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14 giugno 2010 (17:05) | a4ventures | :: G. :: | 2 commenti
Da oltre una settimana la corsia destra dello svincolo che dalla A4, proveniendo da est, consente di immettersi sulla tangenziale est di Milano è chiusa. Questa strozzatura rende meno scorrevole il traffico in uscita e in orario di punta provoca code a tratti che risalgono la A4 anche fino a Dalmine.
Non sarebbe in sé un grandissimo disagio – ok, per me sono circa 20 minuti in più sulla strada ogni mattina, ma per qualche giorno si può anche portare pazienza – ciò che mi disturba è che, nonostante il passare dei giorni, non vedo nessun cantiere, nessuna apparente attività, nulla che mi faccia pensare che l’impasse sia in corso di risoluzione.
Oggi ho scritto alla Milanoserravalle-Milanotangenziali SpA chiedendo loro le ragioni della chiusura e una stima dei tempi di riapertura. Vediamo se rispondono.
tags: a4, circa, corsia, destra, faccia, giorni, mattina, Milano, orario, pazienza, settimana, tangenziale
16 febbraio 2010 (08:03) | notizie, parole altrui | :: G. :: | 2 commenti
“Quello che s’è visto distruggere l’auto [1] ne comprerà un’altra, poi quando si troverà un marocchino attraversargli la strada lo tirerà sotto di sicuro.”
“E farà bene.”
“Ma che c’entra quel poveraccio col vandalo che gli ha sfasciato l’auto?”
“Niente, ma farà bene lo stesso.”
È tutto qui l’errore, semplice e enorme: identificare un individuo con il suo gruppo (sociale, etnico, culturale, etc.) di appartenenza e viceversa.
Distinguere l’individuo dal suo gruppo, vedere la persona sotto l’etichetta, costa fatica. Pone ogni individuo davanti alle proprie singole responsabilità, denudate dall’alibi del gruppo. Alibi che fa comodo anche a ogni razzista, consapevole o meno di esserlo.
tags: alibi, cultura, errore, fatica, Milano, niente, semplice, vandalo
14 febbraio 2010 (09:51) | café, varie ed eventuali | :: G. :: | 3 commenti
Un’orda di serissime cavallette s’è abbattuta su Milano (zona Rubattino) sabato sera.
Si contano tra le vittime venti pizze e un numero imprecisato di birre. Particolarmente crudeli le scene di accanimento sui cadaveri del caffè, dopo averli ammazzati.
È stata una bella serata, vi ringrazio. A rileggerci.
tags: accanimento, Milano, rileggerci, venti
27 gennaio 2010 (16:07) | notizie, t.d.s. | :: G. :: | Un commento
Le autorità di Milano hanno posato la prima pietra del costruendo Memoriale alla Shoah. [1]
“Per non dimenticare”. Di sgomberare i campi rom.
tags: autorità, memoria, Milano, sgomberi, Shoah
2 aprile 2009 (16:31) | parole altrui | :: G. :: | 2 commenti

Charles M. Schulz era un poeta (e non sono io ad averlo detto).
La striscia è tratta da “Il bracchetto è Charlie Brown”, edizioni RCS-MilanoLibri, 1990.
Apologies.
tags: apologies, libri, Milano, peanuts, piove, strip, striscia
20 marzo 2009 (15:31) | luoghi, notizie | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Il 24 aprile prossimo si inaugura il servizio della linea T1 della TEB, la tramvia che collegherà Bergamo alla bassa Valle Seriana per un totale di 12,5 Km. Il servizio prenderà avvio tra Bergamo (non è chiaro dalla cartella stampa se dalla stazione FS o dalla fermata di Borgo Palazzo) e Alzano Lombardo. La linea prosegue fino ad Albino, che verrà raggiunta in un secondo tempo. Si prevede di entrare a pieno servizio su tutta la linea con l’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre.
La Valle Seriana oggi è una sorta di “città lineare”, soprattutto nelle sue parti media e bassa, dove l’espansione urbana ha saldato i paesi gli uni agli altri, creando una “striscia di urbanesimo” che occupa il fondovalle lasciando poco spazio per ulteriori opere e infrastrutture.
In valle è esistita una linea ferroviaria, aperta nel 1884-85, che giungeva fino a Ponte Selva (34 Km) e che cessò il servizio nel 1967. Allora la strada provinciale era più che sufficiente a reggere il carico del traffico locale. Da bambini s’andava a giocare sui binari lasciati vuoti, finché non vennero rimossi, lasciando il sedime libero, sul quale però quarant’anni di attività umana hanno lasciato il segno, rendendone complicato e oneroso il recupero.
