:: Archivio per il tag: caso :::::::
25 marzo 2010 (08:20) | notizie | :: G. :: | Un commento
…Un’altra norma a caso. Sempre articolo 1, comma 19: «All’articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, le parole: “Per l’anno 2008″ sono sostituite dalle seguenti: “Per l’anno 2010″ e le parole “31 dicembre 2009″ sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2010″».
La traduzione? Il distacco di 21 dipendenti delle Poste presso la pubblica amministrazione viene prorogato di un altro anno. Se questo è il risultato, ministro Calderoli, non sarebbe stato meglio chiamare il suo dicastero in un altro modo? [1]
Ha voglia a far roghi, ministro. Forse era meglio darle in mano le politiche agricole. Avrebbe messo su uno show elettorale dove avremmo bevuto vino gratis.
tags: accendere, caso, ministro, parole, risultato, roghi, show elettorale
8 febbraio 2010 (08:59) | wikiverso | :: G. :: | 2 commenti
http://www.treccani.it/Portale/elements/proponiUnPersonaggio.jsp
Mi verrebbe voglia di mandar loro [[Categoria:Biografie]] in blocco, peccato che non siano disposti a pubblicare i loro tomi in CC-BY-SA.
Mi verrebbe anche voglia di polemizzare mettendo a confronto il lavoro di una comunità di volontari con quello di una struttura editoriale tradizionale, di chiedere se in questo caso l’economia del dono è poi così davvero fallimentare rispetto all’economia tradizionale.
Ma sto ancora sghignazzando.
tags: blocco, caso, comunità, confronto, economia, economia del dono, lavoro, peccato, Treccani
18 gennaio 2010 (08:18) | a4ventures, café | :: G. :: | 2 commenti
Dev’essere per via del nome: “luce antinebbia posteriore”.
“Anti-” fa pensare a qualche potere magico, qualche lunghezza d’onda miracolosa o qualche campo di forza sub-mesonico che sconfigge la nebbia, nemica del traffico e della moderna mobilità.
Tu fai scattare l’interruttore – clic - e la nebbia non sparisce, però hai la “luce antinebbia posteriore accesa” e non hai più paura. È bello sentirsi protetti con il semplice clic di un interruttore, sullo stesso meccanismo emotivo si fondano interi imperi mediatici, ma la protezione è pura apparenza. La nebbia c’era e c’è ancora.
Ora ti dirò una cosa: la “luce antinebbia posteriore” non fa sparire la nebbia. È solo una luce rossa un po’ più intensa delle altre che accendi in caso di nebbia affinché un’auto che arriva dietro di te possa accorgersi prima della tua presenza sulla strada.
Ma quando quell’auto ce l’hai immediatamente dietro di te, in coda, attaccata al culo, quella luce la devi spegnere. Perché le sue radiazioni antinebbia hanno l’effetto collaterale di abbronzare il conducente dell’auto dietro di te e trasformarlo in un ululante licantropo assassino che ti sfonderebbe il cranio a colpi di cric, se solo ne avesse mezza possibilità.
Promettimi che ci penserai, ok?
tags: apparenza, campo, caso, coda, culo, licantropo, luce rossa, mobilità, nebbia, nome, ossa, paura, possibilità, potere, semplice, sera
1 dicembre 2009 (09:40) | notizie, wikiverso | :: G. :: | 7 commenti
Una nota finale di metodo. Pare che le uniche pagine dell’opuscolo scritte con correttezza e rigore siano quelle costruite con copia e incolla da siti ufficiali internet, come quello dell’Unione Europea, o dalla libera Enciclopedia Wikipedia. Pertanto vorremmo consigliare agli studenti e più in generale a chi abbia il piacere della conoscenza corretta e critica: se proprio non avete tempo o voglia di informarvi leggendo libri scritti da esperti, ricorrete a Wikipedia, ove il controllo e la verifica della comunità degli internauti impedisce alla stupidità ed all’ignoranza di trovare casa. Se poi copiate, ricordatevi sempre con correttezza di riportare la fonte. [1]
Forse ricorderete il caso del libretto informativo sull’anniversario della caduta del muro di Berlino distribuito agli studenti vicentini, accusato di essere – oltre che impreciso per effetto di una visione ideologica poco rispettosa dei fatti storici – un frullato misto di copia-e-incolla da internet [2].
