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troppo buoni, prof!

1 dicembre 2009 (09:40) | notizie, wikiverso | :: G. :: | 7 commenti

Una nota finale di metodo. Pare che le uniche pagine dell’opuscolo scritte con correttezza e rigore siano quelle costruite con copia e incolla da siti ufficiali internet, come quello dell’Unione Europea, o dalla libera Enciclopedia Wikipedia. Pertanto vorremmo consigliare agli studenti e più in generale a chi abbia il piacere della conoscenza corretta e critica: se proprio non avete tempo o voglia di informarvi leggendo libri scritti da esperti, ricorrete a Wikipedia, ove il controllo e la verifica della comunità degli internauti impedisce alla stupidità ed all’ignoranza di trovare casa. Se poi copiate, ricordatevi sempre con correttezza di riportare la fonte. [1]

Forse ricorderete il caso del libretto informativo sull’anniversario della caduta del muro di Berlino distribuito agli studenti vicentini, accusato di essere – oltre che impreciso per effetto di una visione ideologica poco rispettosa dei fatti  storici – un frullato misto di copia-e-incolla da internet [2].

La “nota finale” sopra citata chiude la lettera aperta dei docenti di storia e filosofia del liceo Quadri di Vicenza.

Tra un onorevole dalla querela facile ed un complottista, ogni tanto fa piacere leggere parole di apprezzamento come queste, anche fin troppo belle.

fatelo da voi

22 settembre 2009 (15:40) | wikiverso | :: G. :: | Un commento

Ho fatto qualche prova con questa nuova funzione di Wikipedia, purtroppo ci sono ancora degli aggiustamenti da fare sulla resa a stampa delle voci dell’enciclopedia (ad esempio i template tendono a non rispettare l’impaginazione che diamo loro a video, e particolarmente antipatico è il template delle coordinate geografiche, che produce un link da una riga lunghissima che non viene spezzata e esce dal bordo della pagina).

Ma la possibilità di farsi da sé  un atlante delle isole antartiche – per quanto rozzo – è impagabile!

Aggiornamento: ci ha provato anche Marcok, con un risultato decisamente migliore. La mano dell’architetto si vede.

be careful what you wish for

14 settembre 2009 (16:29) | wikiverso | :: G. :: | 7 commenti

Ogni volta che leggo sulle varie mailing list wiki[p|m]ediane in giro per il mondo di contatti, collaborazioni, persino finanziamenti pubblici ai vari chapter nazionali di Wikimedia sparsi sul pianeta vorrei tanto che le istituzioni nazionali si interessassero di più a Wiki[p|m]edia.

Poi faccio mente locale sulle raccomandate di legali di parlamentari, europarlamentari, ministri, sindaci, personaggi assortiti che mi sono state recapitate durante il mio mandato da presidente e giungo alla conclusione che di attenzione ce ne dedicano più che a sufficienza. Senza ovviamente capire nulla né del mezzo, né di come funziona, né di come andrebbe usato.

Il culmine del parossismo è la causa per 20 milioni di euro di cui ci racconta Frieda, intentata nonostante – come scrive ToobyWikimedia Italia non c’entra niente con Wikipedia, si limita a promuovere il marchio e basta: è come se un giorno comprassi della Nutella avariata e invece di fare causa alla Ferrero facessi causa a Mediaset che ne ha trasmesso la pubblicità.

L’unico che pareva averci capito qualcosa è stato Fiorello Cortiana. Peccato che non sieda più parlamento.

Aggiornamento – un sacco di pareri:

Paul the Wine Guy qui, Ignis qui, Giacomo Dotta su Webnews, Leoman3000 qui e .mau..

Giacomo Dotta approfondisce ricollegandosi all’Internet Manifesto.

Si aggiungono anche Kiado, Punto Informatico, Tom’s Hardware, EdoM, Aubrey.

In diversi hanno ri-tumblrato PTWG, tra di loro The Hanged Man, Emmanuel Negro.

Alcuni stanno scrivendo ad Angelucci tramite il sito della Camera.