In attesa dell’apertura del servizio, non mancano le discussioni nel prevedere che impatto e che efficienza avrà la tramvia. Gli attraversamenti stradali a raso vengono visti come pericolosi da molti e vi sono anche critiche sulla locazione di alcune stazioni lungo il tracciato, troppo decentrate rispetto ai centri urbani che servono. Per alcuni il servizio è destinato all’insuccesso economico e a non scalfire in maniera apprezzabile il traffico urbano.
Vent’anni fa prendevo la metrò a Bonn per andare a vedere il duomo di Colonia. Che sarebbe un po’ come prendere la T1 alla Martinella per andare in centro a Milano.
Qui ancora non ci siamo e - vista la sensibilità italiana sul tema – non c’è da essere troppo ottimisti, ma questo è un primo passo.
tags: Bergamo, città, giocare, impatto, Italia, Milano, nome, pericolo, settembre, spazio, strada provinciale, striscia, successo, tempo, tramvia, troppo, vizio
15 dicembre 2008 (19:02) | dischi, playlist | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Ryuichi Sakamoto – BTTB
BTTB, ovvero “back to the basics”. Un ritorno al solo pianoforte, dopo l’incursione nel world-pop (da “Beauty” a “Smoochy”) degli anni precedenti, condotta con la consueta maestrìa. Un album spogliato di ogni orpello, malinconico e intimista, che evoca immagini di una Parigi autunnale (a me, che finora a Parigi ci sono stato giusto per qualche ora e non d’autunno).
Il ricordo legato a questo disco fu la data milanese del concerto in cui venne presentato. Vinsi due biglietti “aggratis” rispondendo ad un quiz estemporaneo, Snowdog si comprò un altro biglietto di cui dividemmo in tre la cifra e ci andammo io, lui e R.
Era la sera di un giorno feriale, il concerto si tenne all’Alcatraz di Milano, i cui arredi interni neri e cromati vennero per l’occasione illuminati solo con luci bianche. Sulla pedana il maestro con due pianoforti – di cui uno suonato in maniera poco ortodossa, facendovi a volte persino cadere piccoli oggetti sulle corde – e dietro di lui la proiezione di parole e frasi su uno schermo.
Trovai molto suggestiva l’idea di un concerto per solo pianoforte dentro una discoteca “spenta” e zittita di tutto il suo consueto rutilare di luci, “fumi e raggi laser” (cit).
Una musica assolutamente contrastante con l’ambiente in cui venne eseguita.
“Le discoteche sono come le chiese:
preti e dj si dannano l’anima per convincerci
che tutto va bene, tutto è bellissimo.”
- da “Tutti giù per terra”[1]
tags: album, autunno, BTTB, concerto, eden, film, laser, maestro, Milano, musica, ossa, parole, piano, pianoforte, quiz, Roma, Ryuichi Sakamoto, sera, tempo
24 marzo 2008 (22:07) | parole altrui, wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
Corriere della Sera – NAZIONALE -
sezione: Cronache – data: 2008-03-10 num: – pag: 25
categoria: REDAZIONALE
L’incontro Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale
Il raduno dei wikipediani: «Sul web si impara tutto»
Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube
MILANO — «Sono una vittima del sistema». Be’, scusi, con quel nomignolo lì che s’è scelto… Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato. Il direttivo di Wikipedia ha deciso che il suo recente comportamento non s’addice allo spirito-guida della biblioteca su internet, che ieri ha tenuto a Milano il vertice nazionale. «Gatto Nero », in una discussione via chat se accettare o meno delle variazioni ad alcune voci «aveva preteso di volersi imporre» e aveva via via esagerato coi toni passando, inaudito, «agli insulti». E no. Wikipedia, che in Italia supera You Tube (a dicembre, ultima rilevazione, quasi 8 milioni di contatti contro 7) su una parola chiave insiste: il lavoro di squadra, la comunità, il villaggio globale. Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.
