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准备好

24 agosto 2010 (10:10) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Diamo per scontati gli insegnamenti di italiano e inglese (o un’altra lingua europea).

Se può essere speso denaro pubblico per insegnare un’altra lingua, pensate che per degli scolari di oggi possa essere più utile imparare il cinese o il lodigiano? [1]

Quello che molti  non riescono a capire è che una lingua muore quando muore il mondo che quella lingua descriveva e raccontava. Il dialetto nelle scuole è nostalgico accanimento terapeutico, se non mera e semplice speculazione politica e ideologica. Perché non esiste quasi mai una forma di dialetto condivisa e standardizzata e perché al dialetto mancano parole e concetti nati dopo di lui – a meno di non avere una qualche autorità linguistica che li crei (per questo “computer” in francese è ordinateur e in islandese è tölva – “la profetessa dei numeri” [2]).

Il dialetto te lo  insegna la nonna, con le filastrocche, i proverbi e i rimproveri. E va benissimo così.
La scuola deve prepararti al mondo, e il mondo non finisce a venti chilometri da casa.

il pubblico dominio è la regola, il copyright è l’eccezione

29 gennaio 2010 (14:23) | wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Se anche voi siete d’accordo con il principio esposto nel titolo di questo post, c’è qualcosa che dovreste sottoscrivere.

http://www.publicdomainmanifesto.org/italian

Aggiornamento: se non vi fidate di me, fidatevi di lei.

riconversioni

2 dicembre 2009 (20:58) | t.d.s. | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Marchionne: “il sito di Termini Imerese sarà riconvertito ad altre produzioni”. [1]
Ombrelli, a giudicare dal gesto con cui ha accompagnato la dichiarazione.

2012, il film

24 novembre 2009 (21:28) | t.d.s. | :: G. :: | Lascia un tuo commento

2012, il film: il premier italiano non sale sulle navicelle di salvataggio con gli altri capi di stato [1].
Era la Merkel quella che gli reggeva la scaletta.

lisbona da profano

29 ottobre 2009 (20:51) | notizie | :: G. :: | Un commento

Premessa: sono un profano che ha letto le pagine informative dell’UE senza alcuna specifica preparazione tecnica in merito.

Il Trattato di Lisbona [1] è la nuova carta costituzionale dell’Unione Europea, emendata dopo le bocciature referendarie di francesi e olandesi nel 2005. Alla sua definitiva approvazione manca ancora una firma, quella del presidente ceco Klaus, in attesa di un parere della sua corte costituzionale [2]. L’altra firma mancante, quella dell’Irlanda, è stata recuperata facendo fare un secondo referendum dopo che il primo aveva visto una risicata ma sufficiente maggioranza di irlandesi contrari – viene da chiedersi se in caso di seconda bocciatura si sarebbe mai indetto un terzo referendum, un grottesco omaggio a vecchie battute satiriche  in cui quando è il volere del popolo a non coincidere più con quello del governo, è ora di cambiare il popolo. Gli altri 25 paesi hanno scelto la meno “democratica” ma più liscia via dell’approvazione parlamentare; rimarchevole il voto in Italia, uno dei rarissimi casi di voto favorevole unanime (nessun contrario, nessuna astensione) in entrambe le camere.

Nella sintesi del Trattato [3] viene presentata anche una modifica procedurale molto importante: l’introduzione del voto a maggioranza qualificata su molti temi dove finora è richiesta l’unanimità, requisito messo alle corde dall’allargamento agli attuali 27 stati:

Un processo decisionale efficace ed efficiente: il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione, in modo da rappresentare la doppia legittimità dell’Unione. La doppia maggioranza è raggiunta quando una decisione è approvata da almeno il 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione.

Questo significa che sarà sufficiente per uno stato o un gruppo di stati raccogliere attorno a sé una cordata di voti sufficiente per far passare normative valide per l’Unione intera.

Ed è qui che sono perplesso. La credibilità dell’Italia in Europa è ai suoi minimi storici e la sua politica estera guarda più alla Russia e alla Libia che non al resto del continente. Non ce la vedo, oggi, a tessere alleanze con gli altri paesi europei per promuovere politiche di ampio respiro. Ci sarà quasi certamente una corazzata franco-tedesca pigliatutto, nel bene e nel male.

Comunque il Trattato prevede anche l’uscita dall’Unione, finora non prevista. Chissà quale nazione se ne avvarrà per prima.

Se mai leggerete il testo [4] non fatevi mancare una chicca: la dichiarazione della Polonia a pagina 358. Farebbe la gioia anche di un Borghezio.

