20 novembre 2009 (18:56) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
La notizia [1] della morte della transessuale Brenda (ma ce l’ha un cognome o quando si diventa transessuali e ci si prostituisce lo si perde d’ufficio?) è arrivata un po’ ovunque e ha suscitato commenti, tutti abbastanza unanimi nel pensare che non si tratti di suicidio e che qualcuno abbia voluto toglierla di mezzo per questioni legate alla sua attività di prostituta, alle sue frequentazioni, al possibile coinvolgimento in un traffico di droga.
“È gente che frequenta brutti giri” sento dire da qualcuno “e poi vogliono i diritti!”.
Dalle sue parole deduco che nel suo pensiero la prostituzione di alcune persone transessuali e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sono un tutt’uno. Probabilmente rubricato sotto l’etichetta “perversione”.
Premesso che credo che chiunque – anche una prostituta transessuale – abbia diritti da rivendicare [2], non ultimo nel caso di Brenda quello purtroppo disatteso alla propria incolumità fisica, che c’entra il suo sfortunato caso con i milioni di persone che vorrebbero un riconoscimento ufficiale alla propria unione extramatrimoniale, omo o etero che sia?
Mi si perdoni l’accostamento, ho pensato “Der Mann hat keine Ahnung” [3].
Non è il solo.
La notizia [1] della morte della transessuale Brenda (ma ce l’ha un cognome o quando si diventa transessuali e ci si prostituisce lo si perde d’ufficio?) è arrivata un po’ ovunque e ha suscitato commenti, tutti abbastanza unanimi nel pensare che non si tratti di suicidio e che qualcuno abbia voluto toglierla di mezzo per questioni legate alla sua attività di prostituta, alle sue frequentazioni, al possibile coinvolgimento in un traffico di droga.
“È gente che frequenta brutti giri” sento dire da qualcuno “e poi vogliono i diritti!”.
Da quelle parole deduco che nel pensiero di quella persona la prostituzione di alcune persone transessuali e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto sono un tutt’uno. Probabilmente rubricato sotto l’etichetta “perversione”.
Premesso che credo che chiunque – anche una prostituta transessuale – abbia diritti da rivendicare [2], non ultimo nel caso di Brenda quello purtroppo disatteso alla propria incolumità fisica, che c’entra il suo sfortunato caso con i milioni di persone che vorrebbero un riconoscimento ufficiale alla propria unione extramatrimoniale, omo o etero che sia?
Mi si perdoni l’accostamento, ho pensato a Primo Levi e al suo “Der Mann hat keine Ahnung” [3].
tags: caso, chiunque, cognome, fisica, milioni, morte, nome, parole, pensiero, Primo Levi, qualcuno, transessuale, troppo
24 luglio 2009 (15:26) | inclassificabile, tecnologie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
“…lo standard adottato dall’azienda per gli indirizzi di posta elettronica dei suoi collaboratori prevede di adottare come nome di account l’iniziale del nome del collaboratore seguita dal suo cognome per intero (es. mrossi@indirizzo.email).
Qualora questo possa dar luogo ad omonimie o a combinazioni irrispettose o volgari, si potrà in alternativa comporre il nome di account usando l’iniziale del cognome del collaboratore seguita dal nome per intero (es. rmario@indirizzo.email). …”
La policy fu cambiata quando in azienda arrivò Agata Cidella.
tags: alternativa, azienda, cognome, elettroni, indirizzo, mail, nome, ossa, standard
12 novembre 2008 (21:46) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Ho sentito la notizia a Radio Popolare stamattina, (qui un frammento tratto da [1]) ma non ne ho ancora trovato traccia on-line.
Su invito del consiglio regionale della Lombardia, l’ASL ha diramato una circolare agli ospedali con la quale li si invita a comunicare nome e cognome completo delle persone colpite da malattie a trasmissione sessuale. Fino ad ora venivano comunicate le sole iniziali.
Se la notizia fosse confermata sarebbe un ottimo disincentivo a fare qualsiasi test, primo passo per contrastare qualsiasi epidemia di MTS (compreso l’HIV).