Ne parlano inoltre Mantellini, Civile.it, OneWeb2.0 Armando Leotta, Alessandro GilioliStefano Quintarelli, 0.2, Tiziano Caviglia, Nicola Mattina, Stefano Scardovi, Nick, SbisoloGiornalettismo, Aviatore sopra il mare, Zeus NewsVittorio Zambardino, Gigi CogoGiorgio Marandola, DracoSnowdog e LaPizia. E senz’altro ancora qualcuno che mi sono perso per strada (apologies).

Gianfranco interviene su en.wiki (anche nella talk di Jimbo).

oddio, sta morendo!

5 agosto 2009 (16:18) | notizie, wikiverso | :: G. :: | 3 commenti

Aggiornamento: le opinioni di .mau., di Frieda e di Draco.

Oggi l’ANSA rilancia un urlo di dolore in giro per il web: “Wikipedia è malata e potrebbe morire” [1].

L’infausta prognosi, dichiarata da uno studio che sta per essere pubblicato sul New Scientist, trae origine dalla constatazione che il  numero di utenti attivi e di interventi (aggiunte e modifiche) sul testo sono calati di un 30% circa rispetto alla punta di attività massima registrata nel 2006 (suppongo che ci si riferisca all’edizione in lingua inglese).

Onestamente, non ne farei un dramma. Anzitutto, Wikipedia è un’enciclopedia: per  quanto possa essere virtualmente inesauribile, forse un rallentamento della creazione di nuove voci è fisiologico. Dopo che hai scritto una voce per ogni episodio del cartone animato “Hello Spank” andata in onda in TV, penso che puoi anche permetterti di tirare il fiato e contemplare soddisfatto la tua opera.
Ho sempre pensato che le puntate di “Hello Spank” fossero un (tutto sommato ragionevole) prezzo da pagare all’apertura virtualmente totale di Wikipedia. E che nel 2098 un ricercatore storico potrebbe trovare in Wikipedia preziosi dettagli su “Hello Spank“. Continuo a pensarlo.

Inoltre rispetto al 2006 – quando Wikipedia ancora rappresentava una novità – su internet si sono affermate nuove realtà (Flickr, Twitter e Facebook, le prime che mi vengono in mente) che con la loro popolarità hanno certamente drenato “tempo-utente” da Wikipedia. Ho sempre ritenuto che per Wikipedia l’essere “di moda” sia sempre meno utile. È stato utile che fosse un popolare fenomeno di costume in passato, quando doveva farsi conoscere, ma se ora altre realtà del web si portano via gli utenti meno motivati e meno intenzionati il volume delle modifiche subisce un calo di quantità, ma non necessariamente di qualità (in buon italiano: non mi fa schifo che i rompicoglioni trovino altri posti dove andare a giocare).

Lo studio imputa il calo dei contributi anche ai “morsi” virtuali che agli amministratori danno ai volenterosi nuovi arrivati. Non so se è così vero, la Wikipedia in lingua italiana mi è sempre sembrata abbastanza garantista, anche se negli anni s’è visto un oscillare del pendolo ora verso la tolleranza, ora verso l’intransigenza. L’importante è che il pendolo continui a oscillare e non si sposti troppo verso uno dei due estremi.

Il successo di Wikipedia sta nel continuo esercizio della dialettica (quella vera, quella praticata sul campo delle sue pagine) e nel continuo rifiutare modelli e ricette assoluti e immutabili. L’unica malattia che può contrarre Wikipedia è la perdita della sua fluidità.

sapori liberi

10 gennaio 2009 (17:08) | luoghi, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Ieri sera F. si fa trovare al casello autostradale. “Per la cena pensiamo a qualcosa di hard-core tradizionale reggiano. Non hai problemi di digestione, vero?”

Tre ore dopo, microfono in mano, durante la chiacchierata su Wiki[p|m]edia, probabilmente ancora sotto l’influsso del suddetto hard-core tradizionale reggiano me ne esco con qualcosa come “l’enciclopedia come mezzo per la liberazione dei sapori” anziché dei saperi.