Tre ore, è durato il vertice. La discussione s’è aggrovigliata sui temi del copyright e della ricerca di sponsor, e ha toccato l’apice di tensione nella quarantena imposta a «Gatto Nero», che l’ha presa agitandosi da tarantolato. Per il resto, c’è stato un certo autoelogio di quanto si faccia, e di come naturalmente lo si faccia bene. Frieda Brioschi, 31 anni, alias «Ubi», uno dei capi: «Abbiamo le nostre lacune. Tipo la storia. Ma sul resto, siamo in progressione». Compreso il sesso? «E certo. Li ha visti i disegnini sul kamasutra? ». No, dove sono? «Su Wikipedia Italia, s’intende».
Benvenuti su Wikipedia Italia. Oppure Ave, Benvegnui, Bemmenute. Dal latino al veneto fino al campano, la biblioteca (aperta a chiunque, uno si registra e può sparare dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale) ha varato sezioni interamente in altre lingue, compresi i dialetti locali. Forte d’una spinta tremenda di affezionati che, «con una media di due ore al giorno attaccati al computer», infilano notizie e ne correggono altre.
Un ritmo da centrifuga — minacciato da hacker e vandali che «sporcano» i testi e inseriscono informazioni fasulle — che non si capisce sia divertimento o malattia. Vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati («È una droga, una droga!») che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna. Eppure, eppure il movimento cresce, s’estende, vuol conquistare il Sud («Prossimo incontro a Napoli, dobbiamo convincere il meridione a seguirci»), attira fedeli, seduce i professori, come quello che ha spinto la laureanda Elisabetta Gerola, 24 anni, a scrivere una tesi proprio su Wikipedia.
Che poi, Elisabetta, è una delle cinque figure femminili in sala. «Alla nostra biblioteca — lamenta con metamorfosi facciale tendente alla tristezza più cupa e con drammatico trasporto emozionale Giorgio «Chemical Bit» Fascilla, 34 anni, studente universitario — le donne sono il 10% appena». Motivo? «Purtroppo non amano l’informatica » suggerisce Carlo «Lusum» Sardi, 32 anni, che l’informatica la insegna in un liceo bresciano. È un problema, lo scarso interesse del gentil sesso? Per Gian Francesco «mizardellorsa » Esposito, 62 anni, no che non è un problema. Che gl’importa. È concentrato sul miglioramento del suo record: 14mila informazioni già piazzate su Wikipedia. Senta «mizardellorsa », mica se la ricorda la prima volta, ossia la prima voce? «No». Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno? «Sì. Non facciamo una brutta cosa, vero?».
Andrea Galli
Egregio direttore,
in merito all’articolo comparso a pagina 25 del Corriere della Sera di lunedì 10 marzo 2008, firmato da Andrea Galli, “Il raduno dei wikipediani: sul web si impara di tutto” le chiedo di effettuare le seguenti rettifiche:
* “Assemblea a Milano per gli autori italiani dell’enciclopedia virtuale” è scorretto. Si è trattato dell’assemblea di Wikimedia Italia e i partecipanti erano i soci. La maggior parte di essi scrive su Wikipedia ma non tutti. E non erano tutti italiani.
* “un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di internet”, come sopra: non si è trattato del vertice nazionale dei redattori.. inoltre Wikipedia è un’enciclopedia non una biblioteca (ribadito almeno tre volte).
* i virgolettati attribuiti ai vari personaggi: mi chiedo come sia possibile che siano presenti dei virgolettati se il sig. Galli prendeva appunti su un taccuino segnando unicamente un paio di parole per riassumere intere frasi pronunciate dagli intervistati. Personalmente disconosco il virgolettato che mi viene attribuito.
* non ho mai detto “Wikipedia Italia”
* la vicenda Gatto Nero è completamente inventata, almeno nei termini in cui è stata scritta. Gatto Nero è stato radiato da Wikimedia Italia per denigrazione nei confronti dell’associazione e dei suoi soci, e per comportamento nocivo nei confronti del progetto Wikipedia
* “alzata di mano, voto unanime, Gatto Nero è trombato” 35 favorevoli, 15 astenuti e 11 contrari non è unanimità
* “Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono”, detto di persone che avevano tutte un cartellino con scritto in caratteri molto grandi il proprio nome e cognome e in caratteri decisamente più piccoli il proprio nickname.
* “nella quarantena imposta a Gatto Nero” a parte che si tratta di una persona e non di un appestato, è stata una radiazione
* “vagano certi volti pallidi modello ragioniere al mare d’agosto, qui, certi lungagnoni magri, certi pensionati dagli occhi spiritati che sembrano di ritorno da una guerra o dalla luna” su queste affermazioni esigo delle scuse, perché lede la dignità dei nostri associati e l’immagine di tutta la nostra associazione.
