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statistica

6 novembre 2009 (09:58) | a4ventures | :: G. :: | 6 commenti

Che dite, in cinque mesi di quotidiano avant-indré sulla A4 ci può stare un occasionale incontro ravvicinato del tipo sbagliato con un camion?

Niente di serio, la carrozzeria s’è ammaccata molto meno del mio orgoglio.

exposure (3)

9 luglio 2009 (21:07) | a4ventures | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Ero convinto di aver commesso un’infrazione stamattina, e invece

In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo. [1]

l’unico rischio nello spostarsi a destra è essere falciati da quegli automobilisti e motociclisti che stanno già impegnando la corsia a velocità apprezzabile perché hanno interpretato quei “cinquecento metri” in maniera un po’ meno rigorosa e magari nemmeno escono alla tua uscita.

tutto bene

3 marzo 2009 (14:44) | varie ed eventuali | :: G. :: | 7 commenti

Giovedì scorso ho smesso di tremare solo nel primo pomeriggio.
Venerdì sono rimasto stordito tutto il giorno.
Sabato m’ha svegliato il mal di testa, alle cinque di mattina. Stronzo.
Domenica una gentilissima ex-collega mi ha segnalato un’azienda della zona che sta cercando. CV spedito al volo.
Lunedì sono stato al collocamento e all’agenzia di lavoro.
Oggi doppio giro di bucato, la gatta ha lasciato una zampata di fango sul piumone… 

Se la banca che custodisce i miei risparmi non fallisce, posso stare tranquillo per un po’.
Intanto navigo a vista. Come da quarant’anni a questa parte, sembra.

sarebbe bello

14 dicembre 2008 (21:39) | lavoro, notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

“Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l’utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza”. Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte. [1]

Dalla descrizione che ne fa Repubblica, un laboratorio angusto e privo del ricambio d’aria che – in un locale dove si usano solventi volatili e tossici – è assolutamente necessario.

Sarebbe bello se un giorno ci rifiutassimo tutti quanti di andare a lavorare in ambienti insalubri o insicuri. Altro che uno sciopero ne verrebbe fuori.
Sarebbe bello se un giorno denunciassimo tutti i baroni e i padroni che “risparmiano” sulla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro. E la giustizia avesse tempo e risorse per occuparsene seriamente.

Sarebbe bello se un giorno il lavoro non fosse più oggetto di ricatto, con la vita nel ruolo dell’ostaggio.
Ma domani è solo un altro lunedì.

bella gente

21 novembre 2008 (16:54) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti

Rientrando a casa stasera ho trovato appesa sul cancello una lettera aperta.
Una condòmina trasferitasi qui di recente si lamenta di aver trovato la carrozzeria dell’auto rigata profondamente da mano anonima.
La sua colpa pare essere stata l’aver parcheggiato l’auto in una delle poche piazzole scoperte comuni, soffiandola a qualcun altro che evidentemente vuole appropriarsene per usucapione.

Fa il paio con la lettera aperta di insulti tra condòmini che trovai appesa nei garage mesi fa rientrando a tarda notte e che -istintivamente, contravvenendo alla saggia usanza di farsi i cazzi propri- strappai dal muro, pensando che di merda all’epoca ne stava già girando abbastanza (tant’è che uno dei due litiganti finì con l’andarsene).

Trovo infine nella cassetta della posta un avviso dell’ammisitratore, che ricorda che cani e gatti devono essere tenuti al guinzaglio e che i proprietari devono farsi carico di rimuovere le loro deiezioni e assicurarsi che non disturbino gli altri condòmini.

Cari vicini, per le deiezioni sono d’accordo. Dove la gatta sporcherà, avvertitemi e sarò felice di pulire.
Per il disturbo, la cosa più semplice che dovete fare è farla scappare: a differenza di molti altri esseri umani i gatti sono animali intelligenti, imparano a stare alla larga dai guai.
Il guinzaglio ve lo potete scordare. 

E temo che prima o poi a qualcuno salterà di nuovo in mente di spargere esche avvelenate come è successo cinque anni fa, quando nell’arco di pochi giorni morirono tre gatti (tra cui il mio) e un cane.

la lobby gay

13 ottobre 2008 (18:19) | parole altrui | :: G. :: | 4 commenti

Un amico mi segnala questo link definendolo “interessante”: http://www.genitoricattolici.org/lobby%20gay.htm

Delirio. Incazzatura e tristezza.