7

9 ottobre 2009 (09:55) | t.d.s. | :: G. :: | 4 commenti

“Sette italiani su dieci stanno con Berlusconi” [1]
Finché vince.

articolo 3

7 ottobre 2009 (21:03) | notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana [1]:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

Qualcuno dice che l’incostituzionalità del lodo Alfano è un’ovvietà. Forse ha ragione, ma questo paese aveva bisogno di ricordarselo.

be careful what you wish for

14 settembre 2009 (16:29) | wikiverso | :: G. :: | 7 commenti

Ogni volta che leggo sulle varie mailing list wiki[p|m]ediane in giro per il mondo di contatti, collaborazioni, persino finanziamenti pubblici ai vari chapter nazionali di Wikimedia sparsi sul pianeta vorrei tanto che le istituzioni nazionali si interessassero di più a Wiki[p|m]edia.

Poi faccio mente locale sulle raccomandate di legali di parlamentari, europarlamentari, ministri, sindaci, personaggi assortiti che mi sono state recapitate durante il mio mandato da presidente e giungo alla conclusione che di attenzione ce ne dedicano più che a sufficienza. Senza ovviamente capire nulla né del mezzo, né di come funziona, né di come andrebbe usato.

Il culmine del parossismo è la causa per 20 milioni di euro di cui ci racconta Frieda, intentata nonostante – come scrive ToobyWikimedia Italia non c’entra niente con Wikipedia, si limita a promuovere il marchio e basta: è come se un giorno comprassi della Nutella avariata e invece di fare causa alla Ferrero facessi causa a Mediaset che ne ha trasmesso la pubblicità.

L’unico che pareva averci capito qualcosa è stato Fiorello Cortiana. Peccato che non sieda più parlamento.

Aggiornamento – un sacco di pareri:

Paul the Wine Guy qui, Ignis qui, Giacomo Dotta su Webnews, Leoman3000 qui e .mau..

Giacomo Dotta approfondisce ricollegandosi all’Internet Manifesto.

Si aggiungono anche Kiado, Punto Informatico, Tom’s Hardware, EdoM, Aubrey.

In diversi hanno ri-tumblrato PTWG, tra di loro The Hanged Man, Emmanuel Negro.

Alcuni stanno scrivendo ad Angelucci tramite il sito della Camera.

Ne parlano inoltre Mantellini, Civile.it, OneWeb2.0 Armando Leotta, Alessandro GilioliStefano Quintarelli, 0.2, Tiziano Caviglia, Nicola Mattina, Stefano Scardovi, Nick, SbisoloGiornalettismo, Aviatore sopra il mare, Zeus NewsVittorio Zambardino, Gigi CogoGiorgio Marandola, DracoSnowdog e LaPizia. E senz’altro ancora qualcuno che mi sono perso per strada (apologies).

Gianfranco interviene su en.wiki (anche nella talk di Jimbo).

tra un peana e l’altro…

9 settembre 2009 (08:47) | notizie | :: G. :: | 2 commenti

La morte di Bongiorno tiene giustamente banco.
Tra un peana e l’altro, oso ricordare che anche grazie a lui – e al suo impatto sul costume nazionale – l’Italia è diventata l’attuale disastro che è.

E, personalmente, negli ultimi anni in Mediaset lo trovavo piuttosto patetico. Hai fatto la storia della TV italiana e ti ritrovi a fare il piazzista di prosciutti, maionesi, caffè, materassi, legumi, cartigieniche, etc.

Asciugatevi le lacrimucce e ricordatevi che Silvio è grande, e Mike è (stato) il suo profeta.

Aggiornamento: “Sì signora, esatto. E’ la veglia per Mike Bongiorno”. [1] :D

al ministero alla semplificazione normativa(*) si fanno le pippe?

27 agosto 2009 (13:02) | notizie | :: G. :: | 3 commenti

E’ stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n°142 alla Gazzetta Ufficiale n°180 del 05/08/2009 il Decreto legislativo 03/08/2009, n°106 recante “disposizioni integrative e  correttive del decreto legislativo 09/04/2008, n°81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Si tratta di un documento di 240 pagine [1] che elenca revisioni e integrazioni, e quindi non può essere disgiunto dal decreto precedente che va a correggere.

Dal momento che le leggi siamo tenuti a conoscerle e che quindi ci vorrebbe un minimo di impegno per garantirne la leggibilità e la comprensione, era davvero opera così ardua e poco sensata annullare il decreto precedente e pubblicarne una nuova versione che recepisca tutte le modifiche e le integrazioni?

Ministro, per quanto riguarda semplificazione, accessibilità e trasparenza le conisiglio questa fonte di ispirazione, tra un cavillo e l’altro [2]. È pure scritta in italiano.

(* la dicitura esatta è Dipartimento per la Semplificazione Normativa).