:: Archivio per il tag: attenzione :::::::
18 ottobre 2009 (16:37) | notizie, parole altrui | :: G. :: | Un commento
Confrontate lo stile di scrittura della lettera delle BRCC fatta avere a “il Riformista” [1] (probabilmente per essere sicuri che rimanesse segreta) con documenti di analisi politica come questa auto-intervista delle BR che furono [2].
E se leggere con attenzione tale analisi politica è troppo – in effetti le BR avrebbero potuto uccidere solo usando i loro scritti come arma letale – limitatevi ad osservare ortografia (“lo zeramento della disoccupazione”) e l’uso “disinvolto” del complemento di termine.
Ma la vera perla è notare che la lettera delle BRCC è scritta in Comic Sans.
Indubbio omaggio alla serietà degli scriventi e dei politici oggetto di minaccia.
tags: analisi, attenzione, BRCC, disoccupazione, dubbio, intervista, legge, occupazione, omaggio, troppo, uccidere
14 settembre 2009 (16:29) | wikiverso | :: G. :: | 7 commenti
Ogni volta che leggo sulle varie mailing list wiki[p|m]ediane in giro per il mondo di contatti, collaborazioni, persino finanziamenti pubblici ai vari chapter nazionali di Wikimedia sparsi sul pianeta vorrei tanto che le istituzioni nazionali si interessassero di più a Wiki[p|m]edia.
Poi faccio mente locale sulle raccomandate di legali di parlamentari, europarlamentari, ministri, sindaci, personaggi assortiti che mi sono state recapitate durante il mio mandato da presidente e giungo alla conclusione che di attenzione ce ne dedicano più che a sufficienza. Senza ovviamente capire nulla né del mezzo, né di come funziona, né di come andrebbe usato.
Il culmine del parossismo è la causa per 20 milioni di euro di cui ci racconta Frieda, intentata nonostante – come scrive Tooby – Wikimedia Italia non c’entra niente con Wikipedia, si limita a promuovere il marchio e basta: è come se un giorno comprassi della Nutella avariata e invece di fare causa alla Ferrero facessi causa a Mediaset che ne ha trasmesso la pubblicità.
L’unico che pareva averci capito qualcosa è stato Fiorello Cortiana. Peccato che non sieda più parlamento.
Aggiornamento – un sacco di pareri:
Paul the Wine Guy qui, Ignis qui, Giacomo Dotta su Webnews, Leoman3000 qui e .mau..
Giacomo Dotta approfondisce ricollegandosi all’Internet Manifesto.
Si aggiungono anche Kiado, Punto Informatico, Tom’s Hardware, EdoM, Aubrey.
In diversi hanno ri-tumblrato PTWG, tra di loro The Hanged Man, Emmanuel Negro.
Alcuni stanno scrivendo ad Angelucci tramite il sito della Camera.
Ne parlano inoltre Mantellini, Civile.it, OneWeb2.0, Armando Leotta, Alessandro Gilioli, Stefano Quintarelli, 0.2, Tiziano Caviglia, Nicola Mattina, Stefano Scardovi, Nick, Sbisolo, Giornalettismo, Aviatore sopra il mare, Zeus News, Vittorio Zambardino, Gigi Cogo, Giorgio Marandola, Draco, Snowdog e LaPizia. E senz’altro ancora qualcuno che mi sono perso per strada (apologies).
Gianfranco interviene su en.wiki (anche nella talk di Jimbo).
tags: apologies, attenzione, bisogno, blog, chapter, comandamenti, conoscenza, cultura, enciclopedia, euro, Europa, fiore, fondi, Frieda, Google, hardware, Italia, lavoro, liberazione, mail, manifesto, marchio, mattina, milioni, mondo, niente, ogni volta, pianeta, presidente, pubblicità, punto, qualcuno, repubblica, Roma, scuola, sogno, varie, Wikimedia, zeri
14 luglio 2009 (00:01) | notizie | :: G. :: | 12 commenti
Oggi i blog – quelli “veri” – scioperano [1].
Io non ho la presunzione di aderire. Queste pagine sono un esercizio di vanità, intesa in entrambe le accezioni che normalmente la lingua italiana dà a questa parola.
Non sono qualificato per “fare informazione”, questo spazio è una sorta di pubblica chiacchierata differita, un modo per rispondere a chiunque non possa chiedermi direttamente “come ti vanno le cose?” e non ha alcuna pretesa di orientare altre opinioni oltre alla mia.
