente 2 – il tazebao livoroso

2 dicembre 2008 (18:07) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | Un commento

Oltre alla neve, sul condominio si sta abbattendo anche un’ondata di grafomane coprolalia.

Stasera, appesa (come ormai di consueto) al cancello in una bella bustina protettiva trasparente, è comparsa una nuova lettera aperta da vicino/a anonimo/a incazzato/a a vicino/a anonimo/a spregevole avente per oggetto il trafugamento di una piantina (morta, peraltro, ci informa lo/la scrivente).

Curioso come in questi tempi di instant messaging e volatilizzazione delle comunicazioni il livore condominiale torni a scoprire la democratica e rivoluzionaria forma del tazebao.
Siamo però ancora ad un livello embrionale: il foglio di carta è in formato A4, stampato dal computer con un carattere piuttosto piccolo e scarsamente d’impatto.
Un tazebao come si deve è grande, scritto a mano e a prova della mia miopia.

Per non costringere nessuno a darsi ad affissioni autoprodotte e scritte con la pennellessa, penso che alla prossima riunione di condominio proporrò l’installazione a fianco del cancello di una bella lavagna magnetica king-size con le sue brave letterine dell’alfabeto.

In questo modo il regresso all’infanzia potrà anche rischiare di essere divertente.
Almeno finché non si fregheranno tutte le letterine.