Anche quest’anno Telecitofono ha incluso Wikimedia Italia – da me rappresentata per l’occasione – nel calendario degli incontri della Scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi” (sulla loro home non ci siamo, ma sui programmi stampati sì). 
Stamattina invece un’altra chiacchierata sul medesimo argomento con gli studenti di tre classi di informatica del BUS Pascal. Sono gli studenti di questa scuola quelli che insegnano ai nonni [1] a usare il PC e internet, come m’era stato raccontato la scorsa primavera [2].
Internet che il comune di Reggio Emilia mette a disposizione gratuitamente (a chi ne fa richiesta e si registra sulla rete) attraverso l’installazione di 26 hot spot wireless in tutta la città.
Così si fa.

knol – una rapida occhiata da wikipediano

5 agosto 2008 (11:52) | notizie, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Mi rifaccio alle informazioni presenti alla pagina http://knol.google.com/k/knol/knol/Help# e http://knol.google.com/k/knol-help/-/si57lahl1w25/13#.

Di primo acchito, ciò che noto come fondamentale differenza rispetto a Wikipedia è la “proprietà” delle voci: Knol vuole privilegiare l’autorevolezza delle fonti, quindi ogni voce di enciclopedia è firmata e “posseduta” da un proprietario, un po’ come i messaggi di un blog che hanno un autore principale, un padre-pardone, che decide se e quali commenti siano ammissibili.

In maniera analoga a quanto avviene con un blog, le voci di Knol sono firmate dall’autore originale, che può decidere con quale licenza pubblicarle (le licenze libere CC-BY-3.0 sono incoraggiate, ma non obbligatorie – è permesso riservarsi tutti i diritti) e se permettere ad altri di modificare il contenuto, con o senza moderazione. L’autore può scegliere di non permettere modifiche tout court, di permettere modifiche da lui moderate a priori o di permettere modifiche libere “alla wiki”. L’autore può anche nominare dei co-autori sulla voce, che avranno i suoi stessi privilegi.

I dati dell’account sono gli stessi del proprio account Google, per il quale nessuna verifica della reale identità dello scrivente viene eseguita.

Altra differenza sostanziale è la gestione dei punti di vista in conflitto. Knol non si pone il problema, semplicemente invita i portatori di diversi punti di vista a scrivere una propria versione della voce sull’argomento

…No problem, you can still write your own article. In fact, the Knol project is a forum for encouraging individual voices and perspectives on topics. As mentioned, no one else can edit your knol (unless you permit it) or mandate how you write about a topic. If you do a search on a topic, you may very well see more than one knol in the search results. Of course, people are free to disagree with you, to write their own knols, to post comments and ratings.

Non c’è problema, puoi sempre scrivere la tua voce. Infatti il progetto Knol è un forum che incoraggia le voci individuali e i punti di vista nelle voci. Come prima scritto, nessuno può modificare il tuo pezzo (a meno che tu non lo consenta) o darti indicazioni su come devi sviluppare un argomento. Quando eseguirai una ricerca su un argomento potrai trovare molto probabilmente più di una voce tra i risultati. Naturalmente le persone sono libere di non essere d’accordo con te, di scrivere le loro versioni, commentare e dare voti.

Questo significa che su argomenti controversi Knol raccoglierà una collezione di voci, ciascuna portatrice di un punto di vista specifico (ideologico, aziendale, politico…) che la maggioranza dei lettori andrà a promuovere o bocciare attraverso il rating. Sulla base dell’esperienza wikipediana mi aspetto di vedere quindi fiorire fazioni opposte (evoluzionisti/creazionisti – capitalisti/socialisti – etc…) che daranno vita a insiemi di voci separati, non essendo costretti a convivere in un’unica tribolata voce, come avviene su Wikipedia.

