:: Archivio per il tag: mail :::::::

rank/rant

14 gennaio 2010 (17:02) | café, lavoro | :: G. :: | 4 commenti

Nella classifica delle bugie più frequenti espresse in lingua italiana, “te lo mando subito per mail” si piazza al terzo posto assoluto.

nonfirmeropiu.it

15 ottobre 2009 (15:48) | tecnologie, varie ed eventuali | :: G. :: | 2 commenti

Anch’io [1] ho trovato oggi nella mia casella di posta un’offerta di Findomestic con questa nota:

Unsubscribe: ricevi questa email in quanto l’ultima petizione che hai firmato e’: [***]. Numero di protocollo della tua firma Se vuoi essere eliminato dal database di Firmiamo clicca qui.

Probabilmente l’avvertenza che “firmiamo.it” avrebbe potuto farlo c’era – mea culpa non averla letta. Una cosa è sicura: non firmerò più una petizione on-line appoggiata sul loro sito.

Tra parentesi l’eliminazione dal database sembra nemmeno essere andata a  buon fine. Il link sotto il pulsante di conferma è palesemente errato.

be careful what you wish for

14 settembre 2009 (16:29) | wikiverso | :: G. :: | 7 commenti

Ogni volta che leggo sulle varie mailing list wiki[p|m]ediane in giro per il mondo di contatti, collaborazioni, persino finanziamenti pubblici ai vari chapter nazionali di Wikimedia sparsi sul pianeta vorrei tanto che le istituzioni nazionali si interessassero di più a Wiki[p|m]edia.

Poi faccio mente locale sulle raccomandate di legali di parlamentari, europarlamentari, ministri, sindaci, personaggi assortiti che mi sono state recapitate durante il mio mandato da presidente e giungo alla conclusione che di attenzione ce ne dedicano più che a sufficienza. Senza ovviamente capire nulla né del mezzo, né di come funziona, né di come andrebbe usato.

Il culmine del parossismo è la causa per 20 milioni di euro di cui ci racconta Frieda, intentata nonostante – come scrive ToobyWikimedia Italia non c’entra niente con Wikipedia, si limita a promuovere il marchio e basta: è come se un giorno comprassi della Nutella avariata e invece di fare causa alla Ferrero facessi causa a Mediaset che ne ha trasmesso la pubblicità.

L’unico che pareva averci capito qualcosa è stato Fiorello Cortiana. Peccato che non sieda più parlamento.

Aggiornamento – un sacco di pareri:

Paul the Wine Guy qui, Ignis qui, Giacomo Dotta su Webnews, Leoman3000 qui e .mau..

Giacomo Dotta approfondisce ricollegandosi all’Internet Manifesto.

Si aggiungono anche Kiado, Punto Informatico, Tom’s Hardware, EdoM, Aubrey.

In diversi hanno ri-tumblrato PTWG, tra di loro The Hanged Man, Emmanuel Negro.

Alcuni stanno scrivendo ad Angelucci tramite il sito della Camera.

Ne parlano inoltre Mantellini, Civile.it, OneWeb2.0 Armando Leotta, Alessandro GilioliStefano Quintarelli, 0.2, Tiziano Caviglia, Nicola Mattina, Stefano Scardovi, Nick, SbisoloGiornalettismo, Aviatore sopra il mare, Zeus NewsVittorio Zambardino, Gigi CogoGiorgio Marandola, DracoSnowdog e LaPizia. E senz’altro ancora qualcuno che mi sono perso per strada (apologies).

Gianfranco interviene su en.wiki (anche nella talk di Jimbo).

standard

24 luglio 2009 (15:26) | inclassificabile, tecnologie | :: G. :: | Lascia un tuo commento

“…lo standard adottato dall’azienda per gli indirizzi di posta elettronica dei suoi collaboratori prevede di adottare come nome di account l’iniziale del nome del collaboratore seguita dal suo cognome per intero (es. mrossi@indirizzo.email).
Qualora questo possa dar luogo ad omonimie o a combinazioni irrispettose o volgari, si potrà in alternativa comporre il nome di account usando l’iniziale del cognome del collaboratore seguita dal nome per intero (es. rmario@indirizzo.email). …”

La policy fu cambiata quando in azienda arrivò Agata Cidella.

the great firewall

6 giugno 2009 (16:17) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Due mail da Hong Kong

«Come forse sapete, la Cina ha bloccato l’accesso a molti siti durante la settimana precedente il 4 giugno [...] durante la giornata del 3 giugno si inseguivano su Twitter e su altri canali voci riguardanti l’aggiunta di Wikipedia al novero dei siti bloccati. Sono felice che siano rimaste solo voci, benché l’edizione in cinese avesse un richiamo all’evento di cui ricorre il ventennale nella sua pagina iniziale.
Anche se due dei nostri contributori sono stati contattati sul cellulare dalla polizia e diffidati per i loro interventi su Twitter e Wikipedia.  [...] »

« [...] secondo uno dei nostri contributori [Wikipedia] ha ricevuto “attenzioni” dall’autorità di polizia. Siamo sempre una sorta di “sito ribelle d’oltremare” :P [...]»

