non parlarmi di te, parlami del tuo mestiere

Caro anonimo che pieno di buona volontà e di nozioni approssimative ti accosti a Wikipedia convinto che sia “un cesso pubblico”[1], “la nuova frontiera del marketing”, “il sol dell’avvenire” o qualsiasi-cosa-ma-non-ciò-che-davvero-è (un’enciclopedia), perché invece di pubblicare la tua voce sui maestri incisori su metallo della tua città non mi scrivi una bella voce sulle tecniche di … Continua a leggere non parlarmi di te, parlami del tuo mestiere

la teoria del periodo-finestra

Sono abbastanza convinto che nella vita di ognuno di noi ci sia un periodo-finestra per la musica leggera che va grossomodo dall’età di 15 anni all’età di 30 anni. Tutta la musica leggera con cui entriamo in contatto nel periodo-finestra è “fondamentale”, “fantastica”, “mitica”, “geniale”, “eccelsa”, “inarrivabile”. Ogni generazione crede la musica del proprio periodo-finestra … Continua a leggere la teoria del periodo-finestra

one cool million for one cool caress

ABC – Beauty Stab Eravamo più o meno a metà degli anni ’80. Si vendevano tonnellate di gel per capello “effetto bagnato”, la musica pop era esclusivamente british, il linguaggio (mistificato ad arte) del corpo si prendeva una schiacciante e duratura rivincita su tutte le parole spese nel decennio precedente, non era vietato trasmettere in … Continua a leggere one cool million for one cool caress

un biglietto per tre

Ryuichi Sakamoto – BTTB BTTB, ovvero “back to the basics”. Un ritorno al solo pianoforte, dopo l’incursione nel world-pop (da “Beauty” a “Smoochy”) degli anni precedenti, condotta con la consueta maestrìa. Un album spogliato di ogni orpello, malinconico e intimista, che evoca immagini di una Parigi autunnale (a me, che finora a Parigi ci sono … Continua a leggere un biglietto per tre

quel disco te l’ho pagato tre volte

Peter Gabriel – So Comprare le musicassette originali era poco meno che una truffa: dopo una dozzina di ascolti il nastro “grippava” e veniva irrimediabilmente attorcigliato attorno a qualche pernetto del mangianastri (“mangia” nastri, appunto). Ma quell’estate ero fuori casa – stavo facendo il servizio militare – e una cassetta aveva due indubbi vantaggi su … Continua a leggere quel disco te l’ho pagato tre volte

do you speak english, then?

O.N.A. – Modlishka [pl:wp] Ogni volta che vado in un altro paese cerco di procurarmi qualche esempio di musica del posto. Nell’estate del 1996 ero di transito all’aeroporto di Varsavia, di ritorno dalla Bielorussia. Eravamo andati Brest’ a trovare la scolaresca di cui all’epoca faceva parte anche Ljuda. Non so bene perchè si scelse di … Continua a leggere do you speak english, then?

radiofonie ruspanti

Miles Davis – Doo-Bop [en:wp] C’è stato un periodo in cui l’etere radiofonico nazionale ribolliva di esperimenti più o meno pirata, più o meno organizzati, più o meno azzeccati. C’erano piccole radio locali di provincia spesso gestite da pochissime persone, con un bacino d’ascolto di pochi chilometri e con gli studi ricavati in solai o … Continua a leggere radiofonie ruspanti

un mondo artificiale, cavo e alieno

Future Sound of London – the Lifeforms EP [en:wp] Come scrive Snowdog, a cui ho copiato (con permesso) l’idea, non si tratta di scrivere recensioni – non ne sarei all’altezza – ma di pescare dallo scaffale un disco e vedere quali scampoli di memoria si porta dietro. I Future Sound of London hanno prodotto nel … Continua a leggere un mondo artificiale, cavo e alieno

no, la catena no!

Quel disgraziato di Giovanni ha coinvolto Stoney in questa catena il quale, disgraziato a sua volta, ha ben pensato di ottemperare e passare la palla a me. Si tratta, mi viene detto, di rispondere a dieci domande di matrice marzulliana e di coinvolgere altri tre malcapitati blogger ancora immuni. Premetto che in cose del genere … Continua a leggere no, la catena no!