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dtt (2)

19 maggio 2010 (20:41) | tecnologie | :: G. :: | Un commento

Per curiosità, mi sto guardando un po’ di notiziari e speciali del World Service della BBC.
Stasera ho assistito a due scene a cui non ero più abituato in occasione di un’intervista all’ambasciatore presso l’ONU di Sri Lanka sull’epilogo della guerra civile contro le Tigri Tamil e di un collegamento con l’ambasciatore thailandese negli USA per commentare gli scontri di Bangkok: (1) il giornalista faceva domande scomode, e (2) il politico intervistato rispondeva non senza imbarazzo, ma senza urlare e insultare.
Spero che la BBC intervisti presto un qualsiasi ministro italiano.

Per quanto riguarda il marasma sulla numerazione automatica dei canali [1], ho risolto il problema a monte disabilitando la funzione LCN e ordinandomeli manualmente come mi pare e piace.

ancora, ancora, ancora!

25 gennaio 2010 (08:20) | luoghi, varie ed eventuali | :: G. :: | 3 commenti

Forse avete presente quell’esperimento dove c’è una cavia con un elettrodo collegato ai centri del piacere del cervello e ad un pulsante: ogni volta che la cavia lo preme viene gratificata da un’ondata di piacere che dura qualche minuto. La cavia impara in fretta il collegamento causa-effetto tra il premere il pulsante ed il piacere e comincia a premerlo compulsivamente ogni volta che l’effetto si esaurisce, fino allo sfinimento.

Disumano, vero?

Ecco, ora sapete in che condizioni ero sabato mattina nella vasca dell’idromassaggio caldo.

sì, no, non so – i tre referendum elettorali

29 aprile 2009 (22:22) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Aggiornato il 12/6/9

Ricordo le campagne referendarie sul mantenimento della possibilità di divorziare e di abortire. Benché allora non potessi votare, ricordo le accese discussioni in famiglia che i quesiti innescavano.

Oggi i referendum sono un appuntamento meno incisivo e coinvolgente rispetto ad allora.
A volte l’astensione è stata volutamente fomentata, come nel caso del referendum per l’abrogazione della legge 40 sulla riproduzione assistita, nonostante il tema fosse importante e impatti decisamente sulla vita dei singoli cittadini – un referendum sul testamento biologico sarebbe probabilmente altrettanto coinvolgente e sabotato in maniera simile.
A volte il quesito è decisamente tecnico e percepito – a torto o a ragione – piuttosto distante nei suoi effetti dalla quotidianità della vita dei cittadini. Credo sia il caso dei tre referendum elettorali, di cui tanto s’è discusso su quando votare, ma poco s’è discusso su cosa votare. Sono andato a farmi un giro sul sito del comitato promotore.

Il primo e il secondo quesito (rispettivamente scheda verde e bianca viola e beige, per la Camera e per il Senato) si propongono “di abrogare il collegamento tra liste e la possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste”.
Il terzo quesito (scheda rossa verde chiaro) si propone di abrogare le candidature multiple di una singola persona in più collegi elettorali.

Sul terzo non ho dubbi, trovo che sia poco serio che una persona si candidi in più collegi; l’unico scopo di tale operazione è far leva sulla popolarità del candidato per raccattare voti, oltre ai giochetti post-elezioni che il “plurieletto” può fare.

Sui primi due sono dubbioso. Premesso che non ho mai amato né sostenuto le soluzioni maggioritarie che vengono presentate come panacea per la democrazia italiana, questi referendum non hanno alcun effetto sull’esistenza del premio di maggioranza. Semplicemente, ridefiniscono i criteri con cui questo premio di maggioranza viene assegnato.
Se vince il “no” o il referendum è invalidato dal quorum insufficiente, il premio di maggioranza viene assegnato alla lista o alla coalizione di liste che raccoglie più voti. 
Se vince il “sì”, il premio di maggioranza viene assegnato alla singola lista che raccoglie più voti.