La “nota finale” sopra citata chiude la lettera aperta dei docenti di storia e filosofia del liceo Quadri di Vicenza.
Tra un onorevole dalla querela facile ed un complottista, ogni tanto fa piacere leggere parole di apprezzamento come queste, anche fin troppo belle.
tags: Berlino, casa, caso, comunità, conoscenza, destra, enciclopedia, euro, legge, lettera aperta, libri, logica, parole, targa, tempo, troppo, Vicenza, visione
20 novembre 2009 (18:56) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
La notizia [1] della morte della transessuale Brenda (ma ce l’ha un cognome o quando si diventa transessuali e ci si prostituisce lo si perde d’ufficio?) è arrivata un po’ ovunque e ha suscitato commenti, tutti abbastanza unanimi nel pensare che non si tratti di suicidio e che qualcuno abbia voluto toglierla di mezzo per questioni legate alla sua attività di prostituta, alle sue frequentazioni, al possibile coinvolgimento in un traffico di droga.
“È gente che frequenta brutti giri” sento dire da qualcuno “e poi vogliono i diritti!”.
Dalle sue parole deduco che nel suo pensiero la prostituzione di alcune persone transessuali e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sono un tutt’uno. Probabilmente rubricato sotto l’etichetta “perversione”.
Premesso che credo che chiunque – anche una prostituta transessuale – abbia diritti da rivendicare [2], non ultimo nel caso di Brenda quello purtroppo disatteso alla propria incolumità fisica, che c’entra il suo sfortunato caso con i milioni di persone che vorrebbero un riconoscimento ufficiale alla propria unione extramatrimoniale, omo o etero che sia?
Mi si perdoni l’accostamento, ho pensato “Der Mann hat keine Ahnung” [3].
Non è il solo.
La notizia [1] della morte della transessuale Brenda (ma ce l’ha un cognome o quando si diventa transessuali e ci si prostituisce lo si perde d’ufficio?) è arrivata un po’ ovunque e ha suscitato commenti, tutti abbastanza unanimi nel pensare che non si tratti di suicidio e che qualcuno abbia voluto toglierla di mezzo per questioni legate alla sua attività di prostituta, alle sue frequentazioni, al possibile coinvolgimento in un traffico di droga.
“È gente che frequenta brutti giri” sento dire da qualcuno “e poi vogliono i diritti!”.
Da quelle parole deduco che nel pensiero di quella persona la prostituzione di alcune persone transessuali e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sono un tutt’uno. Probabilmente rubricato sotto l’etichetta “perversione”.
Premesso che credo che chiunque – anche una prostituta transessuale – abbia diritti da rivendicare [2], non ultimo nel caso di Brenda quello purtroppo disatteso alla propria incolumità fisica, che c’entra il suo sfortunato caso con i milioni di persone che vorrebbero un riconoscimento ufficiale alla propria unione extramatrimoniale, omo o etero che sia?
Mi si perdoni l’accostamento, ho pensato a Primo Levi e al suo “Der Mann hat keine Ahnung” [3].
tags: caso, chiunque, cognome, fisica, milioni, morte, nome, parole, pensiero, Primo Levi, qualcuno, transessuale, troppo
29 ottobre 2009 (20:51) | notizie | :: G. :: | Un commento
Premessa: sono un profano che ha letto le pagine informative dell’UE senza alcuna specifica preparazione tecnica in merito.