Ovviamente seguo con attenzione – non come “blogger”, ma come cittadino italiano – il dibattito politico in materia di libertà di espressione e, più in generale, di libera diffusione dei contenuti – tema che mi è caro da quando orbito attorno al wikiverso italofono.
tags: attenzione, blog, chiacchierata, chiunque, diritto, esercizio, informazione, Italia, libertà, ossa, parola, sciopero, spazio
3 dicembre 2008 (14:12) | inclassificabile, notizie | :: G. :: | 2 commenti
“Ma io ti conosco, ci siamo visti nel tal posto, il tal giorno…”, “Eri nella tal città la scorsa settimana, vero?” – impossibile, penso, ero a migliaia di chilometri da lì.
“Somigli molto a tizio…”, “Sei parente di caio, ci scommetto” – davvero? Più che occhiali e pizzetto…
Si potrebbe pensare che occhiali, capelli lunghi e pizzetto siano dettagli che tendono a imporsi all’attenzione e a far passare meno osservati gli altri tratti del viso. Ma non è vero.
In realtà avete ragione: siamo uguali. Tutti noi siamo cloni di una razza aliena. La miopia è dovuta alla diversa luce del vostro sole, capelli lunghi e pizzetto ad una diversa distribuzione dei fluidi corporei sotto pelle.
Ovviamente siamo qui per una missione segretissima… che stava sulla mia chiavetta usb perduta.
Noi non siamo i soli cloni alieni presenti sul pianeta: un’altra specie, molto più malvagia, s’è infiltrata nei gangli del potere planetario.
Vi avverto adesso prima che sia troppo tardi [1].
tags: attenzione, capelli lunghi, chiavetta, chilometri, città, dettagli, miglia, miopia, occhiali, pelle, pianeta, pizzetto, potere, settimana, specie, temperatura, troppo, usb
24 luglio 2008 (17:04) | lavoro | :: G. :: | 6 commenti
Ci sono giorni in cui arrivi a sera e ti rendi conto di non aver fatto altro che correre per non fare neanche un passo avanti. Come un maldestro giocoliere nel tentativo vano di tenere in volo troppe palle colorate. E nemmeno ti sei avvicinato ad una menzione sul “Guinness dei Primati”.
Tempo, attenzione ed energie si sono dispersi in mille rivoli scoordinati e scombinati, lasciandoti la sensazione di averli spesi in cambio di niente. E niente riesce a toglierti dalla testa la brutta sensazione che domani, dopodomani, etc, etc, saranno altri giorni così.
Devo cambiare posto di lavoro. Devo cambiare mestiere. Rivoglio lo sguardo sul mondo che ricordo bene che avevo. Devo anche pulire il bagno, non c’entra molto con quanto scritto fin qui, ma versa in condizioni deplorevoli.
tags: attenzione, cambio, correre, frammenti, giocoliere, giorni, lavoro, mille, mondo, niente, posto di lavoro, sera, tempo, vicinato
6 maggio 2008 (23:17) | wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Se non frequentate il bar di Wikipedia e avete la curiosità di sapere quante volte una pagina di Wikipedia è stata letta, segnalo questo sito: http://stats.grok.se/
(attenzione, è un servizio in beta testing senza alcuna garanzia di sopravvivenza a lungo termine)
Qualche esempio: [1] [2] [3]
tags: attenzione, beta, curiosità, esempio, figlio, gara, garanzia, sopravvivenza, vizio
29 aprile 2008 (21:48) | parole altrui, tecnologie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
D’accordo, che si venga avvisati che l’area è videosorvegliata mi sta bene – forse ci sono anche obblighi di legge in merito – ma specificare che lo si fa “per ragioni di sicurezza” mi pare abbastanza inutile.
Per quali altri motivi l’area dovrebbe essere videosorvegliata?
“Attenzione! Area sottoposta a videosorveglianza per ragioni di voyeurismo”
“Attenzione! L’area è sottoposta a videosorveglianza perché la guardia giurata si diverte a vedere le vostre smorfie nella telecamera”
“Attenzione! Area sottoposta a videosorveglianza per produzione di reality show”
tags: accordi, area, attenzione, guardia giurata, inutile, legge, obblighi, produzione, reality show, sicurezza, smorfie, video, videosorveglianza, voyeurismo
2 novembre 2007 (11:44) | notizie | :: G. :: | 4 commenti
http://news.google.it/?ncl=1103648269&hl=it&topic=n
Dire che il 75% degli arresti dello scorso anno a Roma ha riguardato cittadini romeni [1] significa che i romeni effettivamente commettono il 75% dei crimini scoperti o che i romeni raccolgono il 75% dell’attenzione e del lavoro delle forze dell’ordine?
E “romeni”, sui giornali di questi giorni, è solo un eufemismo per “rom con passaporto romeno”?
Il problema è il fatto che una donna sia stata picchiata, violentata e uccisa, non la nazionalità dell’assassino.
Il presunto assassino ha 24 anni, classe 1983, aveva 6 anni quando Ceauşescu è stato giustiziato.