Pubblicità: per ora su Knol non se ne vede, ma Google non vive di donazioni. Senz’altro prima o poi compariranno degli AdSense correlati al tema dell’articolo visualizzato. Knol inoltre permette – seppur con limitazioni – un utilizzo commerciale del proprio spazio. L’azienda X, esperta di Y, può pubblicare esplicitamente un pezzo su Y in cui presenta il proprio punto di vista ed i mirabolanti vantaggi di X nel settore.

Altre lingue: per ora non ci sono, ma promettono che provvederanno presto.

afono

10 aprile 2008 (21:50) | wikiverso | :: G. :: | Un commento

Domani sera mi reco a Reggio Emilia, per raccontare di Wikipedia e Wikimedia all’interno del ciclo di conferenze della della “Scuola di etica e politica” promossa da Telecitofono. Sostituisco F., che ha dovuto dare forfait.
Confesso che vedere l’elenco degli altri relatori del ciclo di conferenze mi mette un po’ di soggezione. Spero di essere all’altezza del compito.

E se non mi torna in fretta la voce, che da stamattina s’è data alla macchia, voglio proprio vedere che razza di intervento riuscirò a fare…

contu-mail

24 marzo 2008 (22:07) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Corriere della Sera – NAZIONALE -
sezione: Cronache – data: 2008-03-10 num: – pag: 25
categoria: REDAZIONALE

L’incontro Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale
Il raduno dei wikipediani: «Sul web si impara tutto»
Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube

MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale. Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.
Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. Per il resto, c’è stato un certo autoelogio di quanto si faccia, e di come naturalmente lo si faccia bene. Frieda Brioschi, 31 anni, alias «Ubi», uno dei capi: «Abbiamo le nostre lacune. Tipo la storia. Ma sul resto, siamo in progressione». Compreso il sesso? «E certo. Li ha visti i disegnini sul kamasutra? ». No, dove sono? «Su Wikipedia Italia, s’intende».
Benvenuti su Wikipedia Italia. Oppure Ave, Benvegnui, Bemmenute. Dal latino al veneto fino al campano, la biblioteca (aperta a chiunque, uno si registra e può sparare dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale) ha varato sezioni interamente in altre lingue, compresi i dialetti locali. Forte d’una spinta tremenda di affezionati che, «con una media di due ore al giorno attaccati al computer», infilano notizie e ne correggono altre.
Un ritmo da centrifuga — minacciato da hacker e vandali che «sporcano» i testi e inseriscono informazioni fasulle — che non si capisce sia divertimento o malattia. Vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati («È una droga, una droga!») che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna. Eppure, eppure il movimento cresce, s’estende, vuol conquistare il Sud («Prossimo incontro a Napoli, dobbiamo convincere il meridione a seguirci»), attira fedeli, seduce i professori, come quello che ha spinto la laureanda Elisabetta Gerola, 24 anni, a scrivere una tesi proprio su Wikipedia.
Che poi, Elisabetta, è una delle cinque figure femminili in sala. «Alla nostra biblioteca — lamenta con metamorfosi facciale tendente alla tristezza più cupa e con drammatico trasporto emozionale Giorgio «Chemical Bit» Fascilla, 34 anni, studente universitario — le donne sono il 10% appena». Motivo? «Purtroppo non amano l’informatica » suggerisce Carlo «Lusum» Sardi, 32 anni, che l’informatica la insegna in un liceo bresciano. È un problema, lo scarso interesse del gentil sesso? Per Gian Francesco «mizardellorsa » Esposito, 62 anni, no che non è un problema. Che gl’importa. È concentrato sul miglioramento del suo record: 14mila informazioni già piazzate su Wikipedia. Senta «mizardellorsa », mica se la ricorda la prima volta, ossia la prima voce? «No». Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno? «Sì. Non facciamo una brutta cosa, vero?».