Scommetto che anche in Cina si usa il pretesto della lotta alla pedopornografia.

intimisto (o di un pentolino di cazzi miei)

27 maggio 2009 (22:00) | varie ed eventuali | :: G. :: | 3 commenti

Ieri un amico mi ha chiesto come va. È stata un’occasione per un estemporaneo bilancio di questo periodo balordo.

Tre mesi non sono molti e oggettivamente non ho problemi, non sono in mezzo a una strada né rischio di finirci. Sono solo un po’ stanco di questa inutilità e deluso dalla mia incapacità di farvi fronte.
Complice anche l’afa di questi giorni, ho addosso una stanchezza fisica e un’apatia che mi spengono.

Pensavo, insomma, che me la sarei cavata meglio.

Intanto continuo a rispondere ad annunci e a spedire curriculum. Con una percentuale di riscontri (comprese le mail automatiche) che non arriva al 10%. Incoraggiante.

censure e querele, aggiornamenti su “guarire dall’omosessualità”

12 dicembre 2008 (21:42) | parole altrui | :: G. :: | 3 commenti

Ricevo e volentieri pubblico la seguente mail:

Buongiorno a tutti/e!

Mi permetto di inviarvi un breve aggiornamento circa l’inchiesta Guarire si deve: chiesa e omosessualità, a nome mio e di Ornella De Zordo, con la quale, esattamente a metà, portiamo avanti il progetto “l’altrainchiesta / 10 brutte storie italiane”.

Questa prima inchiesta, lo ricorderete, si basa sulla denuncia pubblica di alcuni corsi di “guarigione per omosessuali” portati avanti con l’aiuto di preti esorcisti.
Dopo un ottimo risalto sulla stampa nazionale e un’interrogazione parlamentare (grazie Arcigay), Youtube ha oscurato il video adducendo generali motivazioni riguardanti una presunta “violazione dei termini e delle condizioni”, rifiutando fino a questo momento qualsiasi spiegazione.

Nel frattempo Luca Di Tolve, docente del corso, mi ha spedito una ingiunzione di rimozione del video anche dal mio sito entro la giornata, in caso contrario sarebbe partita querela.
I diritti vengono prima delle “cause legali” e abbiamo deciso di continuare a diffondere il video, decidendo anzi di rilanciarne la diffusione che calcoliamo ormai in un totale di visualizzazioni che sfiora le 20.000.
Questo nostro impegno è possibile grazie anche all’appoggio generosissimo di Arcigay Firenze e Azione gay e lesbica, che ringraziamo di cuore.

Abbiamo linkato il video dall’amica Arcoiris.tv, ora più che mai potete contribuire anche voi a questa battaglia di civiltà e diritti diffondendo i relativi link.
Grazie per l’impegno.

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=10999

http://www.unaltracittaunaltromondo.it

http://www.saveriotommasi.it/video/inchieste/guarire-si-deve/

Buona diffusione e un abbraccio di pace, a presto risentirci,

Saverio Tommasi e Ornella De Zordo

contu-mail

24 marzo 2008 (22:07) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento

Corriere della Sera – NAZIONALE -
sezione: Cronache – data: 2008-03-10 num: – pag: 25
categoria: REDAZIONALE

L’incontro Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale
Il raduno dei wikipediani: «Sul web si impara tutto»
Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube

MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale. Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.
Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. Per il resto, c’è stato un certo autoelogio di quanto si faccia, e di come naturalmente lo si faccia bene. Frieda Brioschi, 31 anni, alias «Ubi», uno dei capi: «Abbiamo le nostre lacune. Tipo la storia. Ma sul resto, siamo in progressione». Compreso il sesso? «E certo. Li ha visti i disegnini sul kamasutra? ». No, dove sono? «Su Wikipedia Italia, s’intende».
Benvenuti su Wikipedia Italia. Oppure Ave, Benvegnui, Bemmenute. Dal latino al veneto fino al campano, la biblioteca (aperta a chiunque, uno si registra e può sparare dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale) ha varato sezioni interamente in altre lingue, compresi i dialetti locali. Forte d’una spinta tremenda di affezionati che, «con una media di due ore al giorno attaccati al computer», infilano notizie e ne correggono altre.
Un ritmo da centrifuga — minacciato da hacker e vandali che «sporcano» i testi e inseriscono informazioni fasulle — che non si capisce sia divertimento o malattia. Vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati («È una droga, una droga!») che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna. Eppure, eppure il movimento cresce, s’estende, vuol conquistare il Sud («Prossimo incontro a Napoli, dobbiamo convincere il meridione a seguirci»), attira fedeli, seduce i professori, come quello che ha spinto la laureanda Elisabetta Gerola, 24 anni, a scrivere una tesi proprio su Wikipedia.
Che poi, Elisabetta, è una delle cinque figure femminili in sala. «Alla nostra biblioteca — lamenta con metamorfosi facciale tendente alla tristezza più cupa e con drammatico trasporto emozionale Giorgio «Chemical Bit» Fascilla, 34 anni, studente universitario — le donne sono il 10% appena». Motivo? «Purtroppo non amano l’informatica » suggerisce Carlo «Lusum» Sardi, 32 anni, che l’informatica la insegna in un liceo bresciano. È un problema, lo scarso interesse del gentil sesso? Per Gian Francesco «mizardellorsa » Esposito, 62 anni, no che non è un problema. Che gl’importa. È concentrato sul miglioramento del suo record: 14mila informazioni già piazzate su Wikipedia. Senta «mizardellorsa », mica se la ricorda la prima volta, ossia la prima voce? «No». Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno? «Sì. Non facciamo una brutta cosa, vero?».