Il Trattato di Lisbona [1] è la nuova carta costituzionale dell’Unione Europea, emendata dopo le bocciature referendarie di francesi e olandesi nel 2005. Alla sua definitiva approvazione manca ancora una firma, quella del presidente ceco Klaus, in attesa di un parere della sua corte costituzionale [2]. L’altra firma mancante, quella dell’Irlanda, è stata recuperata facendo fare un secondo referendum dopo che il primo aveva visto una risicata ma sufficiente maggioranza di irlandesi contrari – viene da chiedersi se in caso di seconda bocciatura si sarebbe mai indetto un terzo referendum, un grottesco omaggio a vecchie battute satiriche in cui quando è il volere del popolo a non coincidere più con quello del governo, è ora di cambiare il popolo. Gli altri 25 paesi hanno scelto la meno “democratica” ma più liscia via dell’approvazione parlamentare; rimarchevole il voto in Italia, uno dei rarissimi casi di voto favorevole unanime (nessun contrario, nessuna astensione) in entrambe le camere.
Nella sintesi del Trattato [3] viene presentata anche una modifica procedurale molto importante: l’introduzione del voto a maggioranza qualificata su molti temi dove finora è richiesta l’unanimità, requisito messo alle corde dall’allargamento agli attuali 27 stati:
Un processo decisionale efficace ed efficiente: il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione, in modo da rappresentare la doppia legittimità dell’Unione. La doppia maggioranza è raggiunta quando una decisione è approvata da almeno il 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione.
Questo significa che sarà sufficiente per uno stato o un gruppo di stati raccogliere attorno a sé una cordata di voti sufficiente per far passare normative valide per l’Unione intera.
Ed è qui che sono perplesso. La credibilità dell’Italia in Europa è ai suoi minimi storici e la sua politica estera guarda più alla Russia e alla Libia che non al resto del continente. Non ce la vedo, oggi, a tessere alleanze con gli altri paesi europei per promuovere politiche di ampio respiro. Ci sarà quasi certamente una corazzata franco-tedesca pigliatutto, nel bene e nel male.
Comunque il Trattato prevede anche l’uscita dall’Unione, finora non prevista. Chissà quale nazione se ne avvarrà per prima.
Se mai leggerete il testo [4] non fatevi mancare una chicca: la dichiarazione della Polonia a pagina 358. Farebbe la gioia anche di un Borghezio.
tags: blog, caso, costi, euro, Europa, governo, grottesco, Irlanda, Italia, legge, maggioranza, omaggio, partire, pigliatutto, popolazione, presidente, profano, prova, referendum, testo
9 luglio 2009 (21:07) | a4ventures | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Ero convinto di aver commesso un’infrazione stamattina, e invece
In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo. [1]
l’unico rischio nello spostarsi a destra è essere falciati da quegli automobilisti e motociclisti che stanno già impegnando la corsia a velocità apprezzabile perché hanno interpretato quei “cinquecento metri” in maniera un po’ meno rigorosa e magari nemmeno escono alla tua uscita.
tags: a4, autostrada, cartello, caso, cinque, destra, emergenza, fine, mattina, partire, preavviso, uscire
3 luglio 2009 (16:50) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Dunque da oggi l’immigrazione clandestina è reato con tutto ciò che ne consegue, che altri hanno descritto meglio di quanto possa fare io.
Ci saranno probabilmente più aborti clandestini e più morti di parto tra le donne immigrate e una maggiore diffusione di malattie infettive per tutti, dato che gli immigrati clandestini si terranno alla larga dagli ospedali per non essere denunciati. Vero che molti medici annunciano obiezione di coscienza (per fortuna), ma se l’infermiere/a in accettazione o l’impiegato/a dello sportello ticket (nemmeno vincolati dal giuramento di Ippocrate) sono delle teste di cazzo?
Ci saranno probabilmente più feriti e morti quando le ronde di turno – più o meno fasciste, più o meno civiche, più o meno fanatiche – si incontreranno col gruppo di latin kings di turno. A differenza di quanto avviene nella fisica delle particelle elementari, purtroppo non si annulleranno a vicenda.
Ci saranno più bambini per strada, dato che i loro genitori non vorranno correre rischi iscrivendoli alla scuola.
Eccetera eccetera eccetera.
A questo punto, se davvero è così necessario scoraggiare in questo modo l’immigrazione clandestina, allora è intelligente e utile rendere più facile l’immigrazione regolare.