Quando il premio di maggioranza viene assegnato ad una coalizione, tutti i membri della coalizione se ne avvantaggiano, in maniera proporzionale ai consensi ottenuti. Anche i “partiti minori” della coalizione se ne avvantaggiano. Non mi sorprende quindi la recente posizione del leader del PdL per il “sì”. Con la sua lista unica che salvo imprevisti conquisterà senza sforzo la maggioranza relativa, fare coalizione con la Lega è inutile.

A me è l’esistenza di un premio di maggioranza che fa schifo di per sé.
Quasi quasi ritiro solo la scheda rossa e abbandono “la Porcata™” al suo destino. Che in questi giorni poi, è meglio stare alla larga da suini e affini…

Vedi anche http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005658.html

clamoroso!

20 maggio 2008 (20:59) | varie ed eventuali | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Bloccato alla frontiera un TIR: era carico di CD-Rom.

Alla domanda se il “pacchetto di sicurezza” varato dal governo deve applicarsi anche ai CD, la polizia di frontiera ha dichiarato di aver bloccato il carico in maniera cautelativa, in attesa di ricevere dal Ministero degli Interni una circolare esplicativa in merito all’applicazione delle nuove norme.

Voci non confermate sostengono che i CD-Rom sono vergini, gettando luci inquietanti su un possibile collegamento con la tratta dei minori.

it.wikipedia su DVD

25 settembre 2007 (19:24) | wikiverso | :: G. :: | 5 commenti

Eccolo, noto l’inconfondibile logo sugli scaffali del supermercato dove vado di solito e metto una copia del DVD nel mio cestino.
Della sua produzione ne parliamo dallo scorso autunno: contatti e contratti con l’editore, discussioni e interventi vari.
Con i tempi stretti in cui è stato confezionato, non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di vederlo in anteprima. Avevo un’idea molto vaga di che aspetto avrebbe avuto, ma praticamente lo vedo anch’io oggi per la prima volta come prodotto finito.

Una prima nota stonata appare in copertina. Il testo recita che “un euro per ogni DVD venduto andrà in beneficenza alla Wikimedia Foundation”, ma non è vero.
L’euro a copia è una royalty sull’uso di marchio e logo. Va ovviamente a sostenere le nostre attività, ma non è beneficenza. C’erano molti altri modi per esprimere il medesimo concetto senza farci sentire dei pezzenti.

Inserisco il DVD. La consultazione avviene attraverso una form dedicata, a tutto schermo, 1024×768 che però non si adatta al mio schermo 1280×1024 e vi resta centrata, circondata dallo sfondo bianco.

Ci sono l’elenco degli autori di ogni voce, un motore di ricerca interno che cerca nei titoli e nei testi, i disclaimer legali (in basso a destra) ed il testo della licenza GFDL (sotto i disclaimer).
Purtroppo mancano in calce ad ogni voce l’esplicito rilascio del testo secondo la GFDL e un collegamento alla corrispondente voce on-line e/o alla sua cronologia.
Molte immagini inoltre non compaiono. Alcune mancano per problemi di licenza (e fin qui, meglio), altre mancano perché pigiare tutto su un unico DVD pare abbia reso necessario eliminarne molte. Peccato, perché il risultato finale ne risente parecchio.

Avevamo preparato anche un testo introduttivo che spiegasse la natura del prodotto, e suppongo che dovesse comparire cliccando sul tasto “introduzione”. Ma l’operazione non va a buon fine (almeno sul mio PC) e la pressione del tasto non produce altro effetto che far comparire il titolo “introduzione” nel corpo della pagina.

Insomma, il cosiddetto look-and-feel mi lascia un po’ deluso. Mi dà l’idea di essere un prodotto imbastito nei ritagli di tempo, senza cura e senza passione. L’importante è che il logo campeggi ben chiaro a richiamare il pubblico pagante.

Ciò che invece mi piace è la ricchezza di informazioni. Anche se la resa grafica non le rende giustizia, saltare da pagina a pagina seguendo i link blu porta anche a voci che su una qualsiasi altra enciclopedia non trovereste mai. Ma questa ricchezza è altrettanto accessibile on-line.