Andrea Galli

Egregio direttore,
in merito all’articolo comparso a pagina 25 del Corriere della Sera di lunedì 10 marzo 2008, firmato da Andrea Galli, “Il raduno dei wikipediani: sul web si impara di tutto” le chiedo di effettuare le seguenti rettifiche:
* “Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale” è scorretto. Si è trattato dell’assemblea di Wikimedia Italia e i partecipanti erano i soci. La maggior parte di essi scrive su Wikipedia ma non tutti. E non erano tutti italiani.
* “un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di internet”, come sopra: non si è trattato del vertice nazionale dei redattori.. inoltre Wikipedia è un’enciclopedia non una biblioteca (ribadito almeno tre volte).
* i virgolettati attribuiti ai vari personaggi: mi chiedo come sia possibile che siano presenti dei virgolettati se il sig. Galli prendeva appunti su un taccuino segnando unicamente un paio di parole per riassumere intere frasi pronunciate dagli intervistati. Personalmente disconosco il virgolettato che mi viene attribuito.
* non ho mai detto “Wikipedia Italia”
* la vicenda Gatto Nero è completamente inventata, almeno nei termini in cui è stata scritta. Gatto Nero è stato radiato da Wikimedia Italia per denigrazione nei confronti dell’associazione e dei suoi soci, e per comportamento nocivo nei confronti del progetto Wikipedia
* “alzata di mano, voto unanime, Gatto Nero è trombato” 35 favorevoli, 15 astenuti e 11 contrari non è unanimità
* “Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono”, detto di persone che avevano tutte un cartellino con scritto in caratteri molto grandi il proprio nome e cognome e in caratteri decisamente più piccoli il proprio nickname.
* “nella quarantena imposta a Gatto Nero” a parte che si tratta di una persona e non di un appestato, è stata una radiazione
* “vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna” su queste affermazioni esigo delle scuse, perché lede la dignità dei nostri associati e l’immagine di tutta la nostra associazione.
* “uno si registra e spara dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale” è una affermazione che sminuisce il lavoro di centinaia di migliaia di persone e contiene un errore di fondo: non è necessario registrarsi
* “ha varato sezioni interamente in altre lingue” non è vero: Wikipedia esiste in oltre 250 lingue, dove le lingue sono riprese dalla la normativa ISO 693-3 sebbene alcune di esse vengano comunemente considerate dialetti in Italia
* “dobbiamo convincere il Meridione a seguirci” è una frase che non è mai stata pronunciata (abbiamo le riprese video dell’assemblea nel caso voleste verificare)
* “ha inviato a Wikipedia 14mila notizie” (ripetuto due volte) è sbagliato. Ha effettuato 14mila interventi di modifica (una modifica non corrisponde necessariamente ad una informazione).
* Wikipedia non ha un board mondiale. Io faccio parte del consiglio direttivo di Wikimedia Foundation
* non esiste alcuna assemblea direttiva
* Jacopo Celentano non era il più giovane presente (lo era Pietro invece, citato in coda all’articolo)
* Pietrodn non ha 13 anni e Ramac non ne ha 14.. sono stati entrambi ringiovaniti di un anno
* Pietrodn e Ramac non sono novizi, Pietrodn partecipa al progetto Wikipedia da diversi anni

Ho personalmente consegnato al sig.
Galli del materiale informativo, tra cui una copia cartacea di questo documento che non mi risulta sia stato consultato (a differenza del rapporto Nielsen sul traffico, citato ma senza attribuzione).
Sono assolutamente incredula e indignata di come il Corriere della Sera abbia potuto pubblicare un articolo così pieno di imprecisioni. Vi inoltre faccio presente che diversi blog e sulle pagine di coordinamento di Wikipedia stessa siano presenti accesi dibattiti su questo articolo.
Onde evitare (evitarci!) episodi simili in futuro vorrei avere la possibilità di leggere gli articoli che riguardano Wikimedia Italia prima che questi vengano pubblicati.

Distinti saluti,
Frieda Brioschi
Wikimedia Italia

la rete tutta è un’enciclopedia?