L’autore scrive

[...] C’è un paradosso che molti ignorano: il primo passo per aiutare gli omosessuali è riconoscere serenamente che in quella condizione essi vivono male. Anche quando sia apparentemente accettata con serenità, l’omosessualità non sarà mai compatibile con i livelli più profondi della persona. [...]

Che l’omosessualità non sia una malattia non lo dico io, lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovviamente prima vittima della Potentissima Lobby Gay™ che governa il mondo.

Che un omosessuale viva male la propria condizione è un postulato dell’autore, privo di fondamento.
Certo, se fin da quando sei un ragazzino la tua comunità continua – ogni fottuto giorno – ad emarginarti e a dirti che non sei normale e non sarai mai felice, può darsi che alla lunga te ne convinci pure tu [1].
Nei casi più felici si manda l’amorevole comunità a farsi fottere e ci si costruisce una vita finalmente liberi e sereni, debitamente lontani da tutti quei bigotti che t’hanno avvelenato l’esistenza. I casi meno felici finiscono documentati nel link citato in chiusura al paragrafo precedente.

È proprio quel presentare il gay nella cultura contemporanea in una luce normale, che l’autore tanto depreca, che aiuta milioni di persone nel mondo a star meglio con sé stesse e con gli altri, soprattutto durante gli anni critici dell’adolescenza.

[...] Sappiamo, ad esempio, che nel vissuto di moltissimi omosessuali maschi adulti c’è un padre evanescente; e spessissimo c’è una famiglia sfasciata, un divorzio. Non a caso, anche qui il miglior modo per prevenire è difendere la famiglia, recuperando in particolare la figura di un padre affettuoso ma autorevole, capace di dettare delle regole e dei divieti. In questo senso, i movimenti di liberazione omosessuale sono degli acerrimi nemici della famiglia. [...]

Che tradotto in buon italiano, significa “dove stanno quei padri che raddrizzavano i figli debosciati con una giusta dose di scapaccioni?”
Io conosco esempi di figli “raddrizzati” a dovere che scoprono poi la loro inclinazione magari dopo un matrimonio, o persino dopo essere diventati genitori.

Queste tesi sono una ribollita di quelle propugnate dal movimento dei cosiddetti “ex-gay”; Wikipedia ha un’interessante pagina in proposito: http://it.wikipedia.org/wiki/Ex-gay

Va detto che la pagina linkatami è piuttosto datata, risulta pubblicata dal giugno 2003.
Viene da sperare che questi cinque anni non siano passati invano.

bloccato al mare!

20 agosto 2008 (18:37) | f.r.p.c. | :: G. :: | Un commento

Ore 13: saluti, baci, abbracci, arrivederci, salgo in auto per tornare a casa. Giro la chiave e l’auto non parte. In cinque anni mai un problema. Oggi, che sono a centinaia di chilometri da casa, non parte.

Batteria scarica? Eppure il motorino d’avviamento gira come al solito… Facciamo un tentativo con un avviatore (con due “v” – un accumulatore portatile con i morsetti per collegarlo alla batteria) ma l’auto continua a non partire.

Ora sto aspettando che il meccanico dell’officina autorizzata se la porti in officina. “Certo, se servono pezzi di ricambio che non ho in casa occorrerà aspettare lunedì”. Ah. “Io lunedì dovrei essere al lavoro…”.

Nel frattempo farò di necessità virtù in spiaggia. Che altro posso fare per ingannare l’attesa?

Aggiornamento – venerdì 22, ore 18

Dopo un giorno e mezzo, l’auto è finalmente arrivata in officina. Oggi l’ho vista aperta e smontata. Purtroppo l’officina non ha il pezzo di ricambio in casa e il ricambista è chiuso per ferie fino a lunedì 25. Forse martedì 26 ce la fa a rimettermi in condizione di viaggiare. Speriamo…

breve istante di autoincensamento tecnico

10 aprile 2008 (22:55) | lavoro | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Con una tempistica degna dei lavori pubblici, finalmente il gascromatografo è entrato in funzione e – con equilibrismi degni di un circense – ho trovato anche il tempo di farci sopra la prima analisi quantitativa da quando ha varcato la soglia del laboratorio.