Dopo quasi vent’anni di post-comunismo ci sono cittadini romeni che continuano a emigrare e a vivere in baracche alle periferie delle città degli altri stati d’Europa.
L’avvento dell’economia di mercato non doveva portare benessere?
tags: attenzione, città, cittadini, comunismo, economia, eufemismo, euro, Europa, ferie, giorni, giustizia, Google, lavoro, ordine, passaporto, problema, Roma, vento
9 settembre 2007 (21:06) | luoghi, wikiverso | :: G. :: | 4 commenti
http://www.wikiafrica.it/index.php/Wikiafrica:Mantova_2007
Incredibile. Sono “ospite” al Festivaletteratura di Mantova 2007.
Il “welcome bag” per gli ospiti del festival contiene
- il “pass” da ospite (fa sì che mi scambino per un volontario a cui chiedere informazioni, ma non importa)
- il moleskine su cui scrivo questi appunti (gentile omaggio dello sponsor)
- due biro
- una t-shirt del festival (taglia M, non ci entrerò mai, la regalerò)
- un vasetto da 100 cc di confettura di pesche alla curcuma (gentile omaggio dello sponsor)
- un paio di occhiali da sole (gentile omaggio dello sponsor che regalerò a mia volta, dato che non hanno le lenti correttive che mi servono)
- il volume degli autori
- la guida/calendario
- due buoni pasto nei ristoranti convenzionati (che non ho usato) e l’elenco dei suddetti ristoranti
- un invito per il venerdì sera all’incontro del sindaco con gli autori (non ho portato con me gli abiti adatti e comunque non sono autore)
- la liberatoria all’uso di riprese, fotografie e registrazioni, da riconsegnare alla segreteria
- un quaderno “moleskine” con il logo WikiAfrica Workshop (gentile omaggio dello sponsor – pensano proprio a ogni dettaglio…)
manca una mappa del centro cittadino, che sarebbe ciò che più mi serve ora, dato che non ricordo il centro storico a memoria.
Inoltre l’organizzazione mi paga due pernottamenti in un albergo del centro cittadino (fischio!) – cosa che apprezzo particolarmente, al ricordo del pendolarismo automobilistico dell’anno scorso.
Benché “ospite”, la sensazione di estraneità al contesto continua ad accompagnarmi, ancora più dell’anno scorso. A quarant’anni suonati, non me la levo di dosso nemmeno se ci provo.
Venerdì sera, prima di cena, un bicchierone di “aperitivo della casa alcolico” preso sulle rive del Mincio, la musica al volume giusto e lo sciabordio del fiume sono la carezza di cui ho bisogno.
Lettera 27 conosce le rotte di questo ambiente e ha i mezzi per poterle percorrere.
Si sono dati una scadenza e un budget che è 10 volte il nostro bilancio associativo annuale per “africanizzare” Wikipedia.
Wikipedia è ben felice di farsi “africanizzare”. Ma anche di farsi “asiatizzare”, “lapponizzare”, “americalatinizzare” e “qualsiasicosavivengainmentizzare”. L’essere inclusiva è nella sua natura, onnivora e mai sazia.
Non sono i kilobytes la scala su cui misurare la nostra collaborazione in WikiAfrica. WikiAfrica ci permette di mostrare Wiki(p|m)edia a persone potenzialmente in grado di offrire contenuti validi sull’Africa, siano essi africani, africanisti o semplici appassionati.
E accademici, di cui Wikipedia continua a raccogliere lo scetticismo (peraltro amplificato dal buon Marino Sinibaldi attraverso i microfoni di Radio3… che delusione, far questo ad un più-o-meno-fedele ascoltatore).
Lo scetticismo dell’accademia però non deve stupire. Wikipedia è, nel suo essere esperimento popolare e collettivo, uno scardinamento delle modalità con cui il sapere viene “somministrato” dall’accademia. È quindi logico attendersi che gli accademici entusiasti di Wikipedia siano pochi, ciò ne fa anche persone particolarmente apprezzabili: sono i pochi il cui ego e la cui preparazione reggono bene il confronto con il resto del mondo. Temo proprio che non sia tipico del loro ambiente regalare contenuto senza poterlo firmare.
Ma chissà che Wikipedia non riesca ancora a sedurre qualcuno.
Io e Frieda siamo un buon tandem. Lo eravamo l’anno scorso e continuiamo ad esserlo quest’anno. “A lei i contatti, a me i contratti” mi sembra una sintesi efficace.