* “uno si registra e spara dentro a piacimento il proprio bagaglio culturale” è una affermazione che sminuisce il lavoro di centinaia di migliaia di persone e contiene un errore di fondo: non è necessario registrarsi
* “ha varato sezioni interamente in altre lingue” non è vero: Wikipedia esiste in oltre 250 lingue, dove le lingue sono riprese dalla la normativa ISO 693-3 sebbene alcune di esse vengano comunemente considerate dialetti in Italia
* “dobbiamo convincere il Meridione a seguirci” è una frase che non è mai stata pronunciata (abbiamo le riprese video dell’assemblea nel caso voleste verificare)
* “ha inviato a Wikipedia 14mila notizie” (ripetuto due volte) è sbagliato. Ha effettuato 14mila interventi di modifica (una modifica non corrisponde necessariamente ad una informazione).
* Wikipedia non ha un board mondiale. Io faccio parte del consiglio direttivo di Wikimedia Foundation
* non esiste alcuna assemblea direttiva
* Jacopo Celentano non era il più giovane presente (lo era Pietro invece, citato in coda all’articolo)
* Pietrodn non ha 13 anni e Ramac non ne ha 14.. sono stati entrambi ringiovaniti di un anno
* Pietrodn e Ramac non sono novizi, Pietrodn partecipa al progetto Wikipedia da diversi anni
Ho personalmente consegnato al sig.
Galli del materiale informativo, tra cui una copia cartacea di questo documento che non mi risulta sia stato consultato (a differenza del rapporto Nielsen sul traffico, citato ma senza attribuzione).
Sono assolutamente incredula e indignata di come il Corriere della Sera abbia potuto pubblicare un articolo così pieno di imprecisioni. Vi inoltre faccio presente che diversi blog e sulle pagine di coordinamento di Wikipedia stessa siano presenti accesi dibattiti su questo articolo.
Onde evitare (evitarci!) episodi simili in futuro vorrei avere la possibilità di leggere gli articoli che riguardano Wikimedia Italia prima che questi vengano pubblicati.
Distinti saluti,
Frieda Brioschi
Wikimedia Italia
tags: assemblea, associazione, blog, caso, centrifuga, chiunque, cinque, cittadini, coda, cognome, comune, comunità, conquista, copyright, cultura, differenza, discussione, enciclopedia, errore, esordio, faccia, Foundation, Frieda, fuga, futuro, globale, guerra, identità, immagine, incontro, informazione, intervista, Italia, italiani, laurea, lavoro, legge, mail, miglia, Milano, milioni, mondo, natura, nessuno, nome, parola, parole, piazza, possibilità, presente, problema, record, ricerca, sbagliato, scrivere, sera, sistema, studente, tristezza, troppo, video, villa, villaggio, voce, Wikimedia
13 dicembre 2007 (18:51) | wikiverso | :: G. :: | Lascia un tuo commento
http://www.federmanager.it/upload/varie/297_Wiki_Conference_Federmanager.pdf
Su gentile invito degli organizzatori, che ringrazio, sono stato uno dei tre oratori che sono intervenuti ieri in una conferenza che s’è tenuta a Torino.
Avendo inizio alle 18 e preventivando di arrivare quella mezz’oretta in anticipo, la prima cosa da fare è prendersi il pomeriggio libero dal lavoro, questo per me significa essere libero dalle 13 in poi.
La scelta più naturale del mezzo è il treno, ma Bergamo dal punto di vista ferroviario è un mezzo disastro. Se all’andata il primo treno utile per arrivare a Torino in tempo sarebbe alle 13:15, ecco che mi si pone il problema di arrivare alla stazione di Bergamo in 15 minuti (e parcheggiare e raggiungere la stazione). Il treno successivo parte un’ora dopo e, attraverso una coincidenza simile, si arriva a Torino un’ora dopo, ovvero con dieci minuti di ritardo sul mio programma, a cui aggiungere i minuti di cammino che separano la stazione dalla sede della conferenza. Vero che la conferenza inzia comunque con un minimo di “ritardo accademico”, potrei anche correre il rischio, ovviamente avvertendo gli organizzatori.
Ora calcoliamo il viaggio di ritorno: la conferenza dura un paio d’ore (in realtà poi si protrae a oltre le 21), siamo in parola per cenare insieme, ecco che corro il rischio di dover trascorrere la notte alla stazione Centrale di Milano in attesa del primo treno utile per Bergamo, verso le 5 del mattino successivo.