3 ottobre 2007 (13:34) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

«Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, poiché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di web» – Robert Caillau [1]

Su quest’ultima affermazione potrei essere d’accordo.
A patto di etichettare come “enciclopedia” tutto ciò che gira su internet, quindi anche la spazzatura che annacqua l’informazione utile e tutto lo spam che viene filtrato via dalle nostre caselle postali.
Ma un’enciclopedia deve avere degli strumenti che consentano di rintracciare e recuperare il sapere in essa contenuto per essere utile. Internet nel suo complesso presenta un rapporto segnale/rumore (ovvero informazione utile contro meta-informazione e disturbo) che spesso ne rende difficoltosa la fruibilità.
Chiunque abbia cercato informazioni su internet (ad esempio su come sbrigare una pratica burocratica) lo sa bene.

Wikimedia (con Wikipedia e gli altri progetti ad essa simili per modalità e finalità) non sta “concentrando informazioni”, ha invece creato e sta mantenendo uno spazio aperto e libero da certe derive mercificatorie del sapere che hanno snaturato il web da molto tempo prima che nascesse Wikipedia.

Nel suo essere area di scambio libera e gratuita, Wikipedia fa parte di ciò che sopravvive dell’idea originaria del web, quella antecedente al suo finire nelle mani delle corporation, della pornoindustria, degli spammers e di chi ne ha fatto veicolo di sfruttamento pubblicitario, nel tentativo di trasformare il web in un surrogato imperfetto della peggiore televisione.

it.wikipedia su DVD

25 settembre 2007 (19:24) | wikiverso | :: G. :: | 5 commenti

Eccolo, noto l’inconfondibile logo sugli scaffali del supermercato dove vado di solito e metto una copia del DVD nel mio cestino.
Della sua produzione ne parliamo dallo scorso autunno: contatti e contratti con l’editore, discussioni e interventi vari.
Con i tempi stretti in cui è stato confezionato, non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di vederlo in anteprima. Avevo un’idea molto vaga di che aspetto avrebbe avuto, ma praticamente lo vedo anch’io oggi per la prima volta come prodotto finito.

Una prima nota stonata appare in copertina. Il testo recita che “un euro per ogni DVD venduto andrà in beneficenza alla Wikimedia Foundation”, ma non è vero.
L’euro a copia è una royalty sull’uso di marchio e logo. Va ovviamente a sostenere le nostre attività, ma non è beneficenza. C’erano molti altri modi per esprimere il medesimo concetto senza farci sentire dei pezzenti.

Inserisco il DVD. La consultazione avviene attraverso una form dedicata, a tutto schermo, 1024×768 che però non si adatta al mio schermo 1280×1024 e vi resta centrata, circondata dallo sfondo bianco.

Ci sono l’elenco degli autori di ogni voce, un motore di ricerca interno che cerca nei titoli e nei testi, i disclaimer legali (in basso a destra) ed il testo della licenza GFDL (sotto i disclaimer).
Purtroppo mancano in calce ad ogni voce l’esplicito rilascio del testo secondo la GFDL e un collegamento alla corrispondente voce on-line e/o alla sua cronologia.
Molte immagini inoltre non compaiono. Alcune mancano per problemi di licenza (e fin qui, meglio), altre mancano perché pigiare tutto su un unico DVD pare abbia reso necessario eliminarne molte. Peccato, perché il risultato finale ne risente parecchio.

Avevamo preparato anche un testo introduttivo che spiegasse la natura del prodotto, e suppongo che dovesse comparire cliccando sul tasto “introduzione”. Ma l’operazione non va a buon fine (almeno sul mio PC) e la pressione del tasto non produce altro effetto che far comparire il titolo “introduzione” nel corpo della pagina.

Insomma, il cosiddetto look-and-feel mi lascia un po’ deluso. Mi dà l’idea di essere un prodotto imbastito nei ritagli di tempo, senza cura e senza passione. L’importante è che il logo campeggi ben chiaro a richiamare il pubblico pagante.

Ciò che invece mi piace è la ricchezza di informazioni. Anche se la resa grafica non le rende giustizia, saltare da pagina a pagina seguendo i link blu porta anche a voci che su una qualsiasi altra enciclopedia non trovereste mai. Ma questa ricchezza è altrettanto accessibile on-line.