Sarò anche un lavoratore poco flessibile e troppo poco disponibile a fare gli straordinari, però oggi finalmente sappiamo quanto 1-butanolo c’è in quella clotting solution. Ed era da prima che mi assumessero che occorreva saperlo.

E ho timbrato alle cinque.

Decido io il prezzo del mio tempo – l’unica “merce” che posso vendere – e ho deciso che vale più della maggiorazione oraria del 25% prevista dal contratto nazionale.

contu-mail

24 marzo 2008 (22:07) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Corriere della Sera – NAZIONALE -
sezione: Cronache – data: 2008-03-10 num: – pag: 25
categoria: REDAZIONALE

L’incontro Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale
Il raduno dei wikipediani: «Sul web si impara tutto»
Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube

MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale. Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.
Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. Per il resto, c’è stato un certo autoelogio di quanto si faccia, e di come naturalmente lo si faccia bene. Frieda Brioschi, 31 anni, alias «Ubi», uno dei capi: «Abbiamo le nostre lacune. Tipo la storia. Ma sul resto, siamo in progressione». Compreso il sesso? «E certo. Li ha visti i disegnini sul kamasutra? ». No, dove sono? «Su Wikipedia Italia, s’intende».
Benvenuti su Wikipedia Italia. Oppure Ave, Benvegnui, Bemmenute. Dal latino al veneto fino al campano, la biblioteca (aperta a chiunque, uno si registra e può sparare dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale) ha varato sezioni interamente in altre lingue, compresi i dialetti locali. Forte d’una spinta tremenda di affezionati che, «con una media di due ore al giorno attaccati al computer», infilano notizie e ne correggono altre.
Un ritmo da centrifuga — minacciato da hacker e vandali che «sporcano» i testi e inseriscono informazioni fasulle — che non si capisce sia divertimento o malattia. Vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati («È una droga, una droga!») che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna. Eppure, eppure il movimento cresce, s’estende, vuol conquistare il Sud («Prossimo incontro a Napoli, dobbiamo convincere il meridione a seguirci»), attira fedeli, seduce i professori, come quello che ha spinto la laureanda Elisabetta Gerola, 24 anni, a scrivere una tesi proprio su Wikipedia.
Che poi, Elisabetta, è una delle cinque figure femminili in sala. «Alla nostra biblioteca — lamenta con metamorfosi facciale tendente alla tristezza più cupa e con drammatico trasporto emozionale Giorgio «Chemical Bit» Fascilla, 34 anni, studente universitario — le donne sono il 10% appena». Motivo? «Purtroppo non amano l’informatica » suggerisce Carlo «Lusum» Sardi, 32 anni, che l’informatica la insegna in un liceo bresciano. È un problema, lo scarso interesse del gentil sesso? Per Gian Francesco «mizardellorsa » Esposito, 62 anni, no che non è un problema. Che gl’importa. È concentrato sul miglioramento del suo record: 14mila informazioni già piazzate su Wikipedia. Senta «mizardellorsa », mica se la ricorda la prima volta, ossia la prima voce? «No». Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno? «Sì. Non facciamo una brutta cosa, vero?».