Decido di prendere l’auto, ma i camionisti sono in sciopero e il mio serbatoio non è pieno. Mi basterà la benzina che ho per andare e tornare da Torino e tirare fino a lunedì nell’ipotesi che il blocco duri quanto le organizzazioni sindacali degli autotrasportatori hanno promesso?
Lasciare l’auto a Milano e prendere il treno da lì? I collegamenti sono più frequenti e non dovrei avere il problema della coincidenza. Ma per raggiungere la stazione Centrale, parcheggiare e prendere l’Eurostar il tempo risulta ancora tirato, anche alla luce dell’incognita che si pone nel raggiungere l’autostrada. La radio racconta di blocchi e traffico difficile.
E auto sia, dunque. Riesco anche a rabboccare il serbatoio, facendo una coda relativamente breve. Peccato che non abbia con me una tanica vuota, che avrebbe funzionato da “coperta di Linus”.
All’andata, pattuglie di carabinieri garantiscono uno stretto accesso all’ingresso dell’autostrada, ingorgata dai camion fermi. Una volta in autostrada però il traffico è praticamente inesistente. Mi devo sforzare di non accelerare, per mantenere basso il consumo di carburante, in previsione di dover andare e tornare con il pieno che ho e far durare gli avanzi fino a lunedì.
Tra Milano e Torino leggo solo di due aree di servizio che segnalano esaurito il gasolio (ma non dicono nulla della benzina, che quindi immagino ci sia ancora), raggiungo comunque il centro di Torino e la serata si svolge come da programma.
Durante il ritorno la radio mi informa di quanto avevo intuito notando carovane di camion sulla corsia di destra dell’autostrada: il blocco è finito. Nonostante due aree di servizio segnalino tutti i carburanti esauriti, riesco comunque a trovarne una che ha ancora disponibilità di benzina e rabbocco nuovamente il serbatoio, just in case…
Sì, il treno dovrebbe proprio essere la scelta più naturale.
tags: accesso, autostrada, Bergamo, blocco, centrale, coda, conferenza, consumo, coperta, correre, destra, dieci, euro, gara, ingresso, invito, lavoro, Milano, natura, parola, pomeriggio, problema, programma, punto, scelta, sciopero, segnali, sera, tempo, Torino, tornare, treno, varie, viaggio, visione, vizio
21 novembre 2007 (18:52) | notizie | :: G. :: | 5 commenti
- Chi siete?
– Cosa portate?
– Si ma, quanti siete?
– Un fiorino!
(da “Non ci resta che piangere“)
A proposito di cortocircuiti temporali, ecco che nel XXI secolo una città italiana torna ad applicare una tassa d’ingresso sul proprio territorio, come accadeva nel XIV [1] [2].
Dal 2 gennaio – salvo imprevisti – prenderà il via l’ecopass, ovvero il ticket di ingresso per chi desidera entrare in Milano con la propria auto.
È vero che questa misura pare essere l’unica in grado di toccare le persone nel loro punto più sensibile (il portafogli), ma mi chiedo se si rivelerà efficace nel contrastare l’inquinamento dell’aria o se resterà un semplice balzello senza alcuna ricaduta utile, a solo scorno dei tantissimi pendolari che di recarsi a Milano hanno più necessità che voglia.
Molto dipenderà da come verranno spesi i soldi raccolti in questo modo e da quanto le strutture dei mezzi pubblici saranno in grado di gestire l’auspicato aumento della domanda. Ma sono convinto che molti pendolari avrebbero da tempo già rinunciato all’auto, se il trasporto pubblico fosse almeno decente.
In realtà anche questo ecopass rischia di essere un mero palliativo. Se centinaia di migliaia di auto entrano a e escono da Milano ogni giorno è perché il territorio di Milano nel bene e nel male concentra troppe attività, e l’infrastruttura stradale e ferroviaria, oggi insufficiente, si è sviluppata radialmente a partire da questo centro d’attrazione.
Occorre ripensare profondamente il territorio di Milano e della Lombardia, cercando di decentrare le attività e spogliare Milano da questo ormai scomodo ruolo.
tags: 112, città, cortocircuiti, dettagli, fiori, fiorino, guerra, imprevisti, ingresso, inquinamento, Italia, Lombardia, miglia, Milano, partire, punto, repubblica, semplice, tempo, territorio
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