Occorre stabilire quote di ingresso per paesi di provenienza e professioni, e sgombrare la strada da tutta la burocrazia del caso affinché le quote vengano rispettate e le persone possano arrivare in Italia senza rischiare la vita su una carretta in mezzo al Mediterraneo o in mezzo al Sahara.
Poi penso alla mezza odissea che dovettero fare i miei amici moscoviti per entrare qui con un visto turistico, invitati da me. E che un lunedì mattina trovarono l’ambasciata italiana di Mosca chiusa perché la domenica precedente la nazionale di calcio aveva perso una partita.
Teniamoci la vergogna. Ci resta solo quella.
tags: aborto, ambasciata italiana, burocrazia, calcio, caso, correre, costi, differenza, domenica, eden, fisica, giuramento, immigrati, immigrazione clandestina, infermiere, ingresso, Italia, latin kings, mattina, Mosca, ossa, particelle, punto, ronda, scienza, scuola, senso, sportello, troppo, vergogna
26 giugno 2009 (09:03) | notizie, varie ed eventuali | :: G. :: | 6 commenti
Con quel Bodoni tutto nero e tutto maiuscolo così serioso e triste.
Con quel tricolore appena accennato che quasi si vergogna di avere dei bei verdi e rossi accesi.
Se “Magic ITALY” (col tricolore sbagliato [1]) faceva pensare a una cassetta porno, “ITALIA” [2] fa pensare solo a un funerale.
Forse inconsciamente questo logo ritrae molto bene l’Italia di oggi, fredda e pretenziosa, che pretende di essere riconosciuta e apprezzata solo in virtù del nome che porta. Come una zitella viziata di ottima famiglia.
Per rilanciare il turismo ci vuole altro che porre una fugace etichetta su una vaga promessa di bellezza.
Ci vuole una rete di treni e trasporti pubblici d’eccellenza – che non abbiamo.
Ci vuole una politica del territorio che rispetti coste e montagne e l’autorità per farla rispettare – che non abbiamo.
Ci vuole cura nel conservare, valorizzare e promuovere il nostro patrimonio artistico – che non abbiamo (abbastanza).
Ci vogliono offerte turistiche con un rapporto qualità-prezzo migliore di quanto si possa trovare in altri paesi vicini. Non a caso le orde dei mitici “tedeschi” che affollavano il nordest si sono spostate in Croazia e in Spagna.
Comunque siamo in tanti in Italia a cavarcela meglio dello staff di Madame Brambilla con Photoshop.
Altri loghi analoghi negli scopi, giusto per confronto: Spagna [3], Francia [4], Grecia [5].
Piccolo aggiornamento: Qui [6] c’è una raccolta abbastanza nutrita di altri esempi, tra cui il vecchio logo francese. C’è anche il vecchio logo di italia.it, il cosiddetto “cetriolo di Rutelli”; decisamente più coraggioso e moderno del Bodoni di cui sopra, ma comunque mal riuscito.
tags: autorità, blog, caso, cassetta, confronto, coraggio, debuttante, errore, famiglia, Francia, fuga, funerale, Grecia, Italia, logo, miglia, nome, ossa, pornografia, prezzo, raccolta, sbagliato, Spagna, territorio, vergogna
25 giugno 2009 (12:40) | wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
* E’ stato effettuato un nuovo studio sulla sopravvivenza dei vandalismi sull’edizione inglese di Wikipedia, pubblicato sul Wikipedia Signpost. In estrema sintesi:
** su un campione di 100 voci scelte a caso, 75 non sono mai state vandalizzate.
** del quarto rimanente: nel 20% dei casi il vandalismo più recente è stato corretto in meno di un minuto, nel 16% in meno di due minuti
** il tempo medio di correzione è stato di 4 minuti
** il 2% delle voci ha dei vandalismi mai corretti (da oltre 2 anni)
dal Wikizine #109, ripreso da Ubi.
tags: caso, nuovo, sopravvivenza, tempo, vandalismo, Wikizine
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