Andrea Galli

Egregio direttore,
in merito all’articolo comparso a pagina 25 del Corriere della Sera di lunedì 10 marzo 2008, firmato da Andrea Galli, “Il raduno dei wikipediani: sul web si impara di tutto” le chiedo di effettuare le seguenti rettifiche:
* “Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale” è scorretto. Si è trattato dell’assemblea di Wikimedia Italia e i partecipanti erano i soci. La maggior parte di essi scrive su Wikipedia ma non tutti. E non erano tutti italiani.
* “un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di internet”, come sopra: non si è trattato del vertice nazionale dei redattori.. inoltre Wikipedia è un’enciclopedia non una biblioteca (ribadito almeno tre volte).
* i virgolettati attribuiti ai vari personaggi: mi chiedo come sia possibile che siano presenti dei virgolettati se il sig. Galli prendeva appunti su un taccuino segnando unicamente un paio di parole per riassumere intere frasi pronunciate dagli intervistati. Personalmente disconosco il virgolettato che mi viene attribuito.
* non ho mai detto “Wikipedia Italia”
* la vicenda Gatto Nero è completamente inventata, almeno nei termini in cui è stata scritta. Gatto Nero è stato radiato da Wikimedia Italia per denigrazione nei confronti dell’associazione e dei suoi soci, e per comportamento nocivo nei confronti del progetto Wikipedia
* “alzata di mano, voto unanime, Gatto Nero è trombato” 35 favorevoli, 15 astenuti e 11 contrari non è unanimità
* “Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono”, detto di persone che avevano tutte un cartellino con scritto in caratteri molto grandi il proprio nome e cognome e in caratteri decisamente più piccoli il proprio nickname.
* “nella quarantena imposta a Gatto Nero” a parte che si tratta di una persona e non di un appestato, è stata una radiazione
* “vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna” su queste affermazioni esigo delle scuse, perché lede la dignità dei nostri associati e l’immagine di tutta la nostra associazione.
* “uno si registra e spara dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale” è una affermazione che sminuisce il lavoro di centinaia di migliaia di persone e contiene un errore di fondo: non è necessario registrarsi
* “ha varato sezioni interamente in altre lingue” non è vero: Wikipedia esiste in oltre 250 lingue, dove le lingue sono riprese dalla la normativa ISO 693-3 sebbene alcune di esse vengano comunemente considerate dialetti in Italia
* “dobbiamo convincere il Meridione a seguirci” è una frase che non è mai stata pronunciata (abbiamo le riprese video dell’assemblea nel caso voleste verificare)
* “ha inviato a Wikipedia 14mila notizie” (ripetuto due volte) è sbagliato. Ha effettuato 14mila interventi di modifica (una modifica non corrisponde necessariamente ad una informazione).
* Wikipedia non ha un board mondiale. Io faccio parte del consiglio direttivo di Wikimedia Foundation
* non esiste alcuna assemblea direttiva
* Jacopo Celentano non era il più giovane presente (lo era Pietro invece, citato in coda all’articolo)
* Pietrodn non ha 13 anni e Ramac non ne ha 14.. sono stati entrambi ringiovaniti di un anno
* Pietrodn e Ramac non sono novizi, Pietrodn partecipa al progetto Wikipedia da diversi anni

Ho personalmente consegnato al sig.
Galli del materiale informativo, tra cui una copia cartacea di questo documento che non mi risulta sia stato consultato (a differenza del rapporto Nielsen sul traffico, citato ma senza attribuzione).
Sono assolutamente incredula e indignata di come il Corriere della Sera abbia potuto pubblicare un articolo così pieno di imprecisioni. Vi inoltre faccio presente che diversi blog e sulle pagine di coordinamento di Wikipedia stessa siano presenti accesi dibattiti su questo articolo.
Onde evitare (evitarci!) episodi simili in futuro vorrei avere la possibilità di leggere gli articoli che riguardano Wikimedia Italia prima che questi vengano pubblicati.

Distinti saluti,
Frieda Brioschi
Wikimedia Italia

produci, consuma, crepa (reprise)

27 ottobre 2007 (22:10) | varie ed eventuali | :: G. :: | 3 commenti

Sugli autobus urbani campeggia la solita pubblicità delle merendine, con i bambini sorridenti – ma qualcosa di insolito c’è: i bambini hanno la pelle nera o gli occhi a mandorla e la scritta che reclamizza il prodotto è ripetuta in cinque lingue e tre alfabeti diversi.

Il mercato è veloce e già sa che i bambini sono la leva per far breccia nelle abitudini di consumo delle famiglie, a prescindere dal loro luogo d’origine.

Ecco dunque il messaggio del mercato: caro migrante, sei qui per lavorare, produrre e tacere. Nell’ipotesi che ti sia regolarizzato a sufficienza per portare qui moglie e figli, cerca di dar loro la possibilità di consumare livelli adeguati di beni non essenziali: il tuo grado di integrazione e il tuo posto di lavoro dipendono da questo.