Inoltre non vedo particolari vantaggi nell’identificare una persona in questo modo. Il dato viene raccolto a soli fini statistici. O no?
tags: circolare, cognome, epidemia, frammento, incentivi, invito, Lombardia, mattina, nome, prevenzione, Radio Popolare
24 marzo 2008 (22:07) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Corriere della Sera – NAZIONALE -
sezione: Cronache – data: 2008-03-10 num: – pag: 25
categoria: REDAZIONALE
L’incontro Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale
Il raduno dei wikipediani: «Sul web si impara tutto»
Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube
MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale. Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.
Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. Per il resto, c’è stato un certo autoelogio di quanto si faccia, e di come naturalmente lo si faccia bene. Frieda Brioschi, 31 anni, alias «Ubi», uno dei capi: «Abbiamo le nostre lacune. Tipo la storia. Ma sul resto, siamo in progressione». Compreso il sesso? «E certo. Li ha visti i disegnini sul kamasutra? ». No, dove sono? «Su Wikipedia Italia, s’intende».
Benvenuti su Wikipedia Italia. Oppure Ave, Benvegnui, Bemmenute. Dal latino al veneto fino al campano, la biblioteca (aperta a chiunque, uno si registra e può sparare dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale) ha varato sezioni interamente in altre lingue, compresi i dialetti locali. Forte d’una spinta tremenda di affezionati che, «con una media di due ore al giorno attaccati al computer», infilano notizie e ne correggono altre.
Un ritmo da centrifuga — minacciato da hacker e vandali che «sporcano» i testi e inseriscono informazioni fasulle — che non si capisce sia divertimento o malattia. Vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati («È una droga, una droga!») che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna. Eppure, eppure il movimento cresce, s’estende, vuol conquistare il Sud («Prossimo incontro a Napoli, dobbiamo convincere il meridione a seguirci»), attira fedeli, seduce i professori, come quello che ha spinto la laureanda Elisabetta Gerola, 24 anni, a scrivere una tesi proprio su Wikipedia.
Che poi, Elisabetta, è una delle cinque figure femminili in sala. «Alla nostra biblioteca — lamenta con metamorfosi facciale tendente alla tristezza più cupa e con drammatico trasporto emozionale Giorgio «Chemical Bit» Fascilla, 34 anni, studente universitario — le donne sono il 10% appena». Motivo? «Purtroppo non amano l’informatica » suggerisce Carlo «Lusum» Sardi, 32 anni, che l’informatica la insegna in un liceo bresciano. È un problema, lo scarso interesse del gentil sesso? Per Gian Francesco «mizardellorsa » Esposito, 62 anni, no che non è un problema. Che gl’importa. È concentrato sul miglioramento del suo record: 14mila informazioni già piazzate su Wikipedia. Senta «mizardellorsa », mica se la ricorda la prima volta, ossia la prima voce? «No». Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno? «Sì. Non facciamo una brutta cosa, vero?».
Andrea Galli
Egregio direttore,
in merito all’articolo comparso a pagina 25 del Corriere della Sera di lunedì 10 marzo 2008, firmato da Andrea Galli, “Il raduno dei wikipediani: sul web si impara di tutto” le chiedo di effettuare le seguenti rettifiche:
* “Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale” è scorretto. Si è trattato dell’assemblea di Wikimedia Italia e i partecipanti erano i soci. La maggior parte di essi scrive su Wikipedia ma non tutti. E non erano tutti italiani.
* “un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di internet”, come sopra: non si è trattato del vertice nazionale dei redattori.. inoltre Wikipedia è un’enciclopedia non una biblioteca (ribadito almeno tre volte).
* i virgolettati attribuiti ai vari personaggi: mi chiedo come sia possibile che siano presenti dei virgolettati se il sig. Galli prendeva appunti su un taccuino segnando unicamente un paio di parole per riassumere intere frasi pronunciate dagli intervistati. Personalmente disconosco il virgolettato che mi viene attribuito.
* non ho mai detto “Wikipedia Italia”
* la vicenda Gatto Nero è completamente inventata, almeno nei termini in cui è stata scritta. Gatto Nero è stato radiato da Wikimedia Italia per denigrazione nei confronti dell’associazione e dei suoi soci, e per comportamento nocivo nei confronti del progetto Wikipedia
* “alzata di mano, voto unanime, Gatto Nero è trombato” 35 favorevoli, 15 astenuti e 11 contrari non è unanimità
* “Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono”, detto di persone che avevano tutte un cartellino con scritto in caratteri molto grandi il proprio nome e cognome e in caratteri decisamente più piccoli il proprio nickname.
* “nella quarantena imposta a Gatto Nero” a parte che si tratta di una persona e non di un appestato, è stata una radiazione
* “vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna” su queste affermazioni esigo delle scuse, perché lede la dignità dei nostri associati e l’immagine di tutta la nostra associazione.
* “uno si registra e spara dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale” è una affermazione che sminuisce il lavoro di centinaia di migliaia di persone e contiene un errore di fondo: non è necessario registrarsi
* “ha varato sezioni interamente in altre lingue” non è vero: Wikipedia esiste in oltre 250 lingue, dove le lingue sono riprese dalla la normativa ISO 693-3 sebbene alcune di esse vengano comunemente considerate dialetti in Italia
* “dobbiamo convincere il Meridione a seguirci” è una frase che non è mai stata pronunciata (abbiamo le riprese video dell’assemblea nel caso voleste verificare)
* “ha inviato a Wikipedia 14mila notizie” (ripetuto due volte) è sbagliato. Ha effettuato 14mila interventi di modifica (una modifica non corrisponde necessariamente ad una informazione).
* Wikipedia non ha un board mondiale. Io faccio parte del consiglio direttivo di Wikimedia Foundation
* non esiste alcuna assemblea direttiva
* Jacopo Celentano non era il più giovane presente (lo era Pietro invece, citato in coda all’articolo)
* Pietrodn non ha 13 anni e Ramac non ne ha 14.. sono stati entrambi ringiovaniti di un anno
* Pietrodn e Ramac non sono novizi, Pietrodn partecipa al progetto Wikipedia da diversi anni
Ho personalmente consegnato al sig.
Galli del materiale informativo, tra cui una copia cartacea di questo documento che non mi risulta sia stato consultato (a differenza del rapporto Nielsen sul traffico, citato ma senza attribuzione).
Sono assolutamente incredula e indignata di come il Corriere della Sera abbia potuto pubblicare un articolo così pieno di imprecisioni. Vi inoltre faccio presente che diversi blog e sulle pagine di coordinamento di Wikipedia stessa siano presenti accesi dibattiti su questo articolo.
Onde evitare (evitarci!) episodi simili in futuro vorrei avere la possibilità di leggere gli articoli che riguardano Wikimedia Italia prima che questi vengano pubblicati.
Distinti saluti,
Frieda Brioschi
Wikimedia Italia
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28 settembre 2004 (00:01) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Possiamo tirare un sospiro di sollievo per un po’. L’appuntamento con la barbarie è rimandato alla prossima occasione. Per qualche giorno, mi tengo quella sensazione di speranza che mi fa pensare che non tutto è ancora perduto.
Restano da capire tutti i perché di questo sequestro anomalo fin dall’inizio, le cui vittime sono state individuate per nome e cognome e non per il semplice essere italiane e prive di protezione armata.
Resta da capire il perché del silenzio dei rapitori, invece del solito macabro sfoggio di immagini.
Resta da capire cosa abbiamo dato in cambio e cosa abbiamo promesso di dire, di fare, di disfare.
Resta da decidere se vogliamo ancora essere incendiari e pompieri nello stesso tempo, mirabile schizofrenia storica delle genti italiche, incapaci di tenere un piede in una staffa sola. Meno male.
(in occasione della liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, sequestrate in Iraq)
tags: barba, barbarie, cambio, cognome, Iraq, Italia, liberazione, nome, semplice, sequestro, silenzio, sollievo, tempo
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