Ah… sabato mattina ho firmato anch’io al banchetto mantovano del V-day obbedendo più ad un impulso del momento che alla voce della ragione. L’operazione è populista, è urlata, tutto quello che volete… ma la proposta di legge che avanza è più che degna di attenzione.
tags: attenzione, banche, bilancio, bisogno, casa, cittadini, confronto, correre, delusione, dettagli, eden, esperimento, fischi, fotografie, Frieda, incontro, invito, legge, logo, Mantova, mappa, mattina, memoria, momento, mondo, musica, natura, occhiali, omaggio, ospite, pasto, pendolarismo, pesche, prezzo, qualcuno, scetticismo, segreteria, sera, sogno, t-shirt, testo, voce
29 agosto 2007 (12:26) | lavoro | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Acronimo di “safety through observation program”, si tratta di un metodo messo a punto dalla multinazionale chimica DuPont (e da essa venduto ad altre aziende) teso alla riduzione del numero di incidenti ed infortuni in fabbrica.
Come ciò che lastrica ogni via che porta all’inferno, l’intenzione è lodevole, ma come funziona in pratica?
Mi è capitato si scoprirlo, dato che l’azienda per cui lavoro l’ha adottato a partire dall’aprile del 2006.
Una trentina di dipendenti tra cui io (il 15-20% del totale), distribuiti uniformemente tra le attività della fabbrica, è stata selezionata e istruita a fare le “osservazioni”, ovvero ad osservare come lavorano i colleghi e verificare se tutto ciò che fanno sia immune da rischio e pericolo e, qualora ciò che stanno facendo li esponesse ad un rischio potenziale, fermarli e discutere con loro su dove e perché stanno sbagliando.
Il tutto viene reso sistematico dal compilare un’apposita schedina (quella in figura, © DuPont, non riproducetela), che a sua volta andrà ad alimentare un database, corredata dalle informazioni sul reparto dove l’osservazione è stata fatta e dal nome dell’osservatore, non dell’osservato, perché “questo non vuol essere uno strumento disciplinare” anche se de facto una ricaduta discplinare non è esclusa, se il comportamento non sicuro è il rifiutarsi sistematico di indossare un qualche mezzo di protezione o di eseguire una procedura.
La forza del metodo sta nel grande numero di osservazioni che sono richieste: non meno di tre al mese per ogni osservatore. Solo in questo modo le cifre diventano statisticamente significative e possono dare indicazioni valide ai responsabili della sicurezza.
E così a fine addestramento (cosa osservare, come osservare, quando osservare, etc.) mi sono ritrovato a dover monitorare i colleghi e compilare schedine pensando all’ironia storico-politica del vedere una multinazionale statunitense (terra campione di libertà, mi dicono) ritrovarsi a ricorrere a tecniche di controllo sociale che sembrano provenire dalla DDR, passando per le catene di montaggio della FIAT degli anni ruggenti, fatte di controllori che controllano i controllati controllandosi a vicenda, dove vivono meglio gli entusiasti, quelli che all’efficacia di cose del genere – sinceramente o per leccaculismo – ci credono davvero.
Avendo necessità di conservare il posto di lavoro, la mia linea di difesa è sempre la solita: “se obedece pero no se cumple“. Si obbedisce cioè, ad esempio, avvertendo per tempo il collega osservando che l’avrei osservato. Ovviamente non tutti i colleghi hanno questa mia allergia per il controllo sociale, c’erano anche osservazioni a sorpresa fatte da osservatori entusiasti in reparti diversi dal proprio, anche allo scopo di osservare l’osservatore e assicurarsi che non barasse (troppo).
Vi chiederete, dopo un anno abbondante di schedine se abbiamo vinto qualcosa, ovvero se gli infortuni sono calati.
Non saprei, dati ufficiali lo stabilimento non ne ha pubblicati, la mia percezione è che una maggiore attenzione a non farsi male s’è venuta a creare (non foss’altro per evitare tutta la farraginosa burocrazia interna che fa seguito a infortuni e incidenti).
In ogni caso, dopo la notizia della ristrutturazione il numero di osservazioni mensili è crollato: quasi 100 a maggio, 6 a giugno e più nessuna da luglio in poi. Anche gli entusiasti sembrano essersi scottati ed aver perso tutto il loro fervore.
Ne scrivo oggi perché il responsabile dei siti produttivi italiani ci ha chiesto perché nel nostro impianto non vengono più eseguite le osservazioni. Credo che in risposta abbia avuto un eloquente silenzio, educato sostituto di un corale e convinto “ma andatevene affanculo”.
tags: attenzione, azienda, blog, burocrazia, caso, chimica, colleghi, correre, destra, esempio, fabbrica, fine, incidenti, Italia, italiani, lavoro, libertà, meme, nome, ossa, partire, percezione, pericolo, posto di lavoro, punto, risposta, ristrutturazione, schedina, sicurezza, silenzio, sistema, sorpresa, tempo, troppo
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