Andrea Galli

Egregio direttore,
in merito all’articolo comparso a pagina 25 del Corriere della Sera di lunedì 10 marzo 2008, firmato da Andrea Galli, “Il raduno dei wikipediani: sul web si impara di tutto” le chiedo di effettuare le seguenti rettifiche:
* “Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale” è scorretto. Si è trattato dell’assemblea di Wikimedia Italia e i partecipanti erano i soci. La maggior parte di essi scrive su Wikipedia ma non tutti. E non erano tutti italiani.
* “un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di internet”, come sopra: non si è trattato del vertice nazionale dei redattori.. inoltre Wikipedia è un’enciclopedia non una biblioteca (ribadito almeno tre volte).
* i virgolettati attribuiti ai vari personaggi: mi chiedo come sia possibile che siano presenti dei virgolettati se il sig. Galli prendeva appunti su un taccuino segnando unicamente un paio di parole per riassumere intere frasi pronunciate dagli intervistati. Personalmente disconosco il virgolettato che mi viene attribuito.
* non ho mai detto “Wikipedia Italia”
* la vicenda Gatto Nero è completamente inventata, almeno nei termini in cui è stata scritta. Gatto Nero è stato radiato da Wikimedia Italia per denigrazione nei confronti dell’associazione e dei suoi soci, e per comportamento nocivo nei confronti del progetto Wikipedia
* “alzata di mano, voto unanime, Gatto Nero è trombato” 35 favorevoli, 15 astenuti e 11 contrari non è unanimità
* “Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono”, detto di persone che avevano tutte un cartellino con scritto in caratteri molto grandi il proprio nome e cognome e in caratteri decisamente più piccoli il proprio nickname.
* “nella quarantena imposta a Gatto Nero” a parte che si tratta di una persona e non di un appestato, è stata una radiazione
* “vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna” su queste affermazioni esigo delle scuse, perché lede la dignità dei nostri associati e l’immagine di tutta la nostra associazione.
* “uno si registra e spara dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale” è una affermazione che sminuisce il lavoro di centinaia di migliaia di persone e contiene un errore di fondo: non è necessario registrarsi
* “ha varato sezioni interamente in altre lingue” non è vero: Wikipedia esiste in oltre 250 lingue, dove le lingue sono riprese dalla la normativa ISO 693-3 sebbene alcune di esse vengano comunemente considerate dialetti in Italia
* “dobbiamo convincere il Meridione a seguirci” è una frase che non è mai stata pronunciata (abbiamo le riprese video dell’assemblea nel caso voleste verificare)
* “ha inviato a Wikipedia 14mila notizie” (ripetuto due volte) è sbagliato. Ha effettuato 14mila interventi di modifica (una modifica non corrisponde necessariamente ad una informazione).
* Wikipedia non ha un board mondiale. Io faccio parte del consiglio direttivo di Wikimedia Foundation
* non esiste alcuna assemblea direttiva
* Jacopo Celentano non era il più giovane presente (lo era Pietro invece, citato in coda all’articolo)
* Pietrodn non ha 13 anni e Ramac non ne ha 14.. sono stati entrambi ringiovaniti di un anno
* Pietrodn e Ramac non sono novizi, Pietrodn partecipa al progetto Wikipedia da diversi anni

Ho personalmente consegnato al sig.
Galli del materiale informativo, tra cui una copia cartacea di questo documento che non mi risulta sia stato consultato (a differenza del rapporto Nielsen sul traffico, citato ma senza attribuzione).
Sono assolutamente incredula e indignata di come il Corriere della Sera abbia potuto pubblicare un articolo così pieno di imprecisioni. Vi inoltre faccio presente che diversi blog e sulle pagine di coordinamento di Wikipedia stessa siano presenti accesi dibattiti su questo articolo.
Onde evitare (evitarci!) episodi simili in futuro vorrei avere la possibilità di leggere gli articoli che riguardano Wikimedia Italia prima che questi vengano pubblicati.

Distinti saluti,
Frieda Brioschi
Wikimedia Italia

fiori e fischi

20 febbraio 2008 (14:46) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | 6 commenti

I fiori sono la richiesta di un’amica, che mi chiede di poter usare il post sull’HDPE usato per illustrare un’iniziativa che si terrà presso la scuola materna della figlia.

I fischi – ovvero un’esplicita bocciatura dei contenuti di queste pagine – mi arrivano via mail da un lettore occasionale che è approdato qui dal link che avevo messo sulla mia pagina utente del sito di Wikimedia Italia. Faccio ammenda per quel peccato di vanità, ho rimosso il link. Lo sposterò altrove.
Vale la pena di ribadire che queste mie pagine sono personali, che nulla hanno a che vedere con Wikimedia Italia. L’unica cosa che accomuna Wikimedia Italia a queste pagine sono io, e le mie opinioni politiche non sono un mistero per gli associati che in occasione dell’ultimo rinnovo delle cariche sociali hanno posto in me la loro fiducia.
Pare che questi miei post abbiano schifato quanto basta il lettore da farlo desistere dal volersi iscrivere a Wikimedia Italia.
In questo estemporaneo ruolo di spaventapasseri per un giorno, ho conferma del fatto che la libertà di parola di cui un individuo gode è inversamente proporzionale all’ascolto (reale o potenziale) che ha.

prendi i soldi e scappa

11 settembre 2007 (13:38) | lavoro | :: G. :: | Lascia un tuo commento

È in corso il “conclave” finale tra RSU e direzione aziendale. Dalle notizie trapelate, sembra che l’accordo sia vicino, mancano solo alcuni dettagli.

A partire dal primo ottobre una prima corposa tranche di dipendenti verrà posta in cassa integrazione per dodici mesi; l’importo verrà erogato in anticipo dall’azienda, che lo tratterrà successivamente quando il ministero trasferirà il denaro (questo per evitare di dover dipendere dai tempi attuativi del ministero, che immaginiamo non rapidi). L’anticipo verrà inoltre integrato da un “bonus” versato dall’azienda che verrà spalmato sulle varie mensilità, in maniera da portare l’assegno di cassa integrazione ad un livello accettabile.
L’entità di questo “bonus” è ancora oggetto di trattativa, insieme alle decisioni inerenti il TFR e i versamenti ai fondi pensione contrattuali dovuti per legge.
Allo scadere della cassa integrazione i dipendenti verranno licenziati; percepiranno il TFR maturato non versato ai fondi pensione di categoria e accederanno alle liste di mobilità.
Una seconda tranche di dipendenti farà questa trafila a partire dal gennaio 2008. Nei tre mesi autunnali sarà impiegata per bonificare gli impianti e avviarne lo smantellamento, che verrà completato successivamente da una ditta esterna specializzata (in gergo, gli “avvoltoi”).

Sarà che perdo di obiettività dato che mi vedo coinvolto personalmente, ma non posso non pensare allo spreco colossale che sottende questa operazione. A maggior ragione facendo un calcolo di quanto questa chiusura sta costando a Chemtura.
Oltre all’ovvio spreco di risorse umane – immaginate l’esperienza di persone che qui hanno lavorato e vissuto per decenni – c’è uno spreco di attrezzature e di spazi. Questo era uno dei pochi impianti ad avere tutte le carte in regola per manipolare sostanze pericolose: è possibile che a nessun’altra azienda possa interessare? Capisco che per i comuni vicini sia un sollievo, ma sono quasi sicuro che Chemtura non abbia nemmeno provato a cercare un acquirente interessato agli impianti.
Lo spazio sembra essere l’unica cosa rimasta appetibile di questo dinosauro. Ripulito e bonificato, il suolo ha raccolto l’interesse dell’impianto vicino, che medita di espandersi. Ma per rifarsi delle spese, è un terreno che andrebbe venduto a peso d’oro.
Rifarsi delle spese sembra non essere un obiettivo dell’azienda: la parte dell’impianto fratello di Ravenna che non è stata fermata è stata venduta ad un’altra società. E pur di venderla in fretta è stata svenduta ad un prezzo che è circa un quinto del suo valore stimato “a freddo”; prima che tutto questo bailamme avesse inizio.

Traggo consolazione da una cosa: posso tranquillamente (anzi no, con ostentata soddisfazione) ignorare le e-mail di sollecito a completare i corsi di training on-line, i soliti frullati di ipocrita statunitense ovvietà che l’azienda ci costringeva trimestralmente